Home Modena Bretella, il Consiglio comunale di Modena: “ok, ma serve il progetto esecutivo”

Bretella, il Consiglio comunale di Modena: “ok, ma serve il progetto esecutivo”







Mettere a disposizione dei Comuni il progetto esecutivo della Campogalliano-Sassuolo e costituire un tavolo di confronto con gli enti locali e gli altri portatori di interesse per ottenere “puntuali miglioramenti” dell’opera che garantiscano il rispetto delle esigenze del territorio e la sostenibilità ambientale. Verificare, inoltre, se, sulla base del nuovo Codice degli appalti, ci sono le condizioni per sottoporre a revisione il progetto della bretella, consentendo “eventuali cambiamenti senza creare rallentamenti nel processo di attuazione e danni economici alla collettività”. È la richiesta che il Consiglio comunale di Modena rivolge al ministero delle Infrastrutture con l’approvazione dell’ordine del giorno sulla bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo presentato dai gruppi di maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena, Modena solidale) insieme al Movimento 5 stelle.

Illustrato in Consiglio dalla capogruppo dei Verdi e prima firmataria Paola Aime, l’ordine del giorno è stato approvato con il voto degli stessi proponenti. Contrari Lega Modena, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia e Forza Italia poiché la richiesta di istituire dei tavoli di confronto “rallenterebbe ulteriormente o bloccherebbe la realizzazione di un’opera che è già in ritardo di anni”.

Dopo aver ricordato l’annuncio, da parte della ministra alle Infrastrutture, dell’apertura dei cantieri per il 20 gennaio, “nonostante la mancanza di un progetto esecutivo mai mostrato ufficialmente al Comune e ai cittadini modenesi”, l’ordine del giorno chiede che si valutino le criticità sullo sviluppo dello scalo merci di Marzaglia e sul collegamento ferroviario Dinazzano-Marzaglia, prioritario per il trasferimento di quote significative di traffico merci da gomma a ferro, “chiedendo tutte le modifiche necessarie alla salvaguardia delle funzioni logistiche e ferroviarie”. Invita, inoltre, a valutare l’integrazione tra la viabilità delle tangenziali di Modena, lo scalo merci di Marzaglia e la viabilità alternativa alla via Emilia per buona parte già realizzata in territorio reggiano, in un’ottica di area vasta e con priorità alle esigenze del comparto produttivo modenese.

Intervenendo a chiusura del dibattito, che ha registrato una decina di interventi da parte dei consiglieri, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha fatto sintesi affermando che “anche se le posizioni sono differenti, dalla discussione di oggi emerge che stiamo ragionando su un’infrastruttura da realizzare e io, come ho sempre fatto, continuerò a rompere le scatole al governo per cambiare quanto possibile di questo progetto, in funzione dei problemi e delle esigenze che abbiamo prospettato, e portare a casa un risultato conveniente per l’economia e il territorio di Modena. Quindi – ha proseguito – continueremo a chiedere non solo il progetto esecutivo ma tutte le informazioni e i miglioramenti necessari per ottenere un’opera competitiva, di minore impatto e sostenibile rispetto alle necessità di collegamento che abbiamo come territorio”.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE 

L’ordine del giorno sulla bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo che chiede al Ministero di mettere a disposizione dei Comuni il progetto esecutivo dell’infrastruttura, presentato dai gruppi di maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena, Modena solidale) insieme al Movimento 5 stelle, è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 21 novembre, con il voto a favore dei proponenti e quello contrario di Lega Modena, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia e Forza Italia.

