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	<title>Sassuolo 2000 &#187; Economia</title>
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		<title>Maltempo: preoccupazione nel Distretto ceramico per forniture gas</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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			Il Presidente del Consorzio Gas Intensive, che raggruppa trecento aziende grandi consumatrici di gas, non si dà pace pensando a quanto è stato dichiarato in questi giorni dall’ AD di Eni Paolo Scaroni, ed all’effetto che se attuate, tali intenzioni avrebbero sulle imprese italiane: “a quanto ci risulta le condizioni non sono quelle che giustificano, come prima mossa, l’interruzione della fornitura alle imprese. Ci sembra prioritario agire sulle riserve che sono disponibili, come già sottolineato dal Ministro Passera e dalla presidente di Confindustria Marcegaglia, e inoltre organizzarsi per una gestione ...]]></description>
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			<p><a href="http://www.sassuolo2000.it/img/2012/02/gasdotto.jpg"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-207870" title="gasdotto" src="http://www.sassuolo2000.it/img/2012/02/gasdotto.jpg" alt="" width="280" height="300" /></a>Il Presidente del Consorzio Gas Intensive, che raggruppa trecento aziende grandi consumatrici di gas, non si dà pace pensando a quanto è stato dichiarato in questi giorni dall’ AD di Eni Paolo Scaroni, ed all’effetto che se attuate, tali intenzioni avrebbero sulle imprese italiane: “a quanto ci risulta le condizioni non sono quelle che giustificano, come prima mossa, l’interruzione della fornitura alle imprese. Ci sembra prioritario agire sulle riserve che sono disponibili, come già sottolineato dal Ministro Passera e dalla presidente di Confindustria Marcegaglia, e inoltre organizzarsi per una gestione ottimale delle infrastrutture disponibili, questione molto importante considerato che se ne sta parlando nel Decreto Liberalizzazioni. Lo stress a cui l’industria italiana è sottoposta in questo momento è già enorme se si mettono insieme i problemi legati alle vertenze sui trasporti delle merci, l’emergenza climatica, le ordinanze dei prefetti per la sospensione dei trasporti commerciali, le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime.”</p>
<p>“ E’ inconcepibile – prosegue Culicchi &#8211; imporre una interruzione delle forniture di gas se prima non si è valutata attentamente la risposta che si può dare alla situazione di emergenza con le riserve disponibili negli stoccaggi e negli stessi tubi, che quando sono pieni e quindi sfruttati al massimo, rappresentano essi stessi uno stoccaggio fisico di gas.”</p>
<p>“Operare la scelta dell’interruzione – conclude il Presidente di Gas Intensive &#8211; quando non è strettamente necessaria, significa scaricare sul sistema industriale italiano i costi di un problema che invece con una accurata gestione delle forniture, delle infrastrutture di importazione e degli stoccaggi può essere risolto a monte. Nei mesi scorsi il prezzo più basso del gas in Europa rispetto all’Italia avrebbe dovuto essere sfruttato, facendo il pieno negli stoccaggi, anche in quelli delle aziende assegnatarie di spazio grazie al Decreto stoccaggi. Su questo fronte invece le nostre aziende hanno registrato difficoltà che hanno vanificato le misure approntate dal Ministero. Come mai? Gas Intensive aveva segnalato questo aspetto già nei mesi scorsi.”</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - -</p>
<p>Il Consorzio Gas Intensive, con 300 aziende italiane consorziate, appartenenti ai settori manifatturieri nazionali dei laterizi, carta, metalli ferrosi e non ferrosi, piastrelle, ceramica, vetro, calce e gesso, tutte caratterizzate da un intenso utilizzo di gas, rappresenta potenzialmente il più grande consumatore industriale di gas naturale in Italia. I dati caratteristici del consorzio, prima della contrazione di domanda dell’attuale fase economica, sono stati i seguenti: un consumo di oltre 6 miliardi di metri cubi all’anno (oltre il 7% del consumo nazionale e circa il 30% del consumo industriale).</p>
<p>I settori dell’industria manifatturiera nazionale rappresentati nel Consorzio Gas Intensive hanno nel loro insieme un fatturato di 55 miliardi di Euro, e impiegano oltre 235.000 addetti realizzando il 6,6% del fatturato dell’industria manifatturiera italiana.</p>
