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Sassuolo, Macchioni (Radicali Italiani): sullo spaccio Menani è sprovveduto

8 settembre 2010 900 letture 30 commenti

La lotta allo spaccio viene affrontata come mera questione di sicurezza, e sentirsi a posto con la coscienza inseguendo lo spacciatore per strada, o peggio ancora il consumatore, sono approcci insignificanti.

Tenendo conto che il vero spaccio è quello che non si legge sul giornale, Menani plaude l’arresto di uno spacciatore da parte del Commissariato e promette di concentrarsi nella guerra ai traffici. Lodevole iniziativa, non c’è che dire. Attuare però una lotta al traffico di stupefacenti, come intende fare il Vicesindaco, è cosa che dovrebbero compiere altri a cui il Governo ha tolto i fondi, al massimo il Sig. Assessore potrà andare a spasso coi cani e qualche vigile in più per tanare lo spacciatore di strada, certamente. Salvo che poi, quando lo spacciatore verrà rimpiazzato da un altro per poi ripartire in circolo perpetuo, si rassegnerà al fatto che il suo contributo sarà meno di zero, come tutti coloro che ci sono passati prima di lui.

Gli spacciatori sono miseri facchini, quelli che guadagnano le briciole e si espongono ai rischi. Infrangono la legge, non vorrei si pensasse il contrario, ma il vero muro da abbattere sta sopra e ci sono istituzioni ben precise che se ne occupano. Nemmeno il presidio continuo di Via Adda è una soluzione, l’attività è nomade e si sposta a seconda della tranquillità delle zone, i clienti seguono a ruota. Nulla di nuovo, fin qui, dalla residenza municipale.

Sul fronte delle novità, invece, torna l’idea della guerra ai consumatori di sostanze stupefacenti, riportando alla mente quella che era la normativa fino all’inizio degli anni novanta. All’epoca, era il 1993, fu referendum e vinse il SI. L’abrogazione delle parti più repressive della Jervolino-Vassalli passò col voto dei nonni e dei genitori consapevoli di cosa stesse accadendo. Si chiuse finalmente il più incivile degli aspetti proibizionisti del nostro Paese, fatto di diciottenni caduti in mano alla criminalità e nelle carceri, gettati nelle discariche sociali rei dei crimini di aver comprato hashish o fumato uno spinello. Pensavo fossero tempi passati, ma temo che il Vicesindaco ragioni nella direzione opposta.

La mia proposta è quella di condurre una campagna di responsabilizzazione, magari attraverso materiale tascabile, dove si informano i potenziali consumatori sul comportamento da tenere dall’acquisto al post-assunzione, indicando come riconoscere la qualità della sostanza, come assumerla e come non assumerla per non incombere nel rischio di morte imminente o infezione virale, dove farlo e come valutare le condizioni ambientali di sicurezza.

(Riccardo Macchioni, Radicali Italiani)

30 commenti »

  • Andrea Corghi said:

    Come no, un bell’opuscolo tascabile e si risolve tutto…..
    Non scherziamo !
    Il problema è estremamente serio, troppa gente fugge dalla realtà con lo sballo e si brucia il cervello.
    Sì, le campagne di sensibilizzazione non fanno male, ma credo sia importante insistere sul fatto che lo spacciatore debba sentirsi braccato. Infrange la legge (almeno fino ad ora, e spero per sempre, è reato), e deve essere perseguito.
    Rendere difficile la vita a chi diffonde droga, a chi cerca di procurarsela e getta la vita alle ortiche, ritengo sia un dovere civico.
    Non si risolverà tutto, ma si contribuisce a fare evolvere la situazione in senso positivo.

