Dai dati forniti dalla Regione Emilia-Romagna emerge che l’Azienda Casa dell’Emilia Romagna (ACER) della provincia di Reggio Emilia ha emesso, atti dal 01/01/2009 al 30/09/2001, 585 diffide per il recupero delle morosità (390 relative a cittadini italiani, 3 comunitari e 192 extracomunitari) e 246 pratiche legali (164 relative a cittadini italiani, 1 comunitario e 81 extracomunitari).
A Piacenza sono 31 i cittadini extracomunitari morosi, a Parma 15, Bologna 185, Ferrara 19, Forlì Cesena 16, Ravenna 31 e Rimini, addirittura, 0. E’ Reggio, dunque, ad avere il dato peggiore, nettamente peggiore.
L’ACER è un ente pubblico economico, dotato di responsabilità giuridica e di autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile, opera nell’ambito territoriale provinciale, titolari sono gli enti locali. ACER svolge attività di gestione, manutenzione e qualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. La procedura di recupero crediti, nel reggiano, viene attivata dopo tre mesi di morosità o per un insoluto superiore a 516,46 euro. La pratica d’intimazione di sfratto per morosità si apre con una diffida, in caso di mancato pagamento nei termini prescritti (o del mancato rispetto dell’eventuale rateazione concessa) ACER procede con la richiesta di emissione del decreto Ingiuntivo. Se il debito non viene saldato si inoltra istanza di emissione dell’Atto di Precetto e poi dell’Avviso di Rilascio.
Dai dati regionali è evidente, per la provincia di Reggio Emilia, tra gli inquilini sottoposti a procedure di morosità o di sfratto, un’elevata presenza di cittadini extracomunitari. Notevoli, conseguentemente, sono le spese legali sostenute dall’ente e il recupero del credito non è assicurato.
I Comuni si disperano per i tagli di Tremonti, peraltro esigui, e gestiscono in questo modo il patrimonio abitativo pubblico. Assegnano le case agli extracomunitari che neppure, in elevata percentuale, pagano l’affitto.
Se questo è il modo di amministrare i soldi dei cittadini…
(Fabio Filippi)





