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Il monitoraggio di Goletta Verde in Emilia Romagna: non inquinati i prelievi dei siti scelti da Legambiente, ma permangono alcune criticità







Degli undici campionamenti effettuati da Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia Romagna, in nessun punto gli inquinanti analizzati, marker specifici di problemi legati a una cattiva o assente depurazione, hanno superato il limite previsto dalla normativa.

Un monitoraggio che, dopo le intense piogge del mese di maggio che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ha risentito dell’improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a inizio giugno con l’arrivo dei tecnici di Legambiente. Non si possono però certo trascurare irregolarità segnalate da bollettini ARPAE prima e dopo il periodo in cui sono avvenute le rilevazioni e a cui sono seguiti divieti di balneazione sul territorio regionale. Grave infatti l’episodio di inquinamento rilevato il 24 giugno dalle misurazioni di Arpae alla foce del Marecchia, che ha visto un superamento dei limiti fissati per le acque di balneazione.

Si torna invece a parlare del Marano, fiume problematico che ha regolarmente superato i limiti di riferimento negli ultimi otto anni, ma questa volta in termini positivi. Dal campionamento fatto quest’anno dai tecnici di Goletta Verde infatti, il sito non risulta inquinato.

Con il monitoraggio, Legambiente, è bene ribadirlo, non intende rilasciare patenti di balneabilità, sostituendosi alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste dell’Emilia Romagna dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane che in Emilia Romagna ha effettuato a Rimini la sua quarta tappa. Un viaggio realizzato anche grazie al sostegno sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro –  Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner del tour è La Nuova Ecologia.

Alla presentazione del monitoraggio di Goletta Verde hanno preso parte Mattia Lolli, portavoce Goletta Verde; , Anna Montini, Assessore del Comune di Rimini, Lea Ermeti, assessore del Comune di Riccione, Giuseppe Bortone, Direttore Generale ARPAE; Carla Ferrari, Responsabile settore marino di ARPAE, Marco Guitorsi di HERA; Lorenzo Frattini , presidente Legambiente Emilia Romana.

“Nonostante i dati di quest’anno siano incoraggianti, non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue – sostiene Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde – con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare. Il nostro obiettivo è tenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l’attenzione del Governo sia diretta su tutt’altro. È ora di dire basta ad ogni forma di alibi e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente”.

“Situazione nel complesso positiva con il dato del fiume Marano quest’anno non inquinato anche grazie le continue sollecitazioni della nostra associazione e che potrebbe rappresentare un primo segnale per la futura soluzione di inquinamento cronico del sito” commenta Lorenzo Frattini , presidente Legambiente Emilia-Romagna. “Rimane comunque prioritario – continua Frattini – un piano di lavoro ‘internazionale’ che permetta una collaborazione tra Emilia Romagna e Stato di San Marino per vigilare su eventuali scarichi abusivi. Allo stesso tempo non si può certo trascurare il dato ARPAE di Marecchia che evidenzia la necessità di lavorare ancora sulle infrastrutture per la depurazione e per la corretta gestione delle reti fognarie. Comunque, parlando di Rimini – spiega il Presidente di Legambiente Emilia-Romagna – l’associazione, giudica molto positivi gli sforzi avviati dal Comune sull’adeguamento del proprio sistema di trattamento acque e gli investimenti messi in campo”.

La conferenza stampa ha poi puntato l’attenzione su un altro pericolo per il mare e l’ambiente: la dispersione della plastica usa e getta. “Legambiente – ha proseguito il Presidente Frattini – continua la sua campagna per liberare l’Emilia Romagna dall’usa e getta richiedendo alla Regione un impengo concreto attraverso un percorso che si concluda entro la fine dell’anno. L’obiettivo è di liberare il nostro territorio dall’usa e getta, soprattutto quello in plastica, anticipando così le disposizioni della Direttiva Europea per la riduzione della plastica che vieterà la vendita di alcuni prodotti usa e getta dal 2021.  A questo proposito – conclude Frattini –  Legambiente ritiene positiva l’ordinanza del Comune di Rimini, che per primo ha messo al bando la plastica di cannucce e bicchieri predisponendo anche azioni di divieto del fumo in spiaggia, per prevenire l’abbandono dei mozziconi”.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

Il monitoraggio di Legambiente (i prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici il 13 giugno scorso) prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. I risultati hanno risentito delle diverse condizioni meteo tra il mese di giugno, dove l’intensa piovosità delle settimane precedenti ha causato maggiori portate di fossi, canali e fiumi in mare, e le scarse precipitazioni nei mesi successivi con conseguente minor apporto dei corsi d’acqua.

Questi gli altri punti monitorati, le cui acque sono state giudicate con inquinanti “entro i limiti di legge”: nel comune di Comacchio (presso la Foce Canale navigabile Porto Garibaldi); nel Comune di Ravenna (Spiaggia sinistra Canale di Destra Reno, Spiaggia sinistra presso foce Lamone e Foce fiume Uniti);  nel Comune di Cervia (Foce canale Cupa Nuovo e Spiaggia presso Canalino Milano Marittima); nel Comune di Bellaria-Igea Marina (Spiaggia a sud foce fiume Uso);

nel Comune di Rimini (Foce Marecchia); nel Comune di Riccione (Spiaggia lato sinistro foce Rio Melo ); nel Comune di Cattolica (Torrente Ventena).

Ci sono da riscontrare, inoltre, ancora criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, i dati delle ultime analisi, ecc.

I tecnici di Goletta Verde hanno segnalato l’assenza  di questo cartello in tutti i punti, mentre  nei punti non campionati dalle autorità competenti in due casi non era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. «La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».”.