  • Flavio Mucci said:

    “Droga:nel 2010 consumo cocaina +40%

    Osservatorio Prevolab, forte crescita anche per cannabis

    (ANSA) – MILANO, 3 DIC – Nel 2010 gli italiani che consumano cocaina potrebbero aumentare del 40% rispetto ad ora. E’ quanto prevede uno studio fatto a Milano. Secondo il PrevoLab, il numero dei consumatori di cocaina nel 2010 sara’ compreso fra gli 800 mila e 1,1 milioni di individui. Per l’eroina e’ previsto un aumento tra il 10% e il 20%, soprattutto nella fascia dei giovani. Per la cannabis, la previsione e’ quella di ‘un forte aumento del numero di consumatori, dai 3,5 a circa 4,5 milioni’.”

    “800 mila e 1,1 milioni di individu/i” “dai 3,5 a circa 4,5 milioni’ : di fronte a queste cifre soluzioni autoritarie sono più che altro prese di posizione simboliche e meramente ideologiche; semplificando senza voler banalizzare, è come :”cercare di vuotare il mare con un cucchiaino”

    Non sappiamo quale sarebbe l’effetto della liberalizzazione, di certo il proibizionismo non dà risultati particolarmente brillanti sia sul front della prevenzione ( incrementi annui del 40% !) che del traffico ( si stima che nella sola Milano si consumino 2 Kg di cocaina al giorno) e tralasciamo, per carità di patria, i problemi legati alla illegalità e alla carcerazione.

    E’ inutile pensare che sia un problema che riguarda sempre gli altri, questi numeri dicono che questa cultura della droga ci riguarda tutti, ogni famiglia, ogni gruppo, ogni comunità, e facendolo nostro, anzichè negarlo e sanzionarlo con la legge, forse potremmo vedere altre soluzioni.

  • Cristina Magnani said:

    Ciao Ricky non sono d’accordo.
    Tu pensi che, nel 2010, ancora ci sia bisogno si “spiegare” i rischi dell’assunzione di droga?!?
    Forse “ai miei tempi” (e poi e poi…) ma non adesso!
    E non sono d’accordo nemmeno sul fatto che il lavoro di Menani sia inutile, sorpassato ecc…
    E’ ovvio che non è da Sassuolo, nè da qualunque paesotto o città, che si può riuscire a “bruciare” il traffico (mondiale) della droga, ma credo che ogni Amministrazione debba operare con tutte le forze nella propria città, creando (magari!) un effetto domino.
    Secondo te dobbiamo (dico dobbiamo perché sai bene che io sono a favore di questa giunta), rimanere alla finestra a guardare?!?

  • Christian said:

    Certo che occorre tenere alta l’attenzione, a nessuno piace trovarsi lo spacciatore sotto casa. Ma abbandonarsi a facili proclami, dichiarando che il problema spaccio è risolvibile con qualche cane e una manciata di vigili urbani è quantomeno ingenuo e puerile.
    La sensibilizzazione e, più che altro, l’informazione è un arma potente ed è preventiva ! Il problema è che quel poco che si sente nelle scuole (raramente) è inefficace e di scarso impatto.
    Colpire il consumo e la distribuzione di droga andando a pescare i pesci piccoli è una azione che va fatta, certo, ma che lascia lo spazio che trova. Non so se esiste una sinergia con le forze dell’ordine, se vi è un piano di sensibilizzazione al tema, io, sinceramente, vedo solo sporadiche scorribande (perchè sono tali) di vigili urbani indaffarati a far vedere che le cose sono cambiate, salvo poi vedere personaggi a bordo di range rover dotati di lampeggiante blu che si permettono di fermare gli automobilisti. Vedo molto dilettantismo, insomma. E lo dico da elettore di centro-destra e da ex consigliere comunale, sia ben chiaro !

  • Bakunin said:

    Citando un po’ la prima e un po’ l’ultima sua frase, neppure con un “opuscolo tascabile” si risolverà tutto, ma si contribuisce a fare evolvere la situazione in senso positivo.

