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Ospedale di Sassuolo: il progetto di ‘home monitoring’ arriva anche a Pavullo

Il progetto per il monitoraggio da casa dei pazienti portatori di pacemaker, defibrillatori e dispositivi per la resincronizzazione cardiaca, sperimentato dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Sassuolo da ottobre 2011, verrà esteso anche a Pavullo. Un importante passo avanti a conferma della positiva esperienza dell’equipe sassolese guidata dal dottor Francesco Melandri, che nei giorni scorsi ha incontrato i cardiologi di Pavullo per condividere e trasferire le competenze acquisite sul campo nel corso degli ultimi otto mesi di attività, durante i quali sono stati seguiti complessivamente 86 pazienti.

Dai prossimi mesi, infatti, un nuovo servizio di ‘home monitoring’ chiamato “Carelink express” prenderà avvio a Pavullo, consentendo ai pazienti dell’area del distretto di accedere all’innovativo servizio. Sfruttando una semplice linea telefonica fissa o mobile , il paziente, senza nessun onere, e con grande semplicità, potrà usufruire di un controllo tecnico del dispositivo di cui è portatore direttamente dall’Ospedale di Pavullo – in tempo reale – senza dovere spostarsi all’Ospedale di Sassuolo. Il nuovo sistema potrà essere usato per le valutazioni connesse a prestazioni erogate in Pronto Soccorso , durante la degenza in Ospedale o a livello di prestazione ambulatoriale. Le apparecchiature risiederanno presso la struttura cardiologica della Divisione di Medicina di Pavullo e saranno messe a disposizione di tutti i pazienti con pacemaker che rientrano in determinate caratteristiche. La valutazione tecnica verrà eseguita dagli specialisti di Sassuolo, che collaborano con i colleghi di Pavullo per le attività specialistiche ormai da qualche mese. Il sistema “Carelink” si aggiunge quindi a “home monitoring” avviata a Sassuolo.

“Oltre a consentire un aggiornamento costante rispetto ai percorsi di cura, il progetto di ‘home monitoring’ (o controllo remoto) – spiega Melandri – ci permette di rilevare con maggiore tempestività eventuali danni ai dispositivi. Come malfunzionamenti dei cateteri, scaricamenti improvvisi delle batterie dei dispositivi, e anche episodi iniziali di scompenso cardiaco. L’identificazione di questi problemi aumenta la sicurezza dei pazienti e consente ai medici una reazione tempestiva in caso di variazioni dello stato clinico”. Tra le potenzialità del controllo da casa dei device, inoltre, c’è l’ottimizzazione del numero dei follow-up ambulatoriali, che permette una razionalizzazione nell’impiego delle risorse del sistema sanitario. Il ‘controllo remoto’ dei dispositivi è stato possibile anche grazie al supporto tecnico e logistico di cinque ditte produttrici di dispositivi impiantabili che si sono rese disponibili a collaborare con l’Unità Operativa di Cardiologia del nosocomio sassolese.

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