Siamo giunti al termine del mandato triennale che questo Consiglio ha ricevuto nel giugno del 2006 e che mi ha dato l’onore di ricoprire la carica di Presidente della nostra Associazione. Nel ripercorrere le tappe fondamentali del lavoro svolto, desidero partire dall’ultimo importante atto che è coinciso con l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci (9 maggio u.s.), di un nuovo statuto dell’Associazione, che avvia un radicale rinnovamento nel sistema di partecipazione alla vita dell’Associazione. Così il presidente di Confapi pmi Modena, Dino Piacentini, nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi, presso la sede dell’associazione.
Due sono le principali novità che il nuovo statuto presenta e che riguardano il sistema di elezione del Presidente e la nuova denominazione dell’Associazione.
Il nuovo metodo di elezione del Presidente prevede che, già con il prossimo rinnovo che si terrà alla fine del mese di giugno, egli sia eletto direttamente dall’Assemblea dei soci e non più nell’ambito del Consiglio Direttivo, come da sempre avveniva. Si tratta di un cambiamento importante, perché aumenta il livello di democrazia partecipativa del nostro sistema, nel quale, a differenza di altre organizzazioni, vige il sistema del voto capitario nell’elezione degli organismi direttivi.
Da ora in poi, qualsiasi imprenditore, titolare o legale rappresentante dell’impresa associata, che abbia un’anzianità associativa di almeno 24 mesi, potrà candidarsi alla presidenza dell’Associazione, proponendo, attraverso un’apposita lista, la composizione del Consiglio Direttivo col quale intende proporsi alla sua guida, per svolgere il proprio programma politico-associativo nel corso del mandato triennale.
La seconda novità, non meno importante della prima – prosegue il presidente – riguarda la nuova denominazione dell’Associazione, che diventa: “CONFAPI pmi MODENA”, in sintonia e condivisione con gli indirizzi della Confederazione nazionale, tesi all’indispensabile e non più rinviabile rafforzamento della nostra organizzazione di rappresentanza centrale.
Le PMI ricoprono un ruolo di primaria importanza nell’economia nazionale. Il 99% delle imprese presenti sul territorio hanno un massimo di 250 dipendenti, costituiscono l’80% della forza lavoro e il 60% del Pil.
Una forza che, però, dal punto di vista rappresentativo e sul piano della concertazione (nonostante essa sia presente in tutti i sistemi di rappresentanza imprenditoriale operanti in Italia), non gode del riconoscimento e della considerazione che meriterebbe di conseguenza le esigenze della piccola e media impresa si trovano ad essere mediate da altri potenti interessi, in un rapporto impari che, di certo, non dà conto e valore alle istanze della PMI italiana.
Pertanto attraverso questo processo, che parte dalla medesima identificazione nella denominazione comune, vogliamo ribadire l’importanza della creazione di una rete di piccole e medie imprese solida e coesa, orientata da obiettivi comuni, che riesca, finalmente, ad incidere nelle scelte d’indirizzo della politica industriale del Paese.
Ispirata da questi valori, Confapi – Confederazione italiana della piccola e media industria privata – rappresenta le piccole e medie imprese del territorio nazionale. Costituita alla fine degli anni quaranta, è uno dei protagonisti della vita economica e industriale del nostro Paese, si occupa della tutela e della promozione, a tutti i livelli, degli interessi e delle reali esigenze delle PMI.
Confapi opera con mezzi e finalità che rispecchiano la filosofia di un’azienda di piccole e medie dimensioni; per questo è riuscita, in questi sessant’anni, a contribuire in maniera significativa allo sviluppo delle PMI, supportando la piccola e media impresa in tutte le scelte dettate dal continuo e rapido mutare degli scenari economici.
Essendo giunti al termine del mandato triennale, credo sia tempo di bilanci e di verifiche sull’operato svolto nel corso di questo mandato.
Gli sforzi profusi in questi tre anni dalla Giunta di Presidenza e dal Consiglio Direttivo, nel difficile e complesso lavoro di riposizionamento dell’Associazione, hanno dato importanti risultati, soprattutto per la ritrovata considerazione nei confronti delle Istituzioni locali, quali interlocutori autorevoli e propositivi nel dibattito economico e sociale del territorio.
La crisi che stiamo attraversando è un fenomeno di dimensioni globali, non imputabile unicamente a cause finanziarie. Questi fattori hanno trasferito pesanti ripercussioni sull’economia reale e rendono ancora più urgente la necessità di “fare rete” tra piccole e medie imprese, per ottenere, a livello politico locale e nazionale, strumenti efficaci e duraturi per il superamento di questa fase, e per poter individuare misure-guida per la ripresa economica.
In questo senso un ruolo centrale spetta certamente alle istituzioni, locali e nazionali, che attraverso politiche di sostegno e di programmazione, più attente e mirate, devono rendere disponibili maggiori risorse e mettere in atto nuove politiche per affrontare questa fase transitoria, senza compromettere irrimediabilmente l’attività produttiva.
Infrastrutture, scalo merci, logistica, sinergia con il sistema fieristico regionale, sono tutti fattori fondamentali per il rilancio delle piccole e medie imprese di Modena e provincia, che dovranno operare insieme per una maggiore competitività delle PMI, sostenendone l’innovazione, la promozione e l’internazionalizzazione.
Per affrontare in maniera incisiva questa fase, rimane poi fondamentale il ruolo delle banche per l’accesso al credito, presupposto imprescindibile per la pianificazione delle future attività delle nostre aziende.
Nel corso del mandato abbiamo affrontato le difficoltà con passione e spirito di servizio; non sempre siamo riusciti a comunicare come avremmo voluto, ma il lavoro è stato veramente tanto. Oggi Apmi Modena è tornata ad essere una realtà importante nel panorama economico modenese.
La tutela degli interessi, la fornitura di servizi, la promozione di iniziative volte al miglioramento delle condizioni in cui operano i propri associati costituiscono la mission di ogni associazione di categoria, in particolar modo la nostra si distingue per una pura e semplice peculiarità: rappresentiamo solo ed esclusivamente PMI. L’impegno profuso su temi di forte rilevanza per il territorio, hanno come unico fine la crescita delle piccole e medie imprese: oltre a quelli già citati (infrastrutture, viabilità, sinergia con il sistema fieristico), la spinta all’internazionalizzazione e la crescente attenzione sui temi dell’energia, sono solo e lo saranno sempre più solo alcuni dei temi al centro delle attività e delle iniziative dell’Associazione.
In questo quadro, e con questa prospettiva, serve uno sforzo in più da parte degli imprenditori, che sono chiamati a scelte coraggiose ed impegnative. Nessuno di noi può chiamarsi fuori – ha concluso Piacentini: dobbiamo fare in modo che ciascuno faccia la propria parte con l’obiettivo di vedere realizzata, finalmente, una politica industriale aderente alle effettive esigenze del sistema economico e produttivo del nostro Paese che è sostenuto in gran parte dalle Piccole e Medie Imprese.