Aprendo il dibattito per la Lega, Alberto Bosi ha sottolineato l’importanza “sociale ed economica di una struttura attesa da 34 anni e finalmente pronta per essere ultimata”. Per il consigliere alcune richieste della mozione sono condivisibili, come il costante dialogo con i cittadini, “ma questo non deve in nessun modo rallentare ulteriormente la realizzazione di un’opera necessaria per il territorio. Bisogna unirsi per incentivare investimenti nelle infrastrutture del territorio per renderlo sempre più competitivo”. Giovanni Bertoldi si è detto “non contrario alle infrastrutture” pur contestando l’avvio dei lavori senza informazioni agli enti locali. “La mozione non è infondata e le richieste sono legittime – ha aggiunto – ma il fatto che arrivino dagli stessi partiti al governo le rende strumentali: si allungano i tempi per evitare ricadute sulle elezioni, in qualche modo giustificandosi sia verso i cittadini con sensibilità ambientale sia verso coloro che saranno impattati dall’opera”.

Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha invece sostenuto che la bretella “non è economicamente sostenibile oltre il primo tratto, utile a collegare lo scalo merci di Marzaglia con il sistema autostradale, e il collegamento tra Marzaglia e Dinazzano per potenziare la rete su ferro”. Per Stella, insieme al completamento della Pedemontana, queste misure rispondono “in modo sostenibile alle esigenze del distretto ceramico”. La tutela dell’ambiente “è una priorità – ha concluso – e la mozione offre la giusta occasione per discutere in Consiglio di un progetto ambientalmente invasivo che ha ampi margini di miglioramento”.

Per Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) è “assurdo chiedere di rivedere il progetto: anche se si afferma il contrario, i tavoli di confronto provocheranno rallentamenti e rinvieranno l’attuazione di un’opera che snellisce il traffico, toglie traffico pesante dalle vie secondarie e collega il nostro distretto ceramico che la vuole fortemente e che finora è stato danneggiato. La bretella – ha concluso – è una necessità e va realizzata nel più breve tempo possibile”.

Anche per Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) la bretella, “che ha patito per anni i giochini politici tra centro e territori”, è fondamentale nono solo per il distretto ceramico ma per tutto il territorio, anche grazie alle opere di viabilità secondaria che saranno realizzate”. Il consigliere ha, quindi, auspicato “la rapida apertura dei cantieri per arrivare il prima possibile alla realizzazione della bretella”.

Non essere riusciti a bloccare un’opera ritenuta “inutile e dannosa” rimane “una ferita aperta”, per Giovanni Silingardi (M5s) che ha spiegato che la mozione “non ha lo scopo di rallentarne l’avvio, ma di capire meglio se sono state rispettate tutte le prescrizioni, come possa essere compatibile con il Piano regionale dei trasporti e con la riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo e come possiamo renderla meno invasiva”. Con l’investimento previsto per la bretella, ha aggiunto, si sarebbero potute realizzare “molte altre opere a favore del territorio”.

Per il Pd, Diego Lenzini ha ribadito che l’ordine del giorno chiede di valutare eventuali cambiamenti ma senza creare rallentamenti nell’attuazione della bretella. “Non sono possibili fraintendimenti”, ha affermato il consigliere: “Questa infrastruttura è necessaria per il territorio e il nostro ruolo, come amministrazione, è massimizzare i benefici e ridurre al minimo i problemi. A questo servono i tavoli, a portare avanti le necessità del territorio migliorando la struttura”. Antonio Carpentieri ha aggiunto che il documento presentato è scritto da forze politiche che hanno visioni diverse sulla bretella ma chiede cose condivise da tutti, come maggiori informazioni. Il consigliere quindi ha sottolineato che “è logico e corretto che i territori, che conoscono problemi ed esigenze, presentino osservazioni e chiedano migliorie anche se il colore politico è lo stesso di chi governa”.

I Verdi sono da sempre contro questo progetto, ha ricordato la capogruppo Paola Aime, ma “se dobbiamo partire, almeno facciamolo con cognizione di causa. L’ultima accelerazione è stata eccessiva e ci sono cose da rivedere. Lo stesso risultato si può ottenere spendendo meno e devastando meno il territorio. Ci prendiamo anche la responsabilità di sostenere un modello di sviluppo nel quale la competitività di un territorio è determinata anche dalla qualità ambientale e non solo dalla produzione”.