Le forti oscillazioni dei mercati borsistici che hanno segnato gli scenari macro economici degli ultimi giorni sono gli aspetti sui quali si è concentrata l’attenzione della Filiale di Modena di Poste Italiane. Fattori che stanno richiamando la clientela verso forme di risparmio postale, ancora una volta considerate un “porto sicuro”. Tra i tanti prodotti, il più richiesto è sempre il Buono Fruttifero Postale, con un trend fortemente positivo nella provincia modenese.
«I successi del Buono Postale e del Libretto nella nostra provincia – spiega la responsabile provinciale Patrizia Zagnoli – sono dovuti soprattutto alla loro natura di investimenti sicuri e garantiti dallo Stato italiano. Garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e gli interessi maturati. Possono essere sottoscritti e rimborsati in tutti gli uffici postali, senza alcuna commissione o spesa, eccetto quelle di natura fiscale».
Sul versante dei libretti postali, quelli intestati a risparmiatori del Modenese sono oltre 155.000. Grazie all’introduzione della Librettopostale Card e, come per il conto Bancoposta, di un’assicurazione gratuita contro i furti, si registra anche un aumento degli accrediti delle pensioni. Ogni mese sono oltre 46.000 i pensionati che ritirano il vitalizio negli uffici postali della provincia di Modena.
L’analisi si è concentrata anche sugli altri target, in particolare su PosteVita, da cui è emerso che i giovani modenesi pensano alla propria previdenza integrativa. L’età media di ingresso è di 37 anni, mentre il premio annuo versato si aggira intorno ai mille euro. La punta più alta è quella dei 40enni, con il 27,9% di adesioni mentre il 2,8% è rappresentato dai 35enni. Tra i 36 ed i 39 anni si raggruppa il 69,3% degli iscritti a Postaprevidenza Valore, il fondo individuale pensionistico di Poste Vita, la compagnia assicurativa vita del Gruppo Poste italiane.
«Investire – ha sottolineato Zagnoli – è una soluzione molto importante per chi vuole destinare parte del proprio capitale alla propria previdenza, specialmente per quella fascia di occupati tra i 31 ed i 50 anni che nella provincia di Modena rappresentano il 59% della popolazione attiva».