<p>La Società Consortile Gas Intensive, nata nel 2001, è promossa da otto Associazioni di Categoria confindustriali (Andil-Assolaterizi, Assocarta, Assofond, Assomet, <strong>Confindustria Ceramica</strong>, Assovetro, Ca.Ge.Ma, Federacciai) dei settori gas intensive, per fornire uno strumento di aggregazione ai Soci per i loro acquisti di gas naturale nella prospettiva di un’effettiva liberalizzazione del mercato nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Manovra economica moltiplica le tasse ed i costi: un fardello pesante per l’agricoltura reggiana ed italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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			La Manovra economica varata a dicembre dal Governo Monti è molto pesante per il settore agricolo, come e più di altri interessato da vari provvedimenti di aggravio ed escluso o solo marginalmente interessato dalla parte dedicata allo ‘sviluppo’. Aumento dell’età pensionabile e dei contributi da pagare è la parte previdenziale, IMU su fabbricati e terreni con notevoli aggravi, accise sul carburante che è una componente importante dei costi produttivi, poi le varie scadenze relative al catasto, che vuol dire oltre agli oneri diretti anche pagare dei professionisti. Una “bella zuppa” ...]]></description>
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-207820" title="Conv-manovra-cia" src="http://www.sassuolo2000.it/img/2012/02/Conv-manovra-cia.jpg" alt="" width="300" height="300" />La Manovra economica varata a dicembre dal Governo Monti è molto pesante per il settore agricolo, come e più di altri interessato da vari provvedimenti di aggravio ed escluso o solo marginalmente interessato dalla parte dedicata allo ‘sviluppo’. <span id="more-207819"></span>Aumento dell’età pensionabile e dei contributi da pagare è la parte previdenziale, IMU su fabbricati e terreni con notevoli aggravi, accise sul carburante che è una componente importante dei costi produttivi, poi le varie scadenze relative al catasto, che vuol dire oltre agli oneri diretti anche pagare dei professionisti. Una “bella zuppa” secondo un detto nostrano, che si traduce in aumenti di spesa che rischiano di diventare insostenibili per certe realtà agricole.</p>
<p>Un’informazione ampia è stato il risultato della mattinata per i molti agricoltori presenti alla Cantina Albinea-Canali, dove si è dovuto predisporre una seconda sala con video-collegamento per ospitare tutti gli intervenuti al convegno, che ha visto la partecipazione di parlamentari, autorità locali, professionisti. Al centro dell’attenzione naturalmente è stata l’IMU, la nuova imposta locale che sostituisce l’Ici, che per il settore agricolo aggrava su vari versanti la situazione, non solo per le aliquote più elevate, ma anche per l’inserimento nella base imponibile di terreni e fabbricati (anche strumentali) e per la mancata previsione di una franchigia, il che tra l’altro rappresenta uno svantaggio per le aziende più piccole.</p>
<p>Da questo complesso di problemi e considerazioni, sviluppati nella relazione iniziale dei vice presidente della Cia reggiana Alberto Bassoli e poi dagli interventi degli esperti: Gian Paolo Tosoni tributarista e collaboratore del Sole 24 Ore, Salvatore Scarpino della Direzione regionale Agenzia del Territorio, Massimo Bagnoli responsabile fiscale della Cia nazionale, è emerso un quadro nutrito di problemi per il settore, la Cia chiede ai Comuni di applicare le aliquote minime loro consentite dal Decreto Monti: tra l’altro una lettera è stata indirizzata dalle Organizzazioni agricole a tutti i Sindaci del territorio regionale per sensibilizzarli ad un atteggiamento il più possibile collaborativi per non aggravare i problemi del settore. All’iniziativa della Cia il vice sindaco di Reggio Emilia Filomena De Sciscio ha portato uno spiraglio positivo annunciando che il Comune capoluogo ha deciso di applicare l’aliquota minima per quanto riguarda i fabbricati strumentali. Più problematico l’intervento di Marzio Iotti, sindaco di Correggio e coordinatore provinciale dell’Anci, che si è comunque dimostrato aperto al confronto.</p>
<p>Il mondo agricolo sta anche lavorando in modo unitario ad un confronto con ministeri e parlamentari, in modo da alleggerire il peso oggi eccessivo della manovra sull’agricoltura: secondo i calcoli della Cia – ha detto il responsabile fiscale Massimo Bagnoli – basati su centinaia di simulazioni effettuate su casi concreti di aziende e su tutto il territorio nazionale, il peso dell’Imu moltiplica per 5 volte quanto si pagava di Ici e l’incidenza di quanto richiesto al settore agricolo (circa1,5 miliardi su scala nazionale) incide sul complesso della manovra circa quattro volte in più di quanto l’agricoltura partecipa al Pil del Paese.</p>
<p>A concludere i lavori è stato il presidente della Cia provinciale Ivan Bertolini, tra gli ospiti i parlamentari Sen. Leana Pignedoli, On. Maino Marchi e On. Emerenzio Barbieri, Sindaci e rappresentanti dei Comuni, tecnici e studi professionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Risparmio e famiglie: a Bologna crescono i conti deposito on line</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			Risultano in crescita gli abitanti di Bologna e provincia che hanno scelto per i propri risparmi il conto deposito, strumento da sempre pensato per la remunerazione della liquidità del conto corrente. È quanto emerge da un’analisi effettuata da ING DIRECT, la banca diretta più grande del mondo, che a Bologna registra un incremento di correntisti del 64% nel periodo 2006-2011, fino a raggiungere oggi quota oltre 23.000 clienti.
