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Modena: infibulazione, pene più severe con nuova legge







“L’infibulazione è un dramma, presente anche nella realtà modenese, che va combattuto con la collaborazione di tutti. La nuova legge punisce severamente questa pratica con il carcere. Abbiamo, quindi, uno strumento che occorre far conoscere, soprattutto nelle norme che puntano sulla prevenzione”.

Lo ha affermato Fabrizio Righi, assessore alle Politiche sociali della Provincia di Modena, rispondendo in Consiglio provinciale a una interrogazione di Giorgio Barbieri (Lega nord) che aveva sollecitato la Provincia a promuovere la conoscenza della legge anche a livello locale, coinvolgendo la Consulta provinciale immigrazione.

“Tutti devono sapere – ha affermato Barbieri – che diventa correo anche chi viene a conoscenza di tale pratica e permette di continuarla. Per denunciare chi effettua l’infibulazione, partirà anche un numero verde su tutto il territorio italiano” . Alla domanda di Barbieri su cosa si sta facendo a Modena, Righi ha ricordato le diverse iniziative di sensibilizzazione, realizzate anche con la collaborazione di associazioni di donne straniere e ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dalle autorità sanitarie locali e dai consultori.

Durante la discussione Fabio Mosca (Ds) – che è anche presidente della Consulta provinciale per l’immigrazione – ha sottolineato l’importanza della nuova legge (“una buona legge”) per debellare questa pratica, mentre Elena Malaguti (Margherita) ha posto l’accento sulla prevenzione e sulla “cultura del rispetto del corpo della donna come valore di integrazione”. Anche Dante Mazzi (FI) ha giudicato positivamente la legge che però “rappresenta solo un primo passo, ora occorre fare più prevenzione e informazione anche all’estero”, mentre per Cesare Falzoni (An) su questo problema “finora la sinistra ha fatto finta di non sapere”.

In base alla nuova legge n. 7 del 9 gennaio 2006, approvata all’unanimità, chi pratica mutilazioni sessuali agli organi genitali femminili rischia una pena dai quattro ai 12 anni di reclusione, aumentate di un terzo se a subire il danno è un minore. Oltre ad individuare una nuova fattispecie di reato e ad inasprire le pene, la legge prevede una serie di azioni di informazione, anche all’estero, per le comunità che ancora praticano l’infibulazione. Le disposizioni si applicano anche quando il reato è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia.