Home Attualita' Ascom Confcommercio Modena su dehor bar e ristoranti in Centro storico

Ascom Confcommercio Modena su dehor bar e ristoranti in Centro storico

# ora in onda #
...............




“Appare davvero arduo – esordiscono Amedeo Faenza e Alberto Crepaldi, rispettivamente Presidente e Responsabile Confcommercio Zona di Modena – comprendere le motivazioni che hanno spinto la Sovrintendenza, in risposta ad un ricorso presentato da Italia Nostra, ad adottare la decisione con cui il Caffè dell’Orologio è stato costretto a smontare definitivamente la struttura esterna autorizzata nei mesi scorsi dall’Amministrazione Comunale e che, a questo punto rappresenta un pericoloso precedente tale da mettere a rischio molte delle strutture utilizzate da bar e ristoranti in Centro storico”.“Rimaniamo dell’idea – proseguono Faenza e Crepaldi – che un manufatto, come era il dehor del Caffè dell’Orologio, di particolare pregio da un punto di vista delle sue caratteristiche strutturali e del suo innovativo design, rappresentasse un elemento di valorizzazione di un luogo storico della città nonchè di qualificazione ed innovazione dell’attività di pubblico esercizio, a vantaggio di cittadini e visitatori del centro storico”.

Una valutazione, quest’ultima, peraltro fatta propria dalla Commissione tecnica consultiva dell’Amministrazione Comunale, con la quale il Caffè dell’Orologio ha condiviso un percorso, teso a varare un progetto all’altezza del valore storico-architettonico della piazza, e nel corso del quale non si è mai fatto riferimento, come la Sovrintendenza sostiene nel suo atto, alla necessità di ottenere un preventivo nulla osta da parte di quest’ultima.

“Senza voler entrare nel merito di profili burocratico-amministrativi che sono al vaglio dei legali -puntualizza Faenza – , rimane il fatto che lo smontaggio definitivo della struttura arreca un danno economico rilevante al Caffè dell’Orologio, ma nello stesso tempo costituisce una sconfitta per la città”. “Ciò perché di fatto – precisa il Presidente Confcommercio Zona di Modena – rialimenta una aspirazione a considerare il Centro Storico di Modena una sorta di museo all’aperto, con la conseguenza di limitare la libertà di impresa, stroncandone le tensioni più qualificanti ed innovative e di incidere sulla vitalità del centro”.

“Ora – precisa Crepaldi – un cospicuo numero di dehor utilizzati da bar e ristoranti del centro storico, che in questi anni hanno contribuito a rendere più vivo il cuore della nostra città, è a rischio perché, per analogia, potrebbero essere fatte valere le medesime ragioni addotte dalla Sovrintendenza nella sua decisione per il Caffè dell’Orologio, in cui si parla di mancato nulla osta preventivo e di snaturamento degli elementi architettonici presenti”.

“Per questo motivo – concludono Faenza e Crepaldi – abbiamo scritto nelle scorse settimane all’Amministrazione Comunale, affinchè quanto prima venga promossa con le Associazioni di Categoria un proficuo confronto mirato ad adottare ogni azione utile a scongiurare che vengano messi in discussione centinaia di migliaia di euro di investimenti compiuti dai pubblici esercenti del centro storico per attrezzare al meglio la propria attività e rendere dunque più accogliente la città”.