    Macchioni sarà anche antiproibizionista, ma non credo proprio che intenda, con l’ultima parte del suo comunicato, che si debba spingere la gente a drogarsi, su queste cose che possono essere facilmente fraintese forse dovrebbe dilungarsi un po’ di più nelle spiegazioni (lo dico come un consiglio :-) ).
    Tornando a parlare dell’opuscolo, o quel che è, il problema della droga è un problema di cui lo spacciatore rappresenta solo la metà, l’altra metà è rappresentata dal consumatore, e l’approccio giusto, secondo me, non è la repressione. E’ necessario fare una campagna di informazione seria, senza raccontare frottole come fin troppo spesso se ne sentono (se fumi le canne poi passi all’eroina!), perchè le bugie hanno le gambe corte e ottengono l’effetto contrario: un ragazzino che sia bombardato da questa falsa informazione, nel momento in cui si trovi a contatto con persone che usano droghe, si rende conto delle falsità che gli sono state dette e tende quindi a non considerare più attendibile ciò che gli viene detto sulle droghe nelle scuole, dalla televisione, dalla famiglia ecc. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato, per esempio, quanto l’alcool sia dannoso, anche più che la cannabis, eppure scommetto che qualche bicchierino di vino se lo fa anche Menani, e non ci vedo nulla di male.
    L’opuscolo di cui parla Macchioni risponde anche ad un’altra esigenza, cioè quella della riduzione dei rischi legati all’assunzione di droghe. La stessa cosa la si fa con l’alcool (riprendendolo come esempio): facciamo campagne di sensibilizzazione in cui non si dice solo di non bere, ma anche che se lo si fa, è meglio seguire certi comportamenti per evitare ulteriori danni a se stessi e agl’altri. Quante pubblicità progresso e simili hanno detto: se uscite in compagnia, scegliete uno di voi come autista e non fatelo bere quella sera? Perchè non si dovrebbe fare una cosa simile con la droga? Spiegare quali sono gli effetti della droga, quali mix non fare, quali comportamenti tenere quando la si è assunta, non risolverà la cosa ma potrebbe almeno evitare danni maggiori. Anche quando Macchioni parla della qualità della droga, non penso che intenda la qualità nel senso “quale sballa di più”, penso piuttosto che si riferisca al fatto che spesso la droga è tagliata male, e questa è una delle cause più frequenti di morte per assunzione di droghe.
    Per fare un esempio di come l’informazione corretta e volta alla riduzione dei rischi sia importante, si può citare l’epidemia di aids tra gli eroinomani, che fu causata dall’usanza di scambiarsi la siringa invece di usarne una nuova. Alla luce di questo, molte organizzazioni di volontari e non iniziarono non solo a dire che l’eroina fa male, ma anche a spiegare perchè era sbagliato scambiarsi le siringhe, e addiritura a distribuire siringhe nuove. Il risultato è che il numero di infezioni hiv tra gli eroinomani diminuirono notevolmente, e così facendo si sono probabilmente salvate molte persone, che con la sola repressione contro i drogati sarebbero ora malate o morte.

  • riccardo macchioni said:

    non ho detto di togliere il controllo e il presidio, ho detto solo che non serve a nulla.. paradossalmente a me potrebbe anche andar bene così, la lotta senza soluzione allo spaccio è una questione come tante altre a favore della legalizzazione.

    l’opuscolo tascabile potrebbe essere una novità efficace da promuovere, al posto di enfatizzare ciò che c’è già.

  • riccardo macchioni said:

    Purtroppo nel 2010 ce n’è ancora bisogno, penso però che bisogna spostarsi un po’ dalla posizione “la droga fa male” e iniziare a concentrarsi negli effetti dell’assunzione come se fosse un saggio scientifico (naturalmente in un lessico di larga comprensione). Costruito senza moralismi inutili potrebbe essere un deterrente più efficace della propaganda solita.
    Un aspirante fumatore che incombe nell’ecografia polmonare di un malato di cancro generalmente non ha bisogno di sentirsi dire che fumare fa male.

