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L’esperienza di Sassuolo al convegno di chiusura del progetto europeo SAFEPOLIS

Si è svolto ieri a Bologna, presso la sala Polivalente della Regione Emilia-Romagna, il convegno di chiusura del progetto europeo SAFEPOLIS, cui la Regione Emilia-Romagna – Servizio Politiche per la sicurezza e la polizia locale e Servizio riqualificazione urbana e promozione qualità architettonica – ha partecipato insieme al Politecnico di Milano e l’Institut d’Aménagement et d’Urbanisme della Regione d’Ile-de-France.

La Conferenza è stata organizzata nell’ambito della manifestazione nazionale “100città per la sicurezza” promossa dal Forum italiano per la sicurezza urbana: obiettivo del progetto era la realizzazione di un manuale per tecnici dell’urbanistica e della sicurezza, in particolare degli enti locali impegnati in azioni di riqualificazione del territorio che mira a fornire alcune linee guida di riferimento per una progettazione attenta ai problemi della sicurezza, in cui Sassuolo è stato portato ad esempio di “buona prassi”.
Scegliendo, infatti, un approccio interdisciplinare al problema della riqualificazione del quartiere Braida, attivando la collaborazione con la Regione Emilia Romagna e con l’istituzione del comitato tecnico scientifico, ha sostanzialmente anticipato quelle che sono le linee guida del manuale distribuito ieri.

Ad esporre l’esperienza di Sassuolo, nella tavola rotonda coordinata da Rossella Selmini, Responsabile Servizio Politiche per la Sicurezza e la Polizia locale della Regione, dal titolo “Un’esperienza italiana: interventi per la sicurezza nel quartiere Braida a Sassuolo”, sono stati l’ingegner Carlo Bottigelli del Politecnico di Milano e il Sindaco Graziano Pattuzzi.
Il Sindaco ha illustrato tutti i passaggi del progetto di riqualificazione iniziato nel 2004 col finanziamento regionale che ha consentito l’acquisto di tre appartamenti delloo stabile di via S.Pietro 6. Attraverso lo sgombero del condominio S.Matteo, avvenuto nel Giugno 2005 con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per la ricollocazione di 25 nuclei familiari e l’incarico al “Laboratorio di Sicurezza Urbana del Politecnico di Milano” per l’elaborazione di uno “Studio sulla sicurezza urbana del quartiere”.

In seguito si è proceduto su strade parallele: da una parte la firma dell’accordo di programma tra il Comune e la Regione nell’aprile 2006 che prevedeva, tra l’altro, l’organizzazione e la riqualificazione del corpo di Polizia Municipale, l’adeguamento delle strutture e della attrezzature tra le quali l’istituzione di una postazione per il fotosegnalamento, poi rinnovato nel febbraio 2008, e l’avvio del procedimento di esproprio dell’immobile di via S.Pietro 6 finalizzato al suo abbattimento.
Dall’altra l’istituzione di un Comitato tecnico scientifico interdisciplinare con funzioni di consulenza scientifica e metodologica oltre ai progetti “Braida, sviluppo di una comunità” e “Oltre il muro invisibile”.