La Modena romana, quella romanica e quella contemporanea sono state al centro delle prove pratiche con cui si sono cimentati, nella mattinata e nel primo pomeriggio di oggi, i 115 ragazzi che partecipano alle Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra. Finalmente i giovani, e tutti i modenesi che hanno seguito con curiosità i team di studenti al lavoro nei diversi punti del centro storico, hanno toccato con mano quel connubio tra Scienze della Terra, Arte e Cultura che è poi il tema della edizione italiana delle IESO (International Earth Science Olimpyad). I marmi del Duomo, ma anche i reperti archeologici della Mutina romana, e perfino i graniti delle colonne degli edifici più recenti sono stati oggetto dei test messi a punto dal Comitato scientifico internazionale. I ragazzi, a giudizio unanime dei docenti e degli osservatori, sono davvero molto preparati e interessati, ma anche le prove messe a punto per l’edizione italiana hanno stupito gli osservatori internazionali per l’approccio innovativo e legato al territorio che soltanto Modena e i suoi specialisti potevano esprimere. I giovani erano divisi in 23 squadre miste: ogni team, infatti, era composto da cinque studenti, tutti di paesi diversi. Diverse le tappe previste per ognuno di loro: tre test erano stati approntati al Planetario di Modena con i giovani ospitati sotto la grande cupola, ma anche sul tetto della struttura a scrutare il sole con i telescopi. Altre prove erano state preparate al Lapidario dei Musei civici, nelle aule del Dipartimento di Scienze della Terra e nelle piazze principali della città. Studenti in via Lanfranco a studiare i vari colori dei marmi della fiancata del Duomo, in piazza Grande tutti attorno alla Preda ringadora a cercare i fossili che vi sono rimasti imprigionati oppure inginocchiati davanti alle colonne del palazzo sede di una Banca cittadina per studiare da vicino il materiale utilizzato nella costruzione. I modenesi passavano, domandavano spiegazioni, guardavano con simpatia questi ragazzi venuti a Modena da tutto il mondo. Grande spiegamento di forze a supporto della manifestazione per il Dipartimento di Scienze della Terra della Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che aveva tutti i propri docenti, tutti gli studenti, i laureandi e i dottorandi, nonché il personale tecnico-amministrativo “sul campo”, in giro per la città, nelle diverse postazioni e sotto i gazebo, per garantire la regolarità e il rispetto dei tempi delle prove a cronometro. La frutta offerta dalla Coldiretti in piazza Mazzini l’unico momento di pausa, particolarmente gradito sotto il sole di questi primi giorni di settembre.
Anche in questo caso, i risultati si conosceranno soltanto al momento della cerimonia finale di premiazione fissata per il pomeriggio di martedì 13 settembre al Forum Monzani.
Nel pomeriggio di oggi i ragazzi sono ospiti di Villa Sorra dove seguiranno una dimostrazione di preparazione di una forma di Parmigiano-Reggiano e potranno visitare i giardini accompagnati da botanici specializzati. Sabato e domenica, invece, saranno in Valle d’Aosta, per una serie di prove pratiche, ancora a squadre, sul territorio alpino denominate ITFI (International team field investigation). Torneranno a Modena soltanto la sera di domenica pronti per il collegamento via skype con il Giappone fissato per la mattinata di lunedì 12 settembre.





