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Modena, Luca Ghelfi: Il referendum sull’acqua lascia PD e alleati nel mare delle loro contraddizioni







Sarà che forse il PD non si aspettava il raggiungimento del quorum, sarà che far coincidere posizioni così diverse è sempre difficile, di fatto il PD ancora e sempre è diviso. I comitati promotori cominciano a parlare di tavoli provinciali per ridefinire la gestione dell’acqua, mentre il PD invece comincia a parlare di una legge che permetta ai Comuni di assegnare liberamente la gestione della rete idrica. Insomma qualcosa che permetta a Hera di rimanere Hera, e di fare utili, come ben espresso dall’On. Santagata: “Devono essere i Comuni – secondo un autentico principio federalista – a decidere quale sia la forma di gestione più adeguata per i loro territori e, quindi, se, quanto e quale deve essere l’apporto dei privati, in termini di capitale e di know how” . Ma come, i privati non dovevano stare fuori?

E poi ci sono i rottamatori che addirittura non erano per il si al referendum… ma che a Modena hanno taciuto fino a ieri, e oggi invece parlano. Sorge il dubbio che il silenzio fosse funzionale al raggiungimento del quorum sul legittimo impedimento, confermando l’idea di uno schieramento politico contro Berlusconi, che ha poco di “referendario”.

Oggi stiamo a vedere: dopo aver detto a tutti che l’acqua rischiava di diventare privata, mentre si parlava di gestione (e non è un cavillo, come sostengono i promotori) oggi ripeto la domanda, qual è la proposta dei comitati? Il rientro ovunque della rete nella gestione dei Comuni? Ripeto, con quali soldi? Qui si fa politichese: tavoli provinciali, confronto…. A smantellare una legge, per quanto perfettibile si fa in fretta, ma a sostituire con qualcosa di sensato, si fa molta più fatica.

(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere provinciale – PDL)