Home Cronaca Corte dei Conti: impiegati infedeli scoperti a Modena e Bologna

Corte dei Conti: impiegati infedeli scoperti a Modena e Bologna







Tramite falsi documentali, hanno trovato modo
di arrotondare. Piuttosto bene, secondo la Guardia di Finanza. Un pediatra modenese ha distratto somme per 133.000 euro, un’impiegata amministrativa dell’università di Bologna ha
addirittura raggiunto quota 433.000 euro.


Secondo quanto si è potuto apprendere, si tratta rispettivamente di C.M.B, 53 anni, pediatra modenese, che avrebbe danneggiato il distretto di
Vignola dell’Asl di Modena, e F.G., 70 anni, dipendente dell’ateneo bolognese. Entrambi sono finite sotto la lente di ingrandimento dei
finanzieri della Sezione accertamento responsabilità amministrativa e danni erariali del Nucleo regionale di Polizia tributaria, nell’ambito di
due indagini delegate dal Procuratore regionale della Corte dei Conti Ignazio Del Castillo. Indagini durate due anni, che hanno scoperto le due
ingenti distrazioni di denaro pubblico.

In particolare l’impiegata universitaria è risultata, a seguito dei controlli sui conti correnti dell’ente, accesi in diversi istituti di credito, aver ideato un complesso meccanismo per sottrarre denaro destinato alla ricerca scientifica, consistente nella predisposizione di documenti attestanti spese inesistenti, che venivano liquidate e fatte confluire sui conti correnti extrabilancio dell’università e, successivamente, su quelli personali.

Tale stratagemma ha consentito a F.G. di lucrare una
somma pari a circa 433.000 euro.
Il pediatra, invece, attraverso l’emissione di ricette indicanti codici d’ignari assistiti, ha prescritto costosi medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale, a favore di altri pazienti tra cui figurano
ultrasettantenni e bambini provenienti da distretti sanitari diversi da quello in cui esercitava lo specialista, visitati in regime di libera professione. La capacità iperprescrittiva del professionista ha cagionato un danno all’Asl di Modena, distretto di Vignola, di circa 133.000 euro.
Per i due si prospetta il rinvio a giudizio, nell’ambito dell’inchiesta amministrativa, davanti alla Corte dei Conti. La loro posizione potrebbe anche essere vagliata dalla Procura penale.