In un periodo di incertezza dei mercati e volatilità delle Borse, in cui anche i tanto amati titoli di stato fanno nascere dubbi ...]]></description>
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<p>In un periodo di incertezza dei mercati e volatilità delle Borse, in cui anche i tanto amati titoli di stato fanno nascere dubbi ai risparmiatori, il conto deposito sembra rappresentare una valida soluzione per chi desidera impiegare il proprio denaro contando su un rendimento predefinito, semplicità e trasparenza. Caratteristiche un tempo assicurate dai Buoni Ordinari del Tesoro, da sempre la soluzione ottimale per i piccoli investitori, oggi i risparmiatori italiani trovano questi vantaggi anche in altre forme di risparmio innovative, come i conti deposito on line appunto.</p>
<p>A rendere interessante l’offerta delle banche on line però non sono solo i rendimenti, ma anche la competitività lato costi su un’ampia gamma di prodotti, complice anche la nuova tassazione sui conti di deposito dall’attuale 27% al 20% a partire da gennaio 2012, secondo quanto predisposto dalla manovra finanziaria. Ecco alcuni esempi di risparmio che in media un cliente di banca diretta può ottenere su diversi prodotti.</p>
<p><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-207772" title="tabella-risparmi" src="http://www.sassuolo2000.it/img/2012/02/tabella-risparmi.jpg" alt="" width="495" height="361" /></p>
<p style="text-align: center;">Fonte: Ufficio Studi ING DIRECT</p>
<p>Ed è grazie anche all’interesse dimostrato dai risparmiatori italiani per i conti deposito, ma più in generale per la banca on line, che ING DIRECT, la banca diretta più grande in Italia, ha deciso di aprire alcune filiali sul territorio.</p>
<p>“Con le filiali – afferma Alfonso Zapata, Direttore Generale di ING DIRECT Italia &#8211; vogliamo rafforzare la visibilità del marchio sul territorio e offrire ai clienti un’opportunità in più di accesso in caso di necessità o di consulenza vis-a-vis. Il modello ING DIRECT non cambierà, continuerà ad essere principalmente diretto: oggi con i soli canali a distanza abbiamo una capacità di accoglienza di 60.000 persone ogni giorno, pari ad una rete di circa 600 filiali! Non ci attendiamo che queste proporzioni cambino, al contrario prevediamo una crescita ulteriore sui canali diretti proprio grazie alla presenza fisica”.</p>
<p>Ma come sono le filiali dell’era del Web 3.0? Più simili ai concept-store che ad una filiale bancaria in senso classico, puntano sul self-service, operazioni gratuite e consulenza.</p>
<p>I punti vendita sono innovativi non solo per il visual, ma anche per le funzionalità a disposizione del cliente e il tipo di esperienza che egli vi farà. Trasparenza, luminosità e accessibilità le caratteristiche che hanno ispirato la realizzazione architettonica degli store e la scelta delle location, posizionate in centro città.</p>
<p>Self-service è la parola-chiave lato funzionalità, che sulla scia dell’esperienza nord-europea introduce le casse automatiche, novità assoluta per l’Italia. Con esse i clienti possono, in totale autonomia, prelevare e depositare contanti e assegni, consultando il proprio conto senza le limitazioni imposte dal circuito bancomat.</p>
<p>Tutte le operazioni tipiche di una filiale possono essere eseguite o in modalità self-service o attraverso agenti della banca, personale con specifica esperienza e appositamente formato per fornire spiegazioni e consulenza di prodotto e servizio, guidando il cliente nella scelta delle soluzioni più adatte a sé, oltre che a prendere dimestichezza con i gli strumenti on line e automatici. Questa formula rende tra l’altro possibile attivare un conto corrente e le relative carte di pagamento in soli 15 minuti.</p>
<p>I punti vendita ING DIRECT sono paper-less: non c’è quindi la necessità di firmare alcun documento cartaceo perché il cliente può confermare tutte le operazioni inserendo le credenziali che usa per accedere al proprio conto tramite canali diretti: tutto sarà memorizzato e archiviato in formato elettronico e consegnato al cliente solo in caso di richiesta specifica.</p>
<p>Le operazioni in filiale sono inoltre completamente gratuite come consueto, confermando il risparmio medio dell’attuale offerta.</p>
<p>CHI E’ IL CLIENTE DI BANCA DIRETTA? Contrariamente all’opinione comune che vuole il cliente di banca diretta molto giovane e forte utilizzatore di internet, i dati di mercato dimostrano in realtà che sempre più over 50 si orientano verso questa tipologia di risparmio e che non è necessario essere appassionati di high-tech per scegliere di risparmiare on line. Secondo dati raccolti da SDA Bocconi per ING DIRECT emerge infatti che la banca on line ha un potenziale distribuito in ogni fascia d’età, il 35% del potenziale si concentra tra i 18-30 anni, il 32% tra i 31-40enni, il 19,3% tra i 40-50 e il 14%, tra gli over 50. Risultati confermati anche da ABI e GFK Eurisko, secondo cui nel 2008 il 16% degli utilizzatori di internet banking ha oltre 55 anni. Inoltre, pur concentrandosi maggiormente tra coloro che si dichiarano pionieri e appassionati di tecnologia (il 33,3%) e coloro che utilizzano internet per effettuare acquisti (40,5%), i clienti della banca on line si distribuiscono in maniera molto trasversale raggruppando anche coloro che si tengono semplicemente informati sulle tecnologie (25,7%), coloro che sperimentano in seconda battuta (14,4%), ma anche coloro che si dichiarano indifferenti o addirittura “allergici” alle tecnologie (complessivamente il 26,7%).</p>
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		<title>Amadori (Fiba Cisl ER): “Boom rapine e riciclaggio i due mali del credito regionale”</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>

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			“Il drastico aumento delle rapine (+ 13% nel 2011 rispetto all’anno precedente) e il riciclaggio, evidenziato dal numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose (+ 76,5%) sono i due mali oscuri che silenziosamente stanno divorando il sistema bancario dell’Emilia Romagna”.
