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Sassuolo: la Consulta va avanti comunque e con grande entusiasmo

La vicenda capitata nel negozio del padre di Souad El Kaddani lo scorso Sabato è stata un ennesimo episodio che testimonia ancora una volta la presenza di spaccio e criminalità nella zona di Braida a Sassuolo e sottopone tutti i negozianti e gli abitanti , italiani e stranieri , a forti rischi. Le indagini relative all’accaduto diranno se e in che grado c’è stato un coinvolgimento del padre di Souad, che peraltro era assente dal negozio quando il clandestino si è recato all’interno con la droga.

Ci piacerebbe sottolineare che il signor El Kaddani è a Sassuolo dall’84 ,è già cittadino Italiano e non ha alcun precedente penale, ha cresciuto 5 figli con il suo lavoro. In ogni caso sono in corso le procedure penali che decideranno sull’accaduto. Quello che davvero dispiace è che la vicenda è stata immediatamente “strumentalizzata” come presunta, quanto banale, prova del fatto che gli “stranieri sono tutti delinquenti”, per “attaccare” Souad e con lei la Consulta”, e indirettamente tutti i bravi cittadini stranieri residenti a Sassuolo che sono stanchi di questa situazione.

Tutti i membri della Consulta e i tanti stranieri che dall’inizio hanno collaborato con essa, rappresentano i cittadini stranieri che sono stanchi, esausti dell’illegalità e del degrado che è presente a Sassuolo e vorrebbero urlare di rabbia di fronte a una piccola e grande criminalità, che non riesce ad esser contenuta e contrastata apparentemente da nessuno.
Le fasce di povertà, clandestinità e vulnerabilità sociale, presenti a Sassuolo, sono la piattaforma da cui attinge la malavita per fare i propri interessi.

Tutto ciò però non ha proprio niente a che vedere con l’immigrazione reale che vive a lavora qui, con la voglia di legalità e di cittadinanza che ha il 99% degli stranieri presenti a Sassuolo e che sta sotto gli occhi di tutti. Gli stranieri di Sassuolo sono stanchi di una comunicazione pubblica che mette solo in evidenza la parte negativa dell’immigrazione in un tentativo costante di legare l’immagine degli stranieri a quella della delinquenza.
La Consulta rappresenta tutti questi nuovi cittadini di origine straniera che vivono a Sassuolo e vogliono che Sassuolo diventi una città più vivibile, più tollerante, migliore per tutti e la presidente, Souad El Kaddani, rappresenta per la Consulta la portavoce riconosciuta per il suo onesto, instancabile, entusiasta impegno a favore di tutta la città e in particolare degli stranieri.

La Consulta, in questi primi 6 mesi, è stata un’ un’occasione per almeno un centinaio di bravi stranieri residenti, di impegnarsi per i diritti e doveri di tutti, per le donne, per i giovani, per l’intercultura, per il degrado a Sassuolo, per la comunicazione pubblica e per partecipare ad iniziative della vita sociale, che consentono a tutti di sentirsi meno “stranieri” e più sassolesi. E questo anche insieme agli italiani, membri del Forum, che come noi hanno voglia di abbattere i muri di non comunicazione che si sono creati più per voleri “alti” che per la volontà di tanti cittadini italiani e stranieri che ogni giorno lavorano, vivono insieme a Sassuolo.

La Consulta vuole lavorare per loro tranquillamente e nelle piccole cose concrete. E’ stanca di essere oggetto di alleanze, attacchi, o quant’altro che servono solamente talvolta per la campagna elettorale.

Gli stranieri di Sassuolo vogliono sentirsi parte della città e contribuire al suo sviluppo sociale ed economico; i giovani, figli di immigrati 20 anni fa, si sentono oggi sassolesi a tutti gli effetti e vogliono essere un contributo prezioso per questa nostra città che sta mostrando sempre più segni di intolleranza e sofferenza.
La Consulta, a cui piacerebbe rappresentarli, va avanti, comunque e con grande entusiasmo, spendendo tempo ed energie in modo assolutamente gratuito; ben felice di farlo, nonostante tutto.

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