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Confcommercio, Confesercenti, Lapam, Cna città di Modena sulla Tariffa di Igiene Ambientale ed HERA

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E’ moderata la soddisfazione di Confesercenti, Confcommercio, Lapam, Cna città di Modena per l’esito della trattativa con l’Amministrazione Comunale tesa a definire la TIA 2011 per le imprese.

“Ci preme innanzitutto sottolineare come per bar, ristoranti, pizzerie, pub, ortofrutta, negozi di fiori e piante che aderiscono a specifici progetti di raccolta differenziata – come quello di raccolta porta a porta avviato in centro storico – sia stata confermata la previsione di un abbattimento della quota variabile (29%), che il Comune pareva invece volesse fortemente ridimensionare o addirittura eliminare”.

“Si tratta infatti di categorie – evidenziano Amedeo Faenza, Guido Sirri, Silvia Manicardi, Antonio Altiero – , che pagano salato il servizio di raccolta rifiuti, nonostante differenzino molto; esse sono state oltretutto particolarmente penalizzate nel passaggio da tassa a tariffa e quindi era importante conservare meccanismi di attenuazione del costo complessivo di smaltimento dei rifiuti a fronte della adozione di comportamenti virtuosi”. “Per contro, è forte il rammarico per le riduzioni ed eliminazioni dello sconto alle attività poste fuori del centro storico, per le quali dunque l’aumento medio della tariffa previsto dell’1,7%, sarà sensibilmente più elevato”.

“Va in parte incontro alla richieste espresse dalle nostre Associazioni – rilevano i quattro Presidenti – l’impegno assunto da Hera ad efficientare e razionalizzazione la raccolta di rifiuti in città, nell’ottica di rendere la qualità del servizio alle imprese modenesi più puntuale”.

“Tuttavia rimangono forti – puntualizzano Altiero, Manicardi, Faenza e Sirri – le nostre perplessità rispetto alle modalità con cui viene strutturata la tariffa di igiene ambientale ed avvertiamo con sempre maggiore urgenza la necessità di entrare nel merito dei diversi costi che compongono la tariffa stessa, al fine di governarne, con piena cognizione di causa, gli effetti applicativi sulle Pmi del nostro territorio e sulle famiglie”.

“Crediamo che la vocazione pubblica conseguente alla partecipazione di enti locali, come il Comune Modena, al capitale sociale di Hera – proseguono i quattro Presidenti – non possa significare solo “tagliare la cedola” a fine anno ed utilizzare i proventi per soddisfare interessi generali”.

“Riteniamo invece che la presenza pubblica nella multiutility debba essere utile anche ad approfondire le dinamiche economico-gestionali dei servizi erogati, mettendo così a disposizione delle diverse espressioni organizzate che siedono attorno al Tavolo sulle politiche ambientali, una rigorosa ed articolata analisi della composizione dei costi del sistema di raccolta, smaltimento e differenziazione dei rifiuti, che fino ad oggi è purtroppo mancata”.

“Anche per questo motivo ed al fine di poter incidere sulle scelte strategiche di Hera che ricadono sulle Pmi modenesi, ossatura del nostro tessuto economico-produttivo, – affermano Sirri, Altiero, Manicardi, Faenza – formalizzeremo nei prossimi giorni al Sindaco di Modena una lettera in cui chiederemo che l’Amministrazione Comunale si faccia carico della nostra proposta di avere un rappresentante delle quattro Associazioni in qualità di invitato permanente ai lavori del CdA della multiutility”.

“La nostra partecipazione – ci tengono a precisare i quattro dirigenti – sarebbe ovviamente gratuita, una sorta di attività di volontariato espletata nel mero interesse ed al servizio della comunità economica di Modena: l’obiettivo non è insomma conseguire lauti compensi/gettoni di presenza, ma far guadagnare spazio in seno al board di Hera all’idea sempre più diffusa tra imprese e cittadini, per cui la multiutility deve rendere conto con puntualità di costi e ricavi nella gestione dei rifiuti, nonché di tipologie e qualità dei relativi servizi”.