E’questo l’allarme lanciato ieri sera a Castelnuovo del Garda (VR) da Marco Amadori, segretario regionale dei bancari della Cisl, che in coda al convegno “Legalità e antiriciclaggio”, organizzato dalla Fiba nazionale, ha anticipato le proiezioni sull’andamento del settore creditizio elaborate proprio dall’Osservatorio economico regionale dei bancari della Cisl.
“Nel corso dell’anno ...]]></description>
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-128860" title="banca_chiuso_x_rapina" src="http://www.sassuolo2000.it/img/banca_chiuso_x_rapina.jpg" alt="" width="246" height="280" />“Il drastico aumento delle rapine (+ 13% nel 2011 rispetto all’anno precedente) e il riciclaggio, evidenziato dal numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose (+ 76,5%) sono i due mali oscuri che silenziosamente stanno divorando il sistema bancario dell’Emilia Romagna”.<span id="more-207615"></span></p>
<p>E’questo l’allarme lanciato ieri sera a Castelnuovo del Garda (VR) da Marco Amadori, segretario regionale dei bancari della Cisl, che in coda al convegno “Legalità e antiriciclaggio”, organizzato dalla Fiba nazionale, ha anticipato le proiezioni sull’andamento del settore creditizio elaborate proprio dall’Osservatorio economico regionale dei bancari della Cisl.</p>
<p>“Nel corso dell’anno appena concluso – ha sottolineato il dirigente della Cisl – si è registrato un drastico aumento del numero di rapine rispetto all’anno precedente (+ 13%), dopo circa un triennio in cui il fenomeno sembrava quasi sotto controllo. Numeri che assumono una dimensione di allarme sociale in alcune province come Piacenza (+225%), Modena (+109%), Rimini (+ 50%) e Bologna (+ 24%)”.</p>
<p>“Se a ciò si aggiunge – ha continuato Amadori – che, al 30 giugno 2011, si sono avute già 2197 segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, a fronte delle 1245 dello stesso mese dell’anno precedente, quindi con un aumento percentuale in un anno del 76,5% (contro un + 58,2% a livello nazionale) e con Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni sospette, si può ben capire lo stato in cui versa il sistema creditizio regionale e il clima in cui sono costretti a lavorare i dipendenti degli istituti di credito”.</p>
<p>“Certo – ha proseguito il segretario regionale dei bancari della Cisl –, su entrambi i versanti, sia a livello nazionale, con la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire dai 1000 euro, sia a livello regionale, con la recente legge regionale che finanzia progetti di cultura della legalità nel territorio, alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma ancora non basta”.</p>
<p>“Ora – ha concluso Amadori &#8211; è necessaria una grande assunzione di responsabilità da parte degli istituti di credito, delle istituzioni e della politica per perseguire con determinazione e nuovi mezzi la cultura della legalità e della sicurezza e il rispetto delle regole. Quantomeno lo stesso senso di responsabilità di cui hanno dato prova i lavoratori anche in questi giorni, quando, con la sottoscrizione del nuovo contratto collettivo di lavoro, pur di rimettere in piedi un sistema fortemente minato dalla &#8220;sbornia finanziaria, si sono resi disponibili a fare sacrifici non certo dovuti”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tabelle di sintesi</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-207616" title="tabelle" src="http://www.sassuolo2000.it/img/2012/02/tabelle.jpg" alt="" width="499" height="488" /></p>
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		<title>Altre due lezioni di educazione finanziaria in Università a Reggio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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			Lunedì 6 febbraio (ore 17,30, aula 1 al piano terra della sede reggiana dell’Università di Modena e Reggio Emilia in viale Allegri 9), si terrà il terzo incontro del nuovo ciclo di lezioni di educazione finanziaria, promosso da Provincia di Reggio Emilia, FedeRisparmiatori ed Università. Il tema trattato sarà “Prestiti e previdenza integrativa”, ovvero cosa bisogna sapere sui mutui, prestiti bancari, fondi pensione e previdenza complementare. Relatore sarà Marco Lo Conte, giornalista che si occupa di fondi pensione e previdenza complementare per Plus24, il settimanale di finanza e risparmio del ...]]></description>
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			<p>Lunedì 6 febbraio (ore 17,30, aula 1 al piano terra della sede reggiana dell’Università di Modena e Reggio Emilia in viale Allegri 9), si terrà il terzo incontro del nuovo ciclo di lezioni di educazione finanziaria, promosso da Provincia di Reggio Emilia, FedeRisparmiatori ed Università. Il tema trattato sarà “Prestiti e previdenza integrativa”, ovvero cosa bisogna sapere sui mutui, prestiti bancari, fondi pensione e previdenza complementare. <span id="more-207602"></span>Relatore sarà Marco Lo Conte, giornalista che si occupa di fondi pensione e previdenza complementare per Plus24, il settimanale di finanza e risparmio del Sole 24 Ore. Gli incontri sono gratuiti e prevedono uno spazio per domande inerenti l’argomento trattato. E’ gradita la prenotazione telefonando al numero 0522.444666 dell’Assessorato alla Tutela dei consumatori della Provincia di Reggio Emilia o inviando una mail a azionariatodiffuso@libero.it oppure a tutelaconsumatori@mbox.provincia.re.it o.</p>
