Home Politica Centro pasti Sassuolo, Pd: “La Giunta rompe e i cocci sono nostri”

Centro pasti Sassuolo, Pd: “La Giunta rompe e i cocci sono nostri”

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«La macchina propagandistica del centrodestra sassolese, prova a spostare l’attenzione su progetti fantasiosi e poco razionali, per non dovere parlare di quanto sta accadendo per il centro pasti a Braida. Una storia che lascia l’amaro in bocca, dove Giunta e cittadini non si sono mai trovati d’accordo su nulla: in quella zona servono strutture per i servizi, centri di quartiere, scuole, non una nuova entità produttiva. Quando tutto sembrava finito, ecco che arriva un colpo di scena: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di CIR. Praticamente la Giunta, per quasi due anni, ha raccontato una favola, dove si parlava di infallibilità amministrativa, di perfezione formale, di ruspe che sarebbero partite in orario. Una favola, per bella che sia, è diversa dalla realtà e il risveglio a volte può essere drammatico. La sentenza del 17 di aprile, stabilisce una verità scomoda: la Giunta ha proceduto ad assegnare il bando sulla realizzazione del centro pasti in modo illegittimo, permettendo l’accesso ad una ditta concorrente, MARKAS, che era da ritenersi inammissibile. Mancava, infatti, alla scadenza dei termini, parte della documentazione necessaria, integrata successivamente con il “dubbio” beneplacito della Giunta. Ovviamente questa decisione ha comportato il ricorso dell’altra ditta concorrente, CIR. Ora, la Corte ha revocato in modo definitivo e inappellabile la concessione con sentenza definitiva. La Giunta, senza attendere la fine dei ricorsi, si è imposta alla cittadinanza, iniziando un braccio di ferro con i residenti , che ha comportato ritardi, manifestazioni, oltre che l’aggravio di numerose spese legali. L’amministrazione ora si trova davanti ad una situazione non solo imbarazzante, ma potenzialmente, e soprattutto economicamente, letale: il sindaco Caselli prova a fare professione di fede, ma la situazione non è assolutamente tranquilla. La data della sentenza, stabilita per il 26 giugno, è in realtà l’appuntamento per decidere l’entità del risarcimento danni da riconoscere a CIR, a cui si aggiungeranno le spese legali sostenute: un imponente, ed imprevisto, esborso, con le difficoltà di bilancio che tutti conosciamo. Se aggiungiamo l’inutilità della struttura, la cui prosecuzione è ora in forte dubbio, pensiamo sia giusto “donare” alla città questo fabbricato, magari sotto forma di centro per il quartiere, sede per associazioni o altro. È chiaro comunque come la superficialità di questa Giunta sia venuta a costare caro, soprattutto in termini economici, a tutta la cittadinanza».