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Macellazione rituale islamica, nuova intesa in Provincia a Reggio

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Si è raggiunto anche quest’anno, in vista della “Festa Grande” islamica, l’accordo finalizzato a garantire una macellazione rispettosa della tradizione religiosa, ma anche delle leggi e degli animali. L’intesa è stata presentata questa mattina in Provincia da Roberta Rivi assessore provinciale all’Agricoltura e Benessere animale, Marco Fantini assessore provinciale alla Sicurezza sociale, Franco Corradini assessore del Comune di Reggio Emilia e Antonio Cuccurese del Servizio veterinario Ausl, insieme ai rappresentanti delle comunità islamiche – con gli Imam Abu Abdelrahman e Baraa el Obaidi – e di enti ed associazioni che hanno partecipato all’accordo.

Quest’anno i musulmani celebreranno la Festa del Sacrificio (Id al Kabir), o “Festa Grande”, che ricorda il sacrificio di Abramo, nelle giornate del 16, 17 e 18 novembre. Il Sacrificio “rituale” che si pratica nel corso della festività richiama il sacrificio sostitutivo effettuato con un montone dal profeta Abramo, del tutto obbediente al disposto divino di sacrificargli il figlio Ismaele, prima di venire fermato dall’Angelo. Nei giorni della “Festa Grande” i musulmani sacrificano come Abramo un animale che deve essere fisicamente integro ed adulto e che può essere un ovino, un caprino od un bovino.

“Incoraggiati anche dal buon esito della campagna informativa svolta lo scorso anno – sottolinea l’assessore Rivi – abbiamo ritenuto di dover ripetere l’esperienza. Nelle cinque strutture autorizzate in provincia di Reggio Emilia (a Reggiolo, Rio Saliceto, Correggio, Bagnolo, Carpineti), nel corso dei tre giorni della macellazione rituale islamica del 2009, sono stati in totale macellati con rito islamico e previo stordimento un totale di 566 animali, 60 in più rispetto all’anno prima. L’aumento delle macellazioni nelle strutture adatte allo scopo ha dunque sfiorato il 12% testimoniando l’efficacia dell’azione informativa svolta in collaborazione tra Enti pubblici e rappresentanti islamici e quindi del crescente rispetto delle norme in vigore nel nostro Paese ed in Europa in materia di macellazioni”. Antonio Cuccurese ha riferito che quest’anno le prenotazioni fanno ipotizzare un aumento di un centinaio di capi ovicaprini macellati nelle strutture autorizzate che, con i 30 bovini previsti, porterebbe il totale a circa 700 capi.

Una soluzione che si può suggerire a chi avesse difficoltà a rivolgersi ai centri autorizzati per la macellazione, è di acquistare l’animale presso le macellerie islamiche autorizzate, ormai abbastanza diffuse nel nostro territorio.

L’assessore provinciale Fantini si è detto orgoglioso di questo percorso fatto in raccordo tra istituzioni e associazionismo, ricordando che il problema della sicurezza alimentare riguarda tutti.

Il rito della macellazione rituale, in occasione della Festa di Abramo, è da tempo all’attenzione della Provincia, al fine di ricercare soluzioni che siano rispettose delle tradizioni religiose, delle normative vigenti e del diritto dell’animale ad evitare inutili sofferenze. In tal senso si è cercato di costruire un percorso comune con le comunità islamiche locali e le associazioni a tutela degli animali.

Il momento più significativo del percorso di condivisione di questa problematica è stato un incontro convocato a Palazzo Allende il 3 novembre scorso dove, con il supporto tecnico della direzione del Dipartimento Veterinario dell’Ausl di Reggio Emilia, sono state presentate ai leader religiosi e ai rappresentanti di numerose comunità islamiche e delle associazioni animaliste diverse tecniche da applicarsi in impianti autorizzati, che cercano di rispettare il rito religioso, pur tutelando il diritto al benessere dell’animale sacrificato.

I rappresentanti della comunità islamica hanno preso visione in modo attento e costruttivo della normativa di riferimento, delle problematiche igienico-sanitarie e del benessere animale relative alla macellazione e delle sanzioni previste in caso di violazioni ed hanno acquisito il materiale documentale, assicurando attenzione e collaborazione. “Reggio si segnala ancora una volta esempio di civile convivenza” hanno detto – così come l’animalista Stella Borghi – gli stessi Imam Abu Abdelrahman e Baraa el Obaidi, ribadendo l’impegno a far presente ai propri fedeli la necessità del pieno rispetto delle leggi. Del resto lo stordimento preliminare dell’animale, pratica del tutto estranea alla tradizione islamica, è ormai ampiamente utilizzata dagli islamici residenti nella nostra provincia.

In relazione alle norme di macellazione, è stato nel merito predisposto del materiale documentale – informativo, in diverse lingue, relativo alle modalità rispettose delle tradizioni religiose, ma anche delle normative vigenti in materia di igiene e di sanità e del benessere animale.

Volantini e manifesti sono stati diffusi presso le Comunità islamiche tramite gli uffici Urp di tutti i Comuni della provincia, quale campagna di comunicazione indirizzata alle famiglie di fede/cultura islamica volta.

Del Gruppo di lavoro sulla macellazione rituale-religiosa hanno fatto parte i rappresentanti di: Provincia di Reggio Emilia, Comuni ‘distrettuali’ (Reggio Emilia, Scandiano, Castelnuovo Monti, Montecchio, Guastalla e Correggio) con le relative Polizie municipali, Azienda Usl di Reggio Emilia, Associazioni degli Immigrati di religione islamica ed Enpa.