<p>Martedì 7 invece, nell&#8217;Aula magna dell&#8217;Università sempre in viale Allegri (ore 8.30 il primo turno, 11 il secondo), seconda lezione per gli oltre 800 studenti di Scaruffi, Levi e Tricolore, liceo Moro e Spallanzani, Zanelli e Motti alberghiero a Reggio, Einaudi di Correggio, D’Arzo di Montecchio e Gobetti di Scandiano che hanno aderito al primo corso di educazione finanziaria promosso sempre dall&#8217;Assessorato alla Tutela dei consumatori della Provincia di Reggio Emilia sempre insieme a Università di Modena e Reggio Emilia e FedeRisparmiatori-Azionariato Diffuso, in collaborazione con YouInvest, la scuola di educazione agli investimenti fondata da Marco Liera, dal 2002 al 2010 responsabile di Plus24-Il Sole 24 Ore. Lo stesso Marco Liera, insieme al responsabile dell&#8217;Area studi di YouInvest Nicola Zanella, al professor Riccardo Ferretti dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia e ad un rappresentante di Adiconsum parleranno delle trappole mentali della finanza personale e dell&#8217;attuale situazione di crisi economico-finanziaria.</p>
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		<title>Confesercenti Modena: &#8220;in tema di orari e aperture domenicali le decisioni debbono tornare a Regioni e Comuni&#8221;</title>
		<link>http://www.sassuoloonline.it/2012/02/03/confesercenti-modena-in-tema-di-orari-e-aperture-domenicali-le-decisioni-debbono-tornare-a-regioni-e-comuni/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>

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			“Con la deregolamentazione non si liberalizza il mercato né si rilanciano economia e consumi. Anzi, si corre il rischio di determinare posizioni di mercato sovrastanti ed antitetiche all’idea e all’obiettivo di liberalizzare il mercato stesso. Per non parlare delle ripercussioni negative che si avranno sul settore, per altro già duramente colpito dalla crisi, e destinate a mettere in serio pericolo il lavoro autonomo e dipendente di tante piccole imprese”. È la riflessione di Confesercenti Modena a margine dell’incontro riguardo le aperture domenicali, avvenuto ieri giovedì 2 febbraio.
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-139987" title="domenica_aperto" src="http://www.sassuolo2000.it/img/domenica_aperto1.jpg" alt="" width="280" height="300" />“Con la deregolamentazione non si liberalizza il mercato né si rilanciano economia e consumi. Anzi, si corre il rischio di determinare posizioni di mercato sovrastanti ed antitetiche all’idea e all’obiettivo di liberalizzare il mercato stesso. Per non parlare delle ripercussioni negative che si avranno sul settore, per altro già duramente colpito dalla crisi, e destinate a mettere in serio pericolo il lavoro autonomo e dipendente di tante piccole imprese”.<span id="more-207538"></span> È la riflessione di Confesercenti Modena a margine dell’incontro riguardo le aperture domenicali, avvenuto ieri giovedì 2 febbraio.</p>
<p>L’incontro che ha visto la partecipazione, dell’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Modena, delle Associazioni imprenditoriali e dei consumatori, dei sindacati e dei rappresentanti della grande distribuzione, non ha portato a risultati concreti. Se non la conferma della defezione &#8211; e quindi dell’annullamento &#8211; di parte delle sigle della GDO, dall’accordo siglato settimane fa tra il Comune, soggetti economici e sindacali del commercio, in tema di orari e aperture domenicali. Accordo, lo ricordiamo, giudicato da molti “un significativo passo avanti sulla strada della liberalizzazione nel commercio”, perché avrebbe evitato di sfociare ‘nell’anarchia’, riservando ai comuni quali depositari dell’interesse generale dei territori da loro amministrati quella funzione di regolazione del mercato che è condizione indispensabile per la permanenza e sopravvivenza della PMI commerciale.</p>
<p>“I provvedimenti adottati dal Governo Monti, in materia di commercio – ribadisce Confesercenti &#8211; non trovano riscontro in nessun Paese dell’Unione Europea. Si muovono nell’ottica di una deregolazione totale che oggettivamente sembra favorire pochi e forti soggetti economici a discapito di tante piccolissime imprese. Oltre al fatto che pare essere parecchio distante da una visione liberale del mercato che contempla la coesistenza di una pluralità di soggetti economici fra loro diversi anche per dimensione”.</p>
<p>“La concorrenza sul prezzo, sul servizio, sulla qualità – aggiunge Confeserecenti &#8211; nasce proprio dalla coesistenza fra la piccola e media impresa e la grande distribuzione. Ragione per cui avremmo gradito in merito, un atteggiamento più attento e critico da parte della Regione Emilia-Romagna &#8211; che nella figura del suo presidente assume anche la presidenza della conferenza delle regioni – data la necessità, di un’azione incisiva volta a riportare in ambito regionale e comunale l’intera disciplina degli orari e delle aperture domenicali. Nell’indicare pertanto questa, come la via per salvaguardare una parte importante del tessuto economico del territorio, ci sentiamo di insistere su alcuni punti che riteniamo fondamentali: i sindaci si adoperino per favorire accordi volontari fra i diversi soggetti della rete distributiva, al fine di regolamentare orari e aperture domenicali; sia offerta la possibilità agli operatori delle gallerie commerciali presenti all’interno dei centri commerciali della provincia di derogare dall’obbligo di apertura domenicale, in subordine di introdurre meccanismi di rotazione fra di loro; da ultimo, ma non per minor importanza, che tali argomenti dato il loro rilievo – non solo la rete commerciale che vogliamo realizzare sul nostro territorio, ma pure di riflesso quale società e quali valori s’intendono promuovere &#8211; siano oggetto di confronto aperto tra tutti i soggetti coinvolti quali istituzioni, associazioni di categoria e dei consumatori, i sindacati dei lavoratori e i rappresentanti della grande distribuzione”.</p>
