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Zarrella (Lista Sassolesi): Giovani a Sassuolo, quale futuro? Idee e proposte


Parlare dei giovani non ha a che vedere solo col futuro, ma soprattutto col presente: con il qui e con l’ora. In tempi di crisi economica è sempre giusto ricordare l’importanza di porre i giovani al centro di progetti concreti, costruiti mediante l’investimento sia di risorse economiche, suppur limitate, sia di quelle umane. I giovani rappresentano un target destinatario di interventi che richiedono azioni di formazione (come l’organizzazione di eventi culturali rilevanti e la creazione di nuovi format sassolesi), supporto alla socializzazione (tramite la creazione di spazi come l’Auditorium Bertoli, Villa Giacobazzi, Teatro Carani, Temple), aiuto all’inserimento nel mercato del lavoro e di sostegno all’indipendenza abitativa ed economica.

Per fare ciò occorre interpretare le politiche giovanili sassolesi come politiche di comunità, dunque non solo politiche per i giovani ma soprattutto da realizzare con i giovani. Non più politiche calate dall’alto, con l’alto rischio di scarsa partecipazione e investimenti falliti, bensì realizzate secondo il principio bottom-up ed attuate con una logica guidata dalla sinergia istituzionale. Adempiere a questi propositi non è di certo facile, per questo occorre sicuramente sfruttare al meglio le indicazioni e gli strumenti offerti dal governo centrale, come gli ex Piani Locali Giovani o i finanziamenti regionali, creando politiche efficienti senza dover sentirne l’onere della spesa.

Basti pensare che negli ultimi due anni la regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione bandi per oltre 700mila euro (+75% rispetto al 2015), di cui 104mila assegnati alla provincia di Modena. Saper cogliere questi aiuti risulta dunque indispensabile, soprattutto per poter fronteggiare l’incerto futuro economico a cui stiamo andando incontro. Progetti regionali propositivi come YoungEr Card e GaER (Giovani Artisti Emilia-Romagna, per la promozione della creatività) meritano sicuramente un punto di informazione e distribuzione all’interno del nostro territorio, al fine di supportare in questo modo le tantissime facilitazioni per servizi culturali e sportivi. Fra le tante opportunità sviluppabili con l’ausilio di YoungER Card, vi è la possibilità di istituire una nuova modalità di trasporto riservata ai giovani, nella fascia notturna del sabato: attraverso una collaborazione tra il Comune e i radio taxi sassolesi, sarebbe dunque possibile istituire un “taxi dedicato” a prezzo agevolato (4€ a corsa indipendentemente dai chilometri) per le corse sul territorio comunale (come già attuato in diversi comuni della provincia), distaccando gli under 30 dalla responsabilità della guida.

Altro tema fondamentale riguarda l’accesso alla cultura. Esso rappresenta un importante fattore di stimolo alla cittadinanza attiva che rappresenta anche un buon strumento di prevenzione del disagio e di creazione del senso di comunità. Sassuolo ha perso ormai da cinque anni qualsiasi contenitore culturale e di intrattenimento: la chiusura del Carani ha portato un’assenza sempre più ingombrante che inizia a farsi sentire, ma di cui ci stiamo lentamente abituando. Ci stiamo abituando al fatto di non avere più cinema né teatri, assumendolo come un dato di fatto immutabile. In fondo bastano pochi chilometri in auto per raggiungere uno dei tanti teatri delle città limitrofe, e forse un palcoscenico vale l’altro.

Ma è proprio questa la paura che più mi spaventa: non possiamo rassegnarci ad una città senza teatro e non possiamo rassegnarci a dimenticare l’intero trascorso di uno storico teatro dell’Emilia-Romagna. La paura è quella di dover guardare al Carani come ad un ricordo passato o come ad un sogno sbiadito, di cui ci si ricorda solo vagamente alcuni particolari. Paura del tutto fondata, se si pensa al fatto che molti dei giovani sassolesi non hanno neanche avuto la fortuna di poter ammirare il suo maestoso lampadario di Murano ed il suo enorme sipario. Pertanto, mi preme ricordare che il teatro non è un semplice edificio dove è possibile vedere uno spettacolo pagando un biglietto, ma un luogo in cui molti di noi hanno passato momenti importanti della loro vita; ed è proprio quando meno te lo aspetti che la mancanza di un teatro nella propria città inizia a farsi sentire.