    I controlli non devono cessare perché la legge è chiara, ma sono inutili e non riesco a comprendere perché vengano venduti come cose eccezionali.
    Resto dell’idea che la prima legittimazione per contestare una regola sia quella di rispettarla e conoscerne gli effetti. Quindi che si continui a perdere tempo in controlli e arresti che lasciano il tempo che trovano, ne traggo vantaggio anche a favore della mia causa :)

    E poi ricordiamoci del ruolo dell’Amministrazione e della Polizia Municipale, oggi i Comuni si occupano di sicurezza per supplire alle carenze di una Polizia di Stato senza soldi, sarebbero loro l’autorità incaricata.

  • ANTONIO said:

    CERTO!!!!!! SCRIVIAMO ANCHE CHE TIPO DI CARTINE E’ MEGLIO USARE, CON QUALE BANCONOTA E’ MEGLIO TIRARE SU’ E QUALE SIRINGA ACQUISTARE……AIUTIAMO I RAGAZZI A DROGARSI CON CONSAPEVOLEZZA……MA SIGNORI VI RENDETE CONTO?

  • Massi said:

    Ciao Cristina.
    Spiegare i rischi è da fare sempre e comunque in qualsiasi anno! Un ragazzino che va dai 10 ai 16 anni secondo te sa quali sono i rischi? NO sa solo che con quello si sballa STOP!!! Dovresti rivedere questa tua posizione. Per il resto del tuo commento sono parzialmente d’accordo, dico parzialmente perchè per me son da beccare si i pesci piccoli ma pure quelli grossi!

  • Raffaele Del Sante said:

    cristina, secondo me nel 2010 c’è ancora bisogno di spiegare certe cose. Un ragazzino di 12-13 anni, sotto il punto di vista della consapevolezza, non ne sa molto più di un ragazzino di quarant’anni fa. La droga non è solo un problema di chi ha 40 anni, magari lo fosse.
    Sono d’accordo con Riccardo, sono sempre stato d’accordo con lui in queste cose. L’attuale giunta (ma in generale l’idea del centrodestra, anche a livello nazionale) sulla questione droga non ci ha mai capito molto.
    Sono dell’idea che una campagna di sensibilizzazione unita alla legalizzazione, potrebbe eliminare molti dei problemi connessi col mondo della droga.
    Oppure si può continuare a sperare che li arrestino tutti (spacciatori, mafiosi che gestiscono il traffico e acquirenti) e sperare che con l’oppressione ed il proibizionismo risolvano la questione.
    Al momento, dopo vent’anni (facciamo finta che il problema droga esista da vent’anni) non ci siamo ancora riusciti, ma si sa, noi italiani siamo degli inguaribili romantici.

  • riccardo macchioni said:

    aiutiare i ragazzi (e non solo!!) a drogarsi con consapevolezza non è una sciocchezza.

  • ogre said:

    Buongiorno,
    direi che abbiamo trovato la persona giusta per l’opuscolo, un uomo dotato di grande sensibilità e profondità di spirito: ANTONIO.

    Arc. Ogre

  • vcas said:

    Macchioni novello radicale, affronta un tema su cui i radicali, da anni, hanno raggiunto una competenza invidiabile.
    Il problema (e lui lo sa nelle nostre varie discussioni sul tema) che sollevo io, è sull’antiproibizionismo integrale, che in un paese come il nostro per me comporta ancora qualche impattamento più o meno pesante sul sistema sanitario pubblico…ma non mi sento di dovermi dichiarare contrario, anzi, benvenga se è sostenibile una posizione antiproibizionista quantomeno parziale, visto e considerato come si comportano le cartine tornasole nei gabinetti del parlamento italiano…:D

    Altra riflessione. I controlli sulle patenti sono assolutamente angoscianti nella loro demenza: la THC della marjuana resta in tracce residue nel sangue mesi e nelle urine giorni; la tracciabilità della cocaina (molto più devastante per la salute… alla faccia di Giovanardi e delle bugie che racconta in barba a studi di settore oramai assodati) è di poche ore nel sangue e qualche giorno nelle urine.
    Spiegatemi quindi come cavolo si può fare i moralisti quando, di fatto, negli stessi controlli che dovrebbero servire a isolare eventuali recidivi “pericolosi per la società” esiste questo pazzesco antefatto.