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		<title>Frena l’export emiliano romagnolo</title>
		<link>http://www.sassuoloonline.it/2012/02/03/frena-lexport-emiliano-romagnolo/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>

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			I dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane relativi al terzo trimestre del 2011 presentano ancora risultati positivi per quelle emiliano-romagnole, che sono risultate pari a 12.067 milioni di euro, con un aumento del 9,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta, però, di una variazione a una cifra e sensibilmente inferiore a quella messa a segno nei due trimestri precedenti, quando la crescita era stata del 19,2 e del 14,7 per cento. E’ quanto evidenzia una elaborazione dell’area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna che sottolinea ...]]></description>
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-165019" title="export_salita" src="http://www.sassuolo2000.it/img/export_salita.jpg" alt="" width="280" height="300" />I dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane relativi al terzo trimestre del 2011 presentano ancora risultati positivi per quelle emiliano-romagnole, che sono risultate pari a 12.067 milioni di euro, con un aumento del 9,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta, però, di una <strong>variazione a una cifra</strong> e sensibilmente inferiore a quella messa a segno nei due trimestri precedenti, quando la crescita era stata del 19,2 e del 14,7 per cento.<span id="more-207470"></span> E’ quanto evidenzia una elaborazione dell’area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna che sottolinea ancora come il risultato sia analogo a quello riferito al complesso del commercio estero nazionale, che segna un incremento del 9,6 per cento.</p>
<p>Il dato regionale sembra porre fine alla fase di forte crescita delle esportazioni registrata tra il secondo trimestre del 2010 e il primo del 2011.</p>
<p>La variazione è inferiore a quella messa a segno nel trimestre precedente, quando la crescita era stata del 19,2 per cento. Il risultato è comunque migliore di quello riferito al complesso del commercio estero nazionale, che segna un in-cremento del 13,5 per cento.</p>
<p>Man mano che la buona ripresa ha riportato le esportazioni in prossimità dei precedenti livelli massimi toccati tre anni fa, il tasso di crescita tendenziale si è andato riducendo, anche se si mantiene tuttora su livelli elevati.</p>
<p><strong>I settori</strong></p>
<p>I risultati positivi arrivano dai “mezzi di trasporto” (+18,8%), “macchinari e apparecchiature” (+17,3%) e “tessile, abbigliamento, cuoio e calzature” (+15,3%). Buona anche la crescita delle esportazioni dell’industria “alimentare e delle bevande” (+11,6%). I primi due settori hanno messo a segno incrementi delle vendite all’estero notevolmente superiori a quelli conseguiti dagli stessi a livello nazionale. Grazie a questi successi, però, le esportazioni regionali corrono il rischio di caratterizzarsi secondo una “monocultura” meccanica”.</p>
<p>Per la prima volta dal primo trimestre 2010, alcuni settori hanno registrato una diminuzione delle esportazioni: le flessioni sono marcate per l’agricoltura silvicoltura e pesca (-9,1%), i “prodotti di minerali non metalliferi” (-8,9%) e l’aggregato “apparecchiature elettriche, non elettriche per uso domestico, elettronica, ottica, elettromedicale e apparecchi di misura” (-7,2%).</p>
<p><strong>Le destinazioni</strong></p>
<p>L’export rivolto ai mercati europei, pari al 66,5 % del totale, è cresciuto (+12,2%) più del complesso delle esportazioni. Un risultato particolarmente positivo è stato conseguito dalle vendite nei paesi non appartenenti all’Unione europea. In Russia e Turchia gli aumenti dalle vendite regionali sono stati rispettivamente pari al del 21,0 e del 38,2 %.</p>
<p>Le esportazioni regionali destinate all’Unione europea, pari al 55%, hanno mostrato una minore dinamica (+10,6%).</p>
<p>Al contrario, sui mercati americani le esportazioni regionali sono aumentate dell’8,3 %, un dato inferiore a quello complessivo regionale e peggiore rispetto a quello nazionale.</p>
<p>La crescita delle vendite regionali sui mercati asiatici è stata ancora minore (+4,6%), ad essi è stato indirizzato il 16,5% delle esportazioni. L’andamento sui mercati dell’Asia è stato sensibilmente migliore per le vendite nazionali.</p>
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		<title>A Modena l&#8217;inflazione a gennaio si attesta a +3,2%</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>

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			Si attesta a + 3,2 % il tasso tendenziale annuo di inflazione rilevato in gennaio a Modena dal servizio Statistica del Comune, secondo i nuovi parametri stabiliti per il 2012 da Istat di concerto con i servizi statistica delle Amministrazioni locali. Il dato mensile rispetto a dicembre 2011 presenta una crescita dello 0,3 %.
