Tensioni e contestazioni nel corso dei due cortei che oggi hanno sfilato nelle vie del centro di Milano per commemorare i 40 anni dalla strage di Piazza Fontana. Qui, il 12 dicembre del 1969, una bomba collocata all’interno della filiale milanese della Banca nazionale dell’agricoltura fece 17 morti e una novantina di feriti. Fischi e urla sono stati rivolti al sindaco Letizia Moratti, al presidente della Provincia Guido Podestà e al presidente della Regione Roberto Formigoni.
I militanti dei centri sociali hanno cercato di sfondare i cordoni di polizia per entrare in piazza Fontana. Ci sono stati lanci di petardi e di fumogeni e alcune transenne sono state abbattute.I cortei erano partiti nel primo pomeriggio. Il primo è stato aperto da una delegazione dei familiari delle vittime e dai gonfaloni di numerose città, primo tra tutti quello di Milano dietro al quale ha sfilato anche il sindaco Letizia Moratti, contestata nel corso del suo intervento. Dal pubblico si sono levati numerosi fischi e una serie di “vergogna, vergogna”.
”Il Comune è vicino al dolore delle famiglie delle vittime, un dolore che è doppio perché la verità non è stata accertata”, ha detto il sindaco di Milano. Il secondo corteo è stato organizzato da Prc, Comunisti Italiani, diverse organizzazioni della sinistra e dei centri sociali. Con carri, tamburi, decine di bandiere e cartelloni, ha sfilato da piazza Missori fino a Piazza Fontana, poi ha proseguito fino a piazza San Babila per dirigersi in piazza Santo Stefano.
Lungo il percorso sono stati affissi dei manifesti e sono comparse delle scritte sui muri. Numerosi gli slogan contro fascismo, razzismo e omofobia. Slogan anche contro il vicesindaco Riccardo De Corato.
Fonte Adnkronos