    Qualcuno ridendo mi dice sempre che l’erba essendo droga da comunisti sfattoni viene perseguita più volentieri che la cocaina di manager e lavoratori indefessi. io non ci credo ovviamente però ogni tanto qualche pazzo pensiero mi coglie nel mio intimo…perchè sembra veramente questo l’intento di questi granchi colossali che chi ha legiferato sulle tolleranze ha preso…

    Per il resto che Menani sia un grande “spacciatore di percezione” lo si sa, visto anche come pontificano dalla Lega locale l’importanza della percezione nei confronti dei dati matematici (sconosciuti al carroccio sassolese)
    come direbbe qualcuno in preda ad autocitazione: “ha maciullato lo spaccio serbo-tunno-marocchino”

    Avanti così Vicesindaco, finchè dura, avanti così senza alcun senso…

  • Cristina Magnani said:

    Alt! Massi e Raffaele, non ci siamo proprio capiti!
    Mi spiego:
    io ho una figlia di 15 anni e, da un certo momento in poi, Le ho spiegato ampiamente e continuo a farlo, quali sono i rischi della droga.
    Perché io per prima, per informazione, documentazione chiamatela come volete, li conosco.
    Sicuramente mia madre, quando io avevo 15 anni, era molto meno documentata in merito.
    Ecco il motivo del rif. al 2010.
    Mi sono spiegata ora?!? :)

  • ANTONIO said:

    DAI OGRE!!!!! :-)

  • Bakunin said:

    Non tutti i genitori lo fanno, il più delle volte perchè loro stessi sono ignoranti sulla questione, purtroppo. Ci sarebbe anche da discutere su che tipo di informazione sulle droghe si danno (senza riferimenti a ciò che dice lei, parlo in generale), troppo spesso sono informazioni false che rischiano di avere l’effetto opposto. Riprendendo l’esempio che ho accennato più su, il collegamento canna-pera, che è stato smentito centinaia di volte da statistiche e studi scientifici, viene ancora usato come deterrente per spingere i ragazzi a non iniziare a fumare cannabis. Però qualunque ragazzino di 14-15 anni che vede ragazzi più grandi che fumano da anni e non sono mai passati a nulla di più pesante conclude che è una falsità, e non crederà più nemmeno alle cose vere che gli vengono dette sulla droga.

  • claudio said:

    Dovremmo prendere serenamente atto che il proibizionismo non ha nessun effetto benefico sulla riduzione dei consumi.
    Ha come effetti collaterali che ci sono criminali che si arricchiscono enormemente col commercio e che qualcuno cerca di trarne dei benefici politici raccontando frottole.
    Fino a che il commercio di queste sostanze consentirà degli utili così vertiginosi, ci saranno sempre eserciti di spacciatori e ci sarà sempre qualcuno che cercherà di convincere i nostri figli a farsi; perché se cominceranno a farsi lui ci guadagnerà un sacco di soldi.
    Se invece fosse impossibile guadagnarci sopra, gli spacciatori non ci sarebbero più … perchè faticare per “acquisire clienti” se poi questi nuovi clienti possono trovare la merce “gratis o quasi” dal servizio sanitario? (ora la sto semplificando, chiaro che la “distribuzione” dovrebbe avvenire con modalità più che opportune).
    E combattere contro gang criminali che hanno risorse pressoché infinite è praticamente impossibile; se poi tagliamo i fondi alla polizia, figuriamoci. Bisogna togliere le risorse ai criminali, agendo sul “prezzo” della loro merce.
    Mi auguro di essermi spiegato; non sono affatto a favore della droga .. cerco un modo per ridurne i consumi i maniera significativa.