L’aumento più sensibile (+ 1,6%) è alla divisione “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, per effetto delle variazioni delle tariffe del gas di rete, acqua ed energia elettrica, gasolio per riscaldamento e prodotti per riparazione e manutenzione della ...]]></description>
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-146940" title="denaro_10" src="http://www.sassuolo2000.it/img/denaro_10.jpg" alt="" width="280" height="300" />Si attesta a + 3,2 % il tasso tendenziale annuo di inflazione rilevato in gennaio a Modena dal servizio Statistica del Comune, secondo i nuovi parametri stabiliti per il 2012 da Istat di concerto con i servizi statistica delle Amministrazioni locali. Il dato mensile rispetto a dicembre 2011 presenta una crescita dello 0,3 %.<span id="more-207462"></span></p>
<p>L’aumento più sensibile (+ 1,6%) è alla divisione “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, per effetto delle variazioni delle tariffe del gas di rete, acqua ed energia elettrica, gasolio per riscaldamento e prodotti per riparazione e manutenzione della casa. In diminuzione, invece, i canoni di locazione per le abitazioni di Enti pubblici, in rilevazione nel nostro Comune.</p>
<p>Cresce di + 0,6% la divisione “Trasporti” dove aumentano i carburanti e gli altri servizi relativi ai mezzi di trasporto. In crescita anche (+ 0,5% per entrambe), le divisioni “Prodotti alimentari, bevande analcoliche” e “Mobili, articoli e servizi per la casa”. Nel primo caso aumentano carni, pesci, formaggi e latticini, ortaggi, cioccolato, marmellate e miele, mentre diminuisce la frutta. Nell’altra divisione aumentano i servizi per pulizia e manutenzione della casa e i grandi elettrodomestici, mentre calano attrezzature per casa e giardino, piccoli utensili e accessori vari. Aumenti lievi (+ 0,1%) per i vini, le scarpe e gli indumenti. Stabili, invece, le divisioni “Istruzione” e “Servizi sanitari, spese per la salute”, dove diminuiscono i farmaci ma aumentano i servizi medici.</p>
<p>In calo solo due divisioni: “Servizi ricettivi e di ristorazione” (- 0,3%), dove scendono i prezzi anche degli alberghi rilevati sul territorio comunale, e “Altri beni e servizi”, con la diminuzione di servizi finanziari e oreficeria, ma con l’aumento di servizi di assistenza a domicilio e prodotti per la cura della persona.</p>
<p>I dati sull’inflazione dei mesi precedenti sono consultabili in internet (www.comune.modena.it/serviziostatistica/pagine/prezzi/prezzi.shtml).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;inflazione a Bologna nel mese di gennaio</title>
		<link>http://www.sassuoloonline.it/2012/02/03/linflazione-a-bologna-nel-mese-di-gennaio/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			A Bologna nel mese di gennaio 2012 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha fatto registrare una variazione mensile del +0,2% ed un tasso tendenziale in salita al +3,1% (dati provvisori). Nel mese di dicembre 2011 la variazione mensile era risultata nulla ed il tasso tendenziale era rimasto stabile al +2,8% (dati definitivi). Questo l’andamento dell’indice a Bologna nel corrente mese per le dodici divisioni che lo compongono (ex capitoli di spesa):
 Prodotti alimentari e bevande analcoliche
Proseguono i forti aumenti della divisione dell’alimentazione che registra un tasso mensile ...]]></description>
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			<p><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-146944" title="denaro_11" src="http://www.sassuolo2000.it/img/denaro_11.jpg" alt="" width="280" height="300" />A Bologna nel mese di gennaio 2012 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha fatto registrare una variazione mensile del +0,2% ed un tasso tendenziale in salita al +3,1% (dati provvisori). Nel mese di dicembre 2011 la variazione mensile era risultata nulla ed il tasso tendenziale era rimasto stabile al +2,8% (dati definitivi). Questo l’andamento dell’indice a Bologna nel corrente mese per le dodici divisioni che lo compongono (ex capitoli di spesa):<span id="more-207461"></span></p>
<p><strong> Prodotti alimentari e bevande analcoliche</strong></p>
<p>Proseguono i forti aumenti della divisione dell’alimentazione che registra un tasso mensile del +0,7%, mentre il tasso tendenziale scende al +4%.</p>
<p>Tra gli aumenti più significativi segnaliamo quelli dei &#8220;Vegetali&#8221; (+2,7%), dei &#8220;Pesci e prodotti ittici&#8221; (+2%), di &#8220;Caffè, tè e cacao&#8221; (+0,8%) e della &#8220;Frutta&#8221; (+0,6%).</p>
<p><strong> Bevande alcoliche e tabacchi</strong></p>
<p>La divisione registra una variazione mensile pari al +0,1%. In aumento alcolici e vino, mentre calano leggermente le birre.</p>
<p>Il tasso tendenziale sale al +6,3%.</p>
<p><strong> Abbigliamento e calzature</strong></p>
<p>La divisione fa segnare un aumento mensile del +0,3%. Registrano rincari i capi di abbigliamento ed in particolare quelli di biancheria intima e i servizi di lavanderia e di riparazione abiti.</p>
<p>Il tasso tendenziale sale e si porta al +1,9%.</p>
<p><strong> Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili</strong></p>
<p>E’ la divisione che fa segnare l’aumento mensile più significativo (+1,4%) a seguito dei rincari che hanno interessato gli affitti, le tariffe dell’acqua e dell’energia elettrica, i prodotti per la riparazione e manutenzione della casa e il gasolio da riscaldamento.</p>
