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Confagricoltura Reggio festeggia il momento magico del Parmigiano Reggiano

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Immaginate un prodotto di assoluta eccellenza ma non “di nicchia”, un prodotto profondamente legato al territorio ma con una vocazione sempre più chiara per i mercati esteri. Questo prodotto è il Parmigiano Reggiano, saldamente al primo posto nel volume d’affari agricolo della nostra provincia e lontano anni luce dalla logica del mercatino e del chilometro zero, logica che genera più folclore che ricavi.

Dopo anni di sofferenze il mercato del Parmigiano Reggiano ha segnato la svolta a partire dall’ottobre 2009, ma gli allevatori che oggi guardano con favore prezzi superiori agli 11,30 euro al chilogrammo, non dimenticano le oscillazioni tra i 7 e gli 8 euro dei quattro anni precedenti.

Per fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive di mercato, Confagricoltura ha organizzato un incontro tra i propri allevatori e Giuseppe Alai, presidente del Consorzio di tutela.

In apertura, Lorenzo Melioli, presidente di Confagricoltura Reggio Emilia, ha ricordato gli elementi che hanno contribuito a vuotare i magazzini e rilanciare i prezzi: la flessione produttiva del triennio 2007-2009, l’ottimo andamento dell’export e le azioni promozionali messe in atto dal Consorzio.

Nel suo intervento, Giuseppe Alai ha sottolineato che proprio quando tutto procede nel verso giusto è necessario guardare avanti per evitare i pericoli maggiori: la crisi da sovraproduzione e la volatilità dei prezzi, che rendono difficile la programmazione degli investimenti e creano instabilità tutte le imprese della filiera.

“Il Parmigiano Reggiano è un prodotto meraviglioso ma molto fragile dal punto di vista commerciale. Dalla mungitura al carrello della spesa passano più di 12 mesi, a volte più di 30: in questo lasso di tempo siamo economicamente vulnerabili. Sui mercati di oggi una sfasatura di anni tra domanda e offerta è un’enormità. Il nostro compito – ha proseguito Alai – è quello di governare produzione e stagionatura in funzione del consumo interno e dell’export. Solo così potremo coniugare stabilità e sviluppo: è questo il vero obiettivo.”

Oltre quaranta gli allevatori presenti, molti dei quali hanno chiesto chiarimenti sulle principali novità quali il nuovo disciplinare di produzione, l’obbligo di confezionare il formaggio nella zona di produzione e la quarantena per i capi che provengono da altre filiere produttive.

Particolare interesse ha suscitato la proposta di creare una piazza unica per la quotazione del Parmigiano-Reggiano. “Oggi – ha spiegato Alai – il nostro formaggio viene quotato in quattro piazze della zona di origine (Parma, Modena, Reggio, Mantova) e in una fuori zona (Milano). Quest’ultimo mercato, spesso preso a riferimento nelle transazioni importanti, esprime quotazioni mediamente inferiori e ci vede praticamente esclusi dalla commissione-prezzi.”

La piazza unica – che secondo Alai va costruita in modo graduale – rappresenterebbe un elemento di trasparenza e permetterebbe ai caseifici di fronteggiare con maggiore potere contrattuale una domanda sempre più concentrata ed agguerrita.