  • Raffaele Del Sante said:

    se tutti i genitori ci spiegassero cosa sono le droghe e come si fa all’amore, sarebbe senz’altro un mondo migliore. A questo andrebbe sommato un mondo dove tutti i figli ascoltano.
    A me i miei genitori non hanno insegnato nè l’uno nè l’altro, ma ho tentato di regolarmi in ogni modo.
    Io credo che un bel programma che parta dal basso potrebbe davvero cambiare le cose in positivo, per quanto riguarda le droghe. La repressione e i proibizionismi non servono a niente, il problema in questo modo non finirà mai.

  • Andrea Corghi said:

    Vi invito ad una riflessione: perchè, ad esempio, in Olanda, dopo l’ondata antiproibizionista, stanno facendo qualche passo indietro ?
    Oggi per frequentare i famosi (o famigerati ?) caffè ci sono più limitazioni che nel passato.
    Ho avuto una esperienza professionale con una persona che è caduta baratro droga: una tragedia.
    Ci si brucia il cervello, si rovinano le famiglie.
    Sempre più spesso anche adulti ne fanno uso. La scusa è la stessa: lo fanno in tanti.
    No, non sarò mai d’accordo con la liberalizzazione di queste porcherie.

  • riccardo macchioni said:

    per me va benissimo, sempre meglio che i proclami sterili sui controlli della municipale etc.

  • riccardo macchioni said:

    Non mi risulta, tant’è che andrò ad Amsterdam dal 21 al 25 novembre in occasione del Cannabis Cup 2010.
    Quelle dell’Olanda che torna indietro sui suoi passi sono chiacchiere che ogni tanto tornano fuori, crollerebbe un fetta di turismo troppo grossa. E’ vero invece che con la nuova normativa europea sul fumo non è più consentito fumare nei locali pubblici, ma è stata interpretata come impedimento al tabacco.. per tanto si può fumare tutto ciò che non lo contiene :)

    A presto

  • Bakunin said:

    Intanto parlare di “antiproibizionismo” per l’Olanda non è del tutto corretto, si dovrebbe parlare piuttosto di tolleranza, dato che non è mai stato legale produrre in proprio la cannabis e neanche averne, semplicemente i limiti per l’uso personale sono più alti ed è concesso ai coffee shop di venderne (ma ci sono limiti anche per la quantità che possono tenere in magazzino).
    Detto questo, la risposta alla sua domanda è semplicissima: l’Olanda ha avuto problemi non interni, ma di rapporti internazionali, soprattutto con gl’altri stati dell’Unione Europea, derivati dal fatto di essere l’unico paese della UE ad avere una legislazione così tollerante. Non solo era (ed è) meta di turismo di chi vuole fumare in pace, ma è diventata suo malgrado un paese esportatore di droga, cosa che ovviamente non fa piacere agl’altri paesi europei. Se si guardano le statistiche, gli olandesi non sono gran consumatori di cannabis, anzi, in rapporto all’intera popolazione, sono meno i drogati olandesi che quelli italiani, nonostante la legislazione tollerante là, e più dura qui. Anche questo meriterebbe una riflessione, non crede?

  • Andrea Corghi said:

    La sua partecipazione al “raduno” fuga ogni dubbio.
    Che dire… si diverta !

  • Raffaele Del Sante said:

    l’Europa gli ha chiaramente detto di fare un passo indietro, non credo proprio che siano i Paesi Bassi ad aver problemi con la legalizzazione

  • riccardo macchioni said:

    ti fa problemi?

  • vcas said:

    La fonte Corghi di questa incredibile notizia?
    E se cominciassimo a citare le fonti di questi grandi interventi?

    Detesto voi di destra quando fate così, perchè parlate senza sapere le cose…la sindrome da Alba Parietti bisogna che ve la facciate passare…o dite cose pertinenti e vi documentate oppure state zitti, perchè create un casotto dove verità e torto diventano irriconoscibili…

    Questi arrivi da bar sono praticamente il 90% della vostra politica su qualsiasi tema…

  • Andrea Corghi said:

    Potrei rispondere a tema, evito perchè il tono usato da vcas non merita nemmeno lo sforzo.
    Comunque, oltre ad aver sentito dell’argomento in televisione, riporto quanto detto da Wikipedia in merito ai coffee shop :
    “Negli ultimi anni i governi olandesi hanno attuato una serie di limitazioni regolamentari a queste attività commerciali….”

