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Casa della Salute, l’assessore regionale risponde a Costi e Vecchi (PD) per Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Bomporto

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La sollecitazione dei consiglieri regionali del Pd Palma Costi e Luciano Vecchi in tema di progettazione/realizzazione delle “Case della salute” in territorio modenese ha avuto risposta. L’assessore alle Politiche per la Salute, Carlo Lusenti, ha scritto ai due consiglieri regionali che lo avevano sollecitato a fare il punto sulla realizzazione delle Case della Salute. Nell’Interrogazione Costi e Vecchi chiedevano in particolare di sapere «tempi e contenuti della progettazione della “Casa della salute” di medio/grande dimensione sulla Città di Castelfranco e di dimensioni piccole a Bomporto , e della Casa della Salute a Finale Emilia».

«Nella risposta giunta dall’Assessore Lusenti abbiamo avuto conferma del rispetto della tempistica prevista nel Pal 2011-2013, che prevede entro il 2013 la realizzazione della Casa della Salute a Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Bomporto – dichiarano i consiglieri modenesi del PD Costi e Vecchi – e vengono confermati anche i finanziamenti previsti. In particolare emerge come a Finale Emilia siano in fase di definizione del progetto e come a Castelfranco Emilia le direzioni di Distretto e di Presidio Ospedaliero abbiano formulato alcune ipotesi sulla collocazione delle attività territoriali e ospedaliere e di razionalizzazione degli spazi». «Per quando riguarda Bomporto la progettazione promossa dai quattro comuni interessati (Bomporto, Bastiglia, Ravarino e Nonantola)” – si legge nella lettera dell’assessorato – potrà avere un avvio , per quanto attiene alcune attività , anche in anticipo rispetto la data prevista dal Piano Attuativo Locale (2013)».

«Riteniamo molto positivo l’impegno della Regione nella realizzazione delle Case della Salute, che devono rappresentare il punto di riferimento certo, diffuso in modo omogeneo in tutto il territorio regionale, al quale ci si possa rivolgere in ogni momento della giornata – affermano i consiglieri modenesi – Le case della salute devono essere chiaramente luoghi riconoscibili dove collocare i servizi che devono lavorare e collaborare in modo integrato coinvolgendo medici di medicina generale, medici di continuità assistenziale, ipediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, ostetriche e assistenti sociali che operano nel territorio e hanno il compito di assicurare la continuità assistenziale con tutti gli altri punti della rete sanitaria e definiscono percorsi e presa in carico dei pazienti clinici».