Home Ambiente Conciliazione extra – giudiziale paritetica per i servizi energetici

Conciliazione extra – giudiziale paritetica per i servizi energetici







Confservizi Emilia – Romagna, le aziende associate Aimag, Enìa, Hera, Sat e le Associazioni regionali dei Consumatori, per prime in Italia, hanno
definito l’accordo per dirimere le controversie
senza ricorrere alla Magistratura o ad arbitrati formali.

Mettere a disposizione dei cittadini della Regione
uno strumento di bassissimo costo e facilmente accessibile per risolvere in sede extragiudiziale – quindi senza ricorrere alla magistratura – gli
eventuali contenziosi che dovessero sorgere relativamente alle forniture di gas e di energia elettrica.
Aimag, Enìa, Hera e Sat, rappresentate da Confservizi Emilia-Romagna, prime in Italia, hanno definito questa mattina, con le Associazioni
Consumeristiche Confconsumatori E-R (nella persona del Presidente Malaguti) e Federconsumatori E-R (nella persona del Vice Presidente Mauro Zanini) l’accordo che rende effettivamente praticabile la conciliazione extra –
giudiziale paritetica per controversie relative ai servizi energetici da esse forniti.

L’accordo di oggi attua e integra le intese nazionali e il regolamento sottoscritti oltre un anno fa da Confservizi e dalle Associazioni consumeristiche e che finora, per diverse ragioni, non hanno potuto trovare pratica attuazione.
L’accordo emiliano-romagnolo riguarda in questa prima fase i contenziosi relativi ai servizi del settore energetico, cioè alla fornitura di gas ed
elettricità e assume l’impegno a definire rapidamente le modalità di estensione della conciliazione paritetica extragiudiziale anche al servizio idrico ed ai servizi di igiene urbana.
In sostanza, il cittadino che, per vari motivi (sostanzialmente, il mancato
rispetto di quanto previsto dalla Carta dei Servizi e Contratto di Servizio), si troverà in una situazione di contenzioso con le aziende firmatarie dell’accordo, potrà decidere, attraverso la delega ad una delle Associazioni dei consumatori, di dirimere la controversia non più rivolgendosi direttamente al giudice o richiedendo un arbitrato formale, ma ricorrendo ad un apposito Ufficio di Conciliazione, che troverà sede presso
Confservizi Emilia – Romagna.


L’accordo è vantaggioso sia per i cittadini sia per le aziende: per i cittadini, che disporranno di un agile e rapido strumento per dirimere eventuali controversie con il gestore dei servizi; per le aziende, che oltre alle normali procedure già disponibili per rispondere ai reclami degli
utenti, potranno offrire uno strumento ulteriore per risolvere bonariamente le controversie.
Le parti hanno convenuto di considerare l’accordo aperto alle adesioni delle altre associazioni consumeristiche attive in Emilia-Romagna e firmatarie del protocollo nazionale.

“L’accordo – commenta Graziano Cremonini presidente di Confservizi Emilia – Romagna – non solo dà concreto avvio ad un’intesa nazionale per i servizi energetici che fino ad ora non ha prodotto i risultati attesi, ma apre anche la possibilità, altrettanto concreta, di una rapida estensione della
conciliazione paritetica ai servizi idrici e ambientali. Prospettiva del tutto naturale quando si consideri che le aziende aderenti sono tutte multiservizi. È la conferma che la customer care, l’attenzione al cliente, per le nostre aziende, non è uno slogan ma prassi quotidiana, continua ricerca di nuovi strumenti, cioè cultura industriale e capacità di mettere a frutto il meglio della loro storia di aziende pubbliche che sanno operare in
un mercato aperto col massimo rispetto effettivo dei diritti dei cittadini”.
Secondo Malaguti e Mauro Zanini, in rappresentanza delle rispettive associazioni, “con questo accordo regionale, si estende concretamente così come avvenuto in altri settori – telefonia, assicurazioni, poste, banche, la
possibilità di risolvere i contenziosi tra cittadini consumatori e aziende multiutility in via conciliativa extragiudiziale in tempi brevi e costi molto contenuti senza precludere in caso di non soddisfazione la via giudiziaria”.
Una opportunità in più per migliaia di cittadini consumatori per far valere le proprie ragioni nei servizi energetici in presenza di inadempienze
contrattuali – ora aperti alla concorrenza – ed elemento di stimolo per il miglioramento della qualità dei servizi da parte delle imprese stesse.