  • Bakunin said:

    Non diciamo le cose a metà però, su wikipedia quella frase continua così: “si è perciò parlato di possibili riduzioni del numero dei coffee-shop olandesi in seguito alle difficoltà economiche sopraggiunte ed all’adeguamento alle nuove norme.”. Diminuire il numero di coffee shop non significa fare “passi indietro” rispetto alla tolleranza verso la cannabis, significa solo regolamentare meglio la vendita, soprattutto ai turisti perchè come ho detto più su si tratta non di problemi interni, ma di rapporti con gli altri stati della UE. Non ho letto da nessuna parte che in Olanda si voglia negare il diritto degli olandesi a fare uso di cannabis, se lei l’ha letto mi dica dove.

    Un’altra cosa, su wikipedia c’è scritto anche questo:
    “Negli ultimi anni (2010) si stanno conducendo molti studi sulla reale gravità dell’uso di canapa. Molti test hanno infatti paragonato la canapa all’alcool e al tabacco e alla caffeina, sostanze totalmente legali, e i risultati sono stati poco scontati. Ad oggi sappiamo che la canapa, a differenza dell’alcool non arreca alcuna dipendenza fisica, anche ad un uso a lunga durata. Basti pensare che secondo studi condotti la dipendenza data da una tazza di caffè è anche maggiore. Anche sotto un punto di vista dei sintomi a lungo termine la canapa viene messa alla pari con la caffeina. Un altro punto di vista sicuramente positivo è che i casi di gente che ha necessitato di un soccorso medico a seguito dell’uso di canapa è raro. Infatti sappiamo che la canapa a differenza di alcol e altre sostanze non ha un limite di dose (overdose/coma etilico). Non ci sono casi accertati di persone morte a causa di canapa, casi isolati erano dovuti a sostanze mischiate ad essa. Le morti a causa di cancro non sono legate alla sostanza, ma al semplice gesto di fumarla. Una assunzione per via orale ovvia questo rischio ed è quindi la prova che non è la sostanza canapa a crearne i sintomi. Studi condotti sul danno sociale hanno anch’essi dato risultati positivi. Ricerche condotte sulle segnalazioni di violenza, stupri, atti vandalistici, sono spesso collegabili ad un uso di alcool o cocaina, la canapa non risulta portare a violenza e non induce uno stato di aggressività collettiva. Da tutti gli studi condotti è infine risultato che l’alcool è la sostanza stupefacente e più pericolosa, che strappa dalla vita migliaia di persone ogni anno in stretta comparazione alla eroina, mentre la marijuana è risultata lo stupefacente di minore impatto e danno sociale e del singolo individuo”

    Le do anche un altro link, dove potrà verificare meglio quanto detto qui: http://hempnews.tv/2010/02/22/comparison-alcohol-vs-marijuana/ non si lasci ingannare dal fatto che è un sito pro-cannabis, sotto ogni riquadro vi sono le note con le fonti, spesso studi apparsi su riviste e siti scientifici e non schierati su questo tema.

    Ora, questi sono studi scientifici, se qualcuno vuole sostenere il contrario (per esempio che la cannabis fa più male dell’alcool, o che dà più dipendenza, o che esiste l’overdose da thc, o che la canna è il primo passo verso l’eroina) sarebbe pregato di dimostrarlo, con un metodo altrettanto scientifico e non con chiacchiere da bar.

  • ugo dei limoni said:

    Se Menani agla cheva a eliminer al spac ed droga a magn un pacian
    se menani riesce ad eliminare lo spaccio mangio un rospo

  • protezione animali said:

    Anche se in questo caso non ci sono per loro rischi concreti, ricordo che i rospi sono una specie protetta in tutta Italia (escluso Vaticano e San Marino).