Home Sassuolo Nota di Franco Mannino sulla manovra finanziaria 2010 in materia previdenziale

Nota di Franco Mannino sulla manovra finanziaria 2010 in materia previdenziale

# ora in onda #
...............




‘Giustizia’ ed ‘Uguaglianza’. Se esiste una cosa semplice oggi è dimostrare come il Governo Italiano non tramuta nel concreto rapporto con i cittadini queste due semplici parole tanto amate dal Presidente Pertini. Un ragionamento sul da dove arriva la crisi, chi l’ha provocata e chi la deve pagare ognuno di noi lo deve fare in coscienza.

Tra le tante disposizioni varate dal Governo, una sta passando inosservata ed è tra le più aberranti e inique non solo per la platea che viene colpita, ma anche per la credibilità dello Stato.

Parliamo della legge:

Legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione con modificazioni del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, ed in particolare la circolare Inps 126 del 24/9/2010 relativa alla manovra finanziaria 2010 in materia previdenziale.

Sintetizzando, questa legge punisce tutti coloro che prima del Maggio 2010 hanno lasciato il posto di lavoro con accordi di mobilità e vicini al raggiungimento dei 40 anni di contributi.

Un patto tra Stato e cittadini cambiato unilateralmente, dopo che la parte debole (l’ex lavoratore) ha perso il posto di lavoro.

Gli accordi prevedevano il normale passaggio dalla mobilità alla pensione una volta raggiunti i requisiti con la legge vigente al momento, che di sé prevedeva le varie finestre posticipate, oltre al non mai menzionato limite minimo dei 57 anni in presenza dei 40 anni di contributi.

L a nuova normativa detta parametri che, di fatto, spostano in avanti la data di accesso alla pensione, facendo saltare qualsiasi percorso economico di sopravvivenza programmato, non avendo valutato (si spera in un lapsus) che ad essere colpiti siano cassa integrati, mobilitati ed esodati over 57, impossibilitati a rientrare nel mondo del lavoro.

Un Governo non può utilizzare due pesi e due misure; Da un lato si è reso paladino del non intervenire sui capitali scudati, in ragione dell’impegno preso…dall’altro impone una tassazione alta, impropria anticostituzionale a una fetta di cittadini impossibilitati a difendersi e che nulla rubano alla comunità, pretendendo quanto dovuto da proventi di 40 anni di lavoro dipendente su cui sono sempre stati pagati tasse e contributi.

Nella stessa circolare è chiara ed evidenziata una norma:

4. FONDI SPECIALI DI PREVIDENZA

La nuova disciplina relativa alle decorrenze delle pensioni di vecchiaia e di anzianità, regolata dall’art. 12 delle legge n. 122 e illustrata ai punti 1.1. e 1.2 della presente circolare, trova applicazione anche nei confronti degli iscritti ai Fondi Volo, Dazio, Ferrovie dello Stato ed ai soppressi Fondi Elettrici, Telefonici, Marittimi, Autoferrotranvieri, nonché nei confronti degli iscritti ai Fondi integrativi – Gas, Esattoriali, Porto di Genova e Trieste – in quanto assicurati nell’AGO .

L’unica eccezione riguarda gli iscritti al Fondo di previdenza del Clero e dei Ministri di culto delle Confessioni religiose diverse dalla cattolica; la norma in argomento ha infatti come destinatari i lavori dipendenti e autonomi e le funzioni svolte dagli iscritti a tale fondo non appaiono riconducibili a nessuna delle due categorie.

Analoga deroga era già stata prevista nella circolare n. 60 del 15 maggio 2008 e pertanto gli iscritti al fondo Clero continueranno ad accedere al pensionamento dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti.

E’ vero che il Clero ha come limite minimo di età il raggiungimento dei 65 anni…..ma è anche vero che si accede con almeno 10 anni di contribuzione e che il Fondo è palesemente deficitario.

Altra nota dolente è il silenzio delle Associazione Sindacali e il palese controsenso dei patronati che senza documentazione del Ministero o Circolari dell’INPS compilano le domande di pensione puntualmente respinte.

Riassumendo, oltre alle aspettative deluse ne deriva un danno economico molto alto che si aggiunge al malessere già esistente, se queste valutazioni non sono e non saranno sanate, tenendo presente che interessano oltre 45mila persone e relativo carico famigliare non ci sarà da meravigliarsi se ci scappa il morto.

(Franco Mannino)