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La Regina delle Dolomiti dona alla popolazione di Mirandola il Pala Cortina, luogo simbolo dei suoi appuntamenti estivi

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Cortina d’Ampezzo si rivolge alle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal sisma con un aiuto concreto: il Pala Cortina, la grande tensostruttura che per anni è stata il baricentro degli eventi culturali della valle ampezzana, è pronto a partire alla volta di Mirandola. Un segno tangibile che getta le basi per un gemellaggio più profondo.

«La Regina delle Dolomiti – dichiara il sindaco di Cortina Andrea Franceschi – ha sempre intrattenuto un rapporto speciale con questa terra». Gli emiliani sono stati, negli anni, assidui frequentatori della valle ampezzana, confermando l’Emilia Romagna tra le prime regioni per afflusso turistico a Cortina.

«Ora che sono proprio gli emiliani ad aver bisogno del nostro aiuto, è giunto il momento di rinnovare il legame d’amicizia che ci unisce e trovare soluzioni immediate per aiutare questa popolazione».

Ecco quindi che il luogo simbolo dell’estate ampezzana – una struttura a tenda grande 800 metri quadrati e capace di ospitare 500 persone – verrà smontato giovedì 26 luglio e riallestito a Mirandola entro settembre interamente a spese del comune montano.

Questo sarà solo il primo passo di un percorso più consistente che Cortina sta costruendo per permettere alle popolazioni terremotate di superare il trauma del sisma e rilanciare il proprio territorio e le sue attività. Già si parla, infatti, di organizzare speciali appuntamenti firmati Cortina-Mirandola, per creare nuove occasioni di aggregazione e intrattenimento.

Quel che è certo, assicura Franceschi, è che: «Cortina d’Ampezzo può disporre di un grandissimo patrimonio di visibilità. Un patrimonio che è pronta a condividere con chi ne ha più bisogno». Il dono è la forma di investimento più proficua che una comunità possa fare, e questo, conclude il sindaco: «è solo il primo anello di una catena di solidarietà che Cortina d’Ampezzo vuole iniziare a stendere mettendo a disposizione una prestigiosa vetrine del Paese per le sue cause migliori».