Per troppo tempo abbiamo guardato la saracinesca chiusa di questa perla abbandonata: è tempo di trovare un serio accordo con i privati per ridare alla nostra città la cultura e il prestigio che gli spetta. Dunque, la meta finale deve essere lo sviluppo e l’ottimizzazione dei luoghi comuni esistenti che favoriscono l’incontro tra le diverse fasce di età e, soprattutto, tra i diversi interessi. Una menzione particolare fra tante merita l’ubicazione della Biblioteca Cionini di Sassuolo e relative sale studio, posizionate inconsciamente al di sopra della scuola di musica Olinto Pistoni. Avere spazi più ampi e silenziosi per garantire lo studio sul territorio sassolese è ormai diventata una necessità non più procrastinabile: siamo già al lavoro per ricavare nuove sale studio dagli edifici esistenti, come ad esempio l’Auditorium Bertoli.

Inoltre, come anticipato precedentemente, occuparsi dello sviluppo giovanile sassolese significa anche adoperarsi per garantire accessi a lavoro e case: l’idea per Sassuolo è quella di promuovere politiche integrate e di dialogo tra le diverse istituzioni affinché si possano rafforzare le misure preventive contro l’abbandono scolastico, soprattutto per contrastare il fenomeno dei Neet (persone di giovane età che non studiano, non lavorano, non sono inseriti in circuiti di formazione e non ricercano un’occupazione).

A tal proposito occorre continuare a sviluppare e potenziare progetti propositivi come Garanzia Giovani (finanziato dalla regione con 25 milioni di euro), cercando di ampliare i tirocini nell’ambito della valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Un programma regionale che ha garantito negli ultimi anni l’aumento del +5% del tasso di occupazione (per il periodo di riferimento 2014/2018 per la provincia di Modena) e una diminuzione del 7% di disoccupazione. Seppur ancora in una prima fase di attuazione, Garanzia Giovani rappresenta un passo avanti importante per il possibile sviluppo di un sistema strutturato di politiche del lavoro rivolte ai giovani sassolesi. Chiaramente si tratta di un programma con margini di miglioramento, ma è un buon inizio per indirizzare le future decisioni verso un percorso mirato a sostenere la transizione formativo-lavorativa dei giovani.

Si pensi, per fare un esempio, alla possibile creazione di supporti finanziari e normativi per aiutare i “giovani talenti” a sviluppare nuove idee d’impresa sul nostro territorio, in modo tale da costruire nuove opportunità occupazionali che facciano emergere le loro energie e la loro creatività.

Insomma, l’idea alla base è chiara: aumentare le competenze e gli strumenti al servizio dei giovani al fine di contrastare la disoccupazione, in una società che richiede di maturare la consapevolezza della necessità di acquisire skills per poter entrare in un mercato del lavoro ormai cambiato.

Infine, appare inevitabile spendere due parole a riguardo della congettura che a Sassuolo non ci sia mai niente da fare. A proposito, avere nuovi luoghi comuni e contenitori polifunzionali è sicuramente importante ma penso sia altrettanto importante supportare chi attualmente sta cercando di ridare vita al nostro comune e di attrarre senza sosta nuovi giovani (come le tante associazioni e imprenditori presenti sul territorio) proponendo incentivi ed agevolazioni fiscali.

Questi sono i motivi per cui vogliamo una Sassuolo sempre più a misura dei giovani: un territorio in cui l’aggregazione venga intesa come il coinvolgimento degli under 30 nella gestione, nella rivitalizzazione e nel ripensamento degli spazi in collaborazione con imprese, scuole ed altri soggetti del tessuto sociale sassolese. Per troppo tempo le politiche giovanili sono state una tematica a valenza debole con una scarsa attenzione politica al di là delle dichiarazioni ufficiali: quello che ci auspichiamo è che non sia solo un argomento da campagna elettorale, ma che diventi il miglior investimento che Sassuolo possa fare. Investire sui giovani e renderli liberi di costruire il proprio futuro sulla base delle proprie capacità, delle proprie passioni e dei propri desideri rimane tutt’ora una delle cose più importanti da fare per loro, e per Noi.

(Alessandro Zarrella, 23 anni studente lavoratore, candidato alle prossime amministrative nella Lista Sassolesi)





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