<p>Il tasso annuo sale leggermente al +6,6%.</p>
<p><strong> Mobili, articoli e servizi per la casa</strong></p>
<p>Tra gli aumenti maggiori segnaliamo quelli dei servizi per la pulizia e manutenzione della casa, di cristalleria, stoviglie e utensili domestici e dei mobili.</p>
<p>La variazione mensile risulta pari al +0,5% e quella tendenziale sale al +1,9%.</p>
<p><strong> Servizi sanitari e spese per la salute</strong></p>
<p>Il calo dei prodotti farmaceutici è stato compensato dagli aumenti degli altri prodotti medicali, determinando complessivamente una variazione mensile nulla e un calo del tasso tendenziale al -0,1%.</p>
<p><strong> Trasporti</strong></p>
<p>Il comparto registra una variazione mensile del +0,4%. Tra gli aumenti maggiori segnaliamo quello dei carburanti e lubrificanti, degli altri servizi relativi ai mezzi di trasporto privato e dei trasporti multimodali passeggeri. In calo i trasporti aerei, ferroviari e marittimi e le autovetture.</p>
<p>Il tasso tendenziale sale al +7,5% e rimane il più elevato dell’intero indice.</p>
<p><strong> Comunicazioni</strong></p>
<p>L’aumento dei servizi postali e degli apparecchi telefonici e telefax ha fatto segnare alla divisione una variazione mensile pari al +0,3% e un tasso tendenziale che, pur rimanendo di segno negativo, sale e si porta al –2,8%.</p>
<p><strong> Ricreazione, spettacolo e cultura</strong></p>
<p>Negativa la variazione mensile della divisione (-0,3%). Tra i cali maggiori segnaliamo quelli dei pacchetti vacanze tutto compreso, dei supporti di registrazione, dei servizi culturali, dei libri e dei servizi ricreativi sportivi. In aumento la riparazione di apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, gli apparecchi per il trattamento dell&#8217;informazione, gli apparecchi fotografici e i giochi.</p>
<p>Il tasso tendenziale risulta anch’esso negativo e pari al –0,3%.</p>
<p><strong> Istruzione</strong></p>
<p>Nulla la variazione mensile della divisione, mentre sale lievemente al +1,4% il tasso tendenziale.</p>
<p><strong> Servizi ricettivi e di ristorazione</strong></p>
<p>Anche questo mese la divisione fa segnare una variazione mensile di segno negativo (-0,8%) dovuta soprattutto al calo dei prezzi dei servizi di alloggio solo in parte compensati dagli aumenti delle consumazioni al bar e delle mense.</p>
<p>Il tasso tendenziale sale significativamente dal -1% di dicembre al +1,5% per il corrente mese di gennaio.</p>
<p><strong> Altri beni e servizi</strong></p>
<p>E’ soprattutto il calo dei servizi finanziari e della gioielleria e orologerie ad aver determinato la variazione mensile negativa del –0,8% della divisione.</p>
<p>Il tasso tendenziale scende dal +3,8% di dicembre al +2,5% di gennaio.</p>
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		<title>Missione imprenditoriale in Serbia a marzo: ultimi giorni per le adesioni</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>

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			La Repubblica di Serbia rappresenta un mercato di sicuro interesse per le aziende italiane. Essendo tutt’ora un paese extra UE ma con in atto una serie di riforme economiche e reperibilità di fattori produttivi (in particolare mano d’opera) a basso costo e con elevato livello di specializzazione, si pone come uno dei Paesi della Penisola Balcanica più attraenti per gli scambi commerciali ma anche per gli investimenti.
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			<p>La Repubblica di Serbia rappresenta un mercato di sicuro interesse per le aziende italiane. Essendo tutt’ora un paese extra UE ma con in atto una serie di riforme economiche e reperibilità di fattori produttivi (in particolare mano d’opera) a basso costo e con elevato livello di specializzazione, si pone come uno dei Paesi della Penisola Balcanica più attraenti per gli scambi commerciali ma anche per gli investimenti.<span id="more-207256"></span></p>
<p>Unioncamere Italiana, nell’ambito del progetto “Forum Permanente Serbia” (www.forumserbia.eu), nato con il supporto di Mondimpresa, Aries e tre partner serbi (la Camera di Commercio di Serbia, l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo Regionale – NARD &#8211; e l’Agenzia Serba per la Promozione delle Esportazioni e degli Investimenti – SIEPA), organizza una missione imprenditoriale di sistema in Serbia a Belgrado dal 13 al 15 marzo. La missione è rivolta a tutte le imprese interessate ad avviare o rafforzare rapporti economici e interessate a cogliere le opportunità di affari nel campo della cooperazione industriale, commerciale e tecnologica nei seguenti settori: agroindustria, infrastrutture e trasporti, energetica, tessile, legno, metalmeccanica.</p>
<p>Sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna, che collabora all’iniziativa, ulteriori dettagli sul programma, company profile e scheda di adesione, entrambi da inoltrare entro e non oltre lunedì 6 febbraio a Modena Emilia-Romagna Italy Empowering Agency, agenzia per l’internazionalizzazione della Camera di commercio di Modena. Riferimento, Marco Saitta, tel. 059/208888; e-mail: marco.saitta@mo.camcom.it</p>
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