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Crollo Villa Ombrosa, Leoni (PDL): ‘Il danno si aggiunge allo spreco senza fine’

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“Il crollo di una parte della struttura di Villa Ombrosa aggiunge danno ad uno spreco di risorse pubbliche che sembra non avere fine. Lo ribadisco: quel progetto da un milione di euro va fermato ed i soldi utilizzati per finanziare cose ben più utili che non una nuova sede per la ‘Casa delle Donne’ che una sede ce l’ha già”.

Lo ha affermato il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, che nei mesi scorsi aveva già criticato modi e tempi del progetto per la ristrutturazione di Villa Ombrosa a Modena.

“Quella villa e quel progetto stanno diventando un pozzo senza fondo per il denaro pubblico. Oltre ai 900.000 euro impegnati per i lavori di ristrutturazione, il Comune, ha approvato negli anni scorsi un discutibile e da me fermamente osteggiato progetto di promozione da 100.000 euro solo per parlare del progetto con incontri, convegni e dibattiti.

Nell’ottobre del 2010 ha affidato una consulenza per valutare la sicurezza del progetto in corso d’opera dell’importo di 23.000 euro e altri 8000 euro sono stati spesi in una consulenza per indagare sulla tenuta dei muri. Spese che alla luce del recente crollo, che non ha causato una tragedia solo perché il cantiere era vuoto in un giorno di festa, appaiono come una beffa.

Per non considerare poi i 13.140 euro spesi per fare pubblicare un libro sulla storia di Villa Ombrosa, e i 2000 euro per produrne un DVD. Ed esempi di spese di questo tipo, nel progetto Villa Ombrosa, non si contano. Perchè Pighi non ha fatto un’istruttoria pubblica o non ha interpellato i modenesi con un quesito molto semplice: E’ meglio spendere un milione di euro per costruire una nuova sede alla ‘Casa delle Donne’, che una sede ce l’ha già, o aumentare i contributi per l’affitto, i posti all’asilo o calare le rette?

I cittadini devono sapere come l’Amministrazione comunale di sinistra usa i loro soldi. Alla faccia della razionalizzazione delle spesa pubblica. La scusa che tanto una buona parte della spesa la paga la Fondazione, ormai ripetuta come un mantra da sindaco e giunta, non regge. Qui si tratta di denaro pubblico che viene adoperato tanto più irresponsabilmente quanto contestualmente la giunta Pighi taglia i servizi e le spese alle famiglie e alle imprese. Ritengo che in un momento economicamente difficile come questo vi siano ben altre priorità che costruire una nuova sede della casa delle donne che strutture e case in cui svolgere le proprie attività le ha già. Per questo dico che quel progetto e quei finanziamenti vanno bloccati, riconvertiti e destinati ad azioni socialmente più utili per tutti i modenesi”.