Home Formigine Le riflessioni delle psicologhe protagoniste del progetto “Formigine ti ascolta”

Le riflessioni delle psicologhe protagoniste del progetto “Formigine ti ascolta”







Durante il periodo di emergenza sanitaria, il Comune di Formigine ha deciso di mettere in campo un servizio di volontariato condotto da psicologici professionisti per fornire, due ore al giorno, dal lunedì al sabato, attività di ascolto e supporto per i cittadini.

Afferma il Vicesindaco Paolo Zarzana: “Hanno aderito alla nostra chiamata le dottoresse Cecilia Camellini, Francesca Elia, Monica Forghieri, Cinzia Pagani, Gaia Rinaldi e Francesca Scalise. A loro va il nostro più sentito ringraziamento per aver messo le competenze professionali al servizio della comunità. Ieri, poi (14 giugno) abbiamo partecipato ad una messa per tutti coloro i quali sono stati privati dell’elaborazione del lutto a seguito delle misure anticontagio”.

“All’inizio – spiega Camellini – C’era la necessità di contenere le emozioni primarie, come l’ansia e la paura del virus. Mano a mano che i giorni passavano, le persone sentivano la necessità di affrontare il futuro in maniera diversa. Ora occorre gestire il cambiamento che la pandemia ha portato, nelle nostre vite e nella nostra mente”.

Concorda Rinaldi: “Le emozioni che sono emerse più di frequente sono state ansia rispetto a ciò che sarebbe stato di noi, del lavoro o dei rapporti interpersonali; rabbia legata all’idea che tutto ciò che stava succedendo era ingiusto, che le decisioni che ci erano state imposte erano sbagliate ed infine tristezza legata alla perdita di una quotidianità che non poteva più essere portata avanti. In seguito, ho però assistito al miracolo dell’essere umano, alla comparsa di una delle sue più grandi capacità: la resilienza, la capacità di rispondere agli urti della vita, la flessibilità psicologica di riorganizzare il proprio tempo e di riappropriarsi del piacere a scapito magari dei doveri che solitamente ci riempiono la giornata. Le persone hanno incominciato a stare meglio. Ed ora cosa c’è? Una nuova sfida… Contrariamente a quanto ci viene insegnato da bambini, non usciamo perché abbiamo confitto il nemico ma dobbiamo provare a conviverci! Come mai prima, la filosofia del vivere il momento presente penso sia la chiave per riuscire a mantenere un certo benessere”.

“Oltre alla resilienza – aggiunge Scalise – credo che in questa fase di ripartenza siano necessari anche coraggio e fiducia. Coraggio nella consapevolezza dei pericoli, fiducia nella capacità di affrontarli”.

Conclude Elia: “È doveroso per me ringraziare il Comune di Formigine, in particolare il Sindaco Maria Costi e tutta la sua squadra, per aver dimostrato grande attenzione e umanità rispetto al difficile periodo di lockdown, in cui tutta la popolazione è stata coinvolta emotivamente, mettendo in risalto le potenzialità benefiche di una solidarietà comune, pronta ad accogliere i vari bisogni delle persone. La fascia più sensibile è stata senza dubbio quella dei disabili, che si sono visti ancor più disorientati dalla privazione dei propri contesti di socializzazione e degli anziani che vivono da soli. Molto colpite sono state anche le famiglie, specie chi aveva figli molto piccoli e adolescenti, che sono stati un po’ le vittime invisibili in questa brutta storia. Il periodo che verrà, dopo la fase del distanziamento sociale, sarà altrettanto complicato e, mi permetto di dire, confuso.  Accanto all’emergenza sanitaria Covid 19, ci sarà un’emergenza psicologica, uno tsunami emotivo, di cui al momento non siamo del tutto consapevoli. A tal proposito, l’OMS lancia un allarme nei prossimi mesi con l’arrivo di un’ondata di stress di tipo post traumatico e vari disturbi di natura psicologica. Colgo l’occasione per sottolineare l’importanza di costruire una empatia sociale, che metta in risalto la salute delle persone, partendo proprio dalla salute psicologica”.