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Covid-Skunk, sistema di monitoraggio per ridurre il rischio di contagio in ambienti aperti al pubblico







COVID-SKUNK (Sistema di Identificazione real-time di assembramenti di persone tramite rete cellulare per prevenire la diffusione del COVID) è uno dei 4 progetti di ricerca Unimore finanziati recentemente dalla Regione Emilia-Romagna finalizzati al contrasto all’epidemia da Coronavirus.

 

Con COVID-SKUNK si vuole sviluppare un sistema di monitoraggio innovativo in grado di ridurre il rischio di contagio in ambienti aperti al pubblico. Sulla base dei dati raccolti dalla rete cellulare è possibile identificare in tempo reale gli assembramenti di persone perciò sarà molto utile per le istituzioni perché nel momento in cui si individuano i luoghi con elevato rischio, partono dei messaggi di allerta geo-localizzati sia alla pubblica amministrazione sia alla cittadinanza.

“L’obiettivo – afferma il prof. Marco Mamei, docente di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dismi – è quello di fornire uno strumento che aiuti a prevenire le condizioni che possono favorire il riaccendersi di focolai ed evitare una nuova rapida diffusione del COVID-19. Le informazioni rapide ai cittadini dovrebbero aiutare a disincentivare la creazione di assembramenti mentre il collegamento con la pubblica amministrazione permette la pianificazione degli interventi da parte delle forze dell’ordine. Il sistema è completamente gratuito per i cittadini e non richiede né l’installazione di applicazioni né la rilevazione di dati sensibili.  Si utilizzano infatti informazioni sulla densità delle persone già raccolte in modo automatico dagli operatori telefonici su tutto il territorio regionale in modo aggregato e compatibile con le norme in vigore, in particolare con il nuovo regolamento europeo General Data Protection Regulation (GDPR)”.

Il progetto durerà 6 mesi, con inizio da settembre 2020, e ci si attende di realizzare un’applicazione immediatamente utilizzabile (TRL 8) sviluppata in concerto con stakeholder rappresentativi della pubblica amministrazione e di enti responsabili del controllo e della sicurezza del territorio per assicurarne una reale fruibilità.

Il progetto, che vede coinvolto il Centro Interdipartimentale AIRI (Artificial Intelligence Research and Innovation Center) ha un costo complessivo di 149.600 Euro coperto dal finanziamento regionale per un importo di 119.700 Euro.

 

Marco Mamei 

È Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

La sua attività di ricerca è focalizzata sull’analisi dei dati raccolti dalle reti cellulari e dai sistemi Internet of Things (IoT). È autore di oltre 100 articoli scientifici, e diversi brevetti.

È stato vincitore del premio D4R – Data for Refugees Challenge nel 2018, della TIM Big Data Challenge nel 2015 e di altri best paper award.

È coordinatore di diversi progetti industriali finanziati da TIM (Telecom Italia), e partecipa a diversi progetti regionali ed europei.

Rita Gamberini

È Professoressa Ordinaria presso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Le sue ricerche sono focalizzate sulla progettazione e gestione di impianti per la fornitura di prodotti o servizi, trattando aspetti quali la logistica, la gestione della qualità, la gestione della sicurezza, la progettazione di layout di fabbrica, la gestione di supply chain.

I risultati delle sue ricerche sono pubblicati in oltre 100 articoli in riviste internazionali.

Collabora con imprese del territorio in attività di trasferimento tecnologico, per la messa a punto di soluzioni innovative, mediante l’approccio della progettazione partecipata con stakeholders di progetto.