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Castelfranco Emilia: controlli a laboratori cinesi. I carabinieri denunciano due persone

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Continua, con proficui risultati, la stretta collaborazione tra il Comando Provinciale Carabinieri e la Direzione Provinciale del Lavoro di Modena sul fronte del contrasto agli illeciti connessi all’occupazione produttiva. Sono già ventiquattro (su un totale di 28 controlli dall’inizio dell’anno) le ditte cinesi operanti nel settore dei pellami e dell’abbigliamento, controllate e sanzionate pesantemente dall’inizio dell’anno per reiterate infrazioni alla normativa in materia di lavoro e previdenza sociale ed impiego di manodopera clandestina (57 sono i controlli totali effettuati nei vari settori produttivi, di cui 28 hanno interessato ditte cinesi).

In particolare tale fenomeno è stato riscontrato in precedenti controlli nei comuni di Bomporto, Ravarino e Castelfranco Emilia, così come in diverse ditte del carpigiano, prioritariamente preposte al confezionamento di analoghi articoli in pellame.

Ancora ieri i Carabinieri della Stazione di Castelfranco Emilia, unitamente a colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Modena, al termine di accertamenti conseguenti ad un accesso ispettivo effettuato verso la metà del giugno scorso presso una ditta sita via dei Liutai, hanno denunciato a piede libero due persone, responsabili di infrazioni alla disciplina in materia di lavoro e violazione della normativa sull’immigrazione.

In particolare, L.Y., 27enne cinese residente a Castelfranco, titolare della ditta, e P.M., 43enne foggiano residente a Vignola, legale rappresentante di altra ditta operante a Rubiera, il primo in qualità di committente, il secondo quale appaltatore, hanno posto in essere un contratto di appalto non genuino al fine di fornire, senza la prescritta autorizzazione ministeriale, manodopera ad una terza ditta operante nel medesimo settore.

Gli accertamenti e le verifiche svolte consentivano anche di appurare che P.M. impiegava quale operaio un lavoratore extracomunitario sprovvisto di permesso di soggiorno.

Inoltre, nei confronti della ditta legalmente rappresentata da P.M., sono state comminate sanzioni amministrative pecuniarie per oltre 3000 Euro nonchè assoggettate a contribuzione e premi oltre 11.000 Euro di retribuzioni imponibili intenzionalmente evase.