“Nessuna voglia di partecipare ad una mera conta congressuale caratterizzata da un’assoluta mancanza di contenuti e di confronto politico. Nessun interesse a portare a casa poltrone più o meno comode.
Mancata chiarezza sia sulla reale dimensione di un confermato tentativo di infiltrazione di esponenti legati a vario titolo ad organizzazioni che non dovrebbero trovare posto all’interno di un partito, sia sull’esito delle verifiche svolte.
Un PdL in crisi avrebbe avuto bisogno di un nuovo corso, basato sull’unità per tentare di superare il proprio grave deficit di credibilità. Si è voluto andare a tutti i costi ad un congresso di scontro che non porterebbe da nessuna parte. Per questo abbiamo deciso di non prestarci a quello che sarebbe diventato un triste e deprimente spettacolo congressuale, fatto di accuse e controaccuse che non interessano a nessuno. Pensiamo che la politica sia davvero un’altra cosa. Lasciamo quindi serenamente tutti i posti a Samorì e Giovanardi e ritiriamo la nostra lista congressuale. Continueremo a fare politica nel Pdl, ma preferiamo stare in mezzo alla gente e non alle truppe cammellate”.
Sono queste alcune delle motivazioni esposte in conferenza stampa dai 15 componenti della lista ‘La forza della Libertà’, capitanata dall’Assessore comunale del PDL a Sassuolo Claudia Severi e dall’Assessore di Frassinoro Fabio Mucci, sostenuti dal Vicepresidente dei Deputati del PDL, Onorevole Isabella Bertolini, dal Consigliere regionale Andrea Leoni e dal Capogruppo in Provincia Dante Mazzi.
“E’ una decisione tanto forte quanto pienamente condivisa da tutti i candidati in lista e presa alla luce delle richieste di tanti iscritti che ci hanno interpellato. Questa è l’unica soluzione forte per far capire ai nostri elettori che i principi di trasparenza, legalità e rispetto, che sono sempre stati alla base del nostro agire politico, rappresentano valori non negoziabili e tanto meno calpestabili dalla corsa alla poltrona di Coordinatore provinciale. Il nostro non è un ritiro, ma una forte affermazione di principio tesa a fare capire che il futuro del PdL ed i valori che ne stanno alla base sono più importanti degli interessi e delle ambizioni personali delle persone che saranno chiamate a dirigerlo.
In onore dei valori in cui crediamo e nel rispetto degli elettori e del lavoro che come esponenti del PdL continueremo a svolgere fuori e dentro le Istituzioni, abbiamo deciso di non renderci complici di un voluto gioco al massacro, che ha avrà il solo effetto di dilaniare il partito. Siamo molto critici su tante cose che non vanno all’interno del Pdl, ma riteniamo che la scelta di oggi sia il miglior modo per non alimentare la strada della divisione a tutti i costi”.





