L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia tra i pochi Atenei italiani a poter vantare una presenza ufficiale all’importante evento che si sta svolgendo a Copenhagen, dove è in corso la Conferenza delle Parti (COP 15) delle Nazioni Unite per il Clima (UNFCCC). E lo sarà attraverso la partecipazione del prof. Dario Sonetti, biologo della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie, e di Luca Lombroso, meteorologo e climatologo del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente, invitati dagli organizzatori in qualità di “osservatori”.
“Saremo presenti al COP15 di Copenhagen per gli interessi che abbiamo sia a livello professionale che per le attività di Cooperazione Internazionale per la salvaguardia delle foreste e della biodiversità, che stiamo sostenendo attraverso il programma ‘Foreste per Sempre’ – dice il prof. Dario Sonetti -. Io personalmente sto seguendo quello che può comportare il cambio climatico sulla perdita di specie che già costituisce un’emergenza grave per altri fatti quali la distruzione degli ecosistemi ad opera dell’uomo e l’inquinamento, ma che ancora non è recepita pienamente nella sua gravità dalle Istituzioni e dal pubblico. Il cambio climatico potrebbe accelerarla in modo drammatico se non verrà affrontato consapevolmente e con scelte coraggiose. Sono inoltre interessato ad un altro importante punto in discussione, l’approvazione dei REDD, i certificati di ridotta emissione per deforestazione e degrado, che potrebbero contribuire alla salvaguardia delle grandi foreste, specialmente quelle tropicali, in quanto fondamentali depositi di carbonio. Se si continuasse a distruggerle ai ritmi attuali, libererebbero in atmosfera fino a un quinto delle attuali emissioni mondiali. Questo servizio ambientale delle foreste non è stato precedentemente riconosciuto dal protocollo di Kyoto, che prevedeva solo un assorbimento di carbonio da programmi di afforestazione e riforestazione. Con Copenhagen speriamo di compiere significativi passi avanti anche su questa strada”.
E Luca Lombroso aggiunge “Vidi la prima volta il grafico delle concentrazioni di anidride carbonica, noto come curva di Keeling, ancora nel 1988, alla Conferenza di Meteorologia di Sestola, e rimasi impressionato dalla crescita delle concentrazioni che già allora si osservava. In vent’anni che sono in Osservatorio, ho visto, devo dire purtroppo, verificarsi molte di quelle che erano le più pessimistiche previsioni riguardo all’incremento delle temperature, al ritiro dei ghiacciai ed all’aumento degli eventi estremi. Seguirò dunque con interesse sia la parte negoziale, come ‘observer’, nella speranza che si arrivi ad un massiccio accordo di riduzione delle emissioni serra, sia i vari side event, seminari scientifici collaterali alla conferenza su vari temi, fra cui uno in cui sarà presente Al Gore, sullo stato dell’arte della fusione dei ghiacci. Non mancherà poi occasione per prendere contatti con le numerose organizzazioni scientifiche, ambientaliste e internazionali, provenienti da tutto il mondo, e far così conoscere l’esperienza di osservazione del clima di Modena”.
“Più in particolare, però speriamo entrambi, – concludono Lombroso e Sonetti – di tornare a Modena con un solido accordo internazionale, vincolante, che porti ad una forte riduzione di emissioni di gas serra e ci conduca così ad un futuro più equo da tutti i punti di vista”.





