Home Bassa modenese I risultati finali del 10° censimento FAI “I luoghi del Cuore”

I risultati finali del 10° censimento FAI “I luoghi del Cuore”

Era il 6 maggio 2020 quando, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il FAI – Fondo Ambiente Italiano dava il via con grande passione civile alla decima edizione de “I Luoghi del Cuore”, promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’invito rivolto agli italiani, potente e di notevole impatto emotivo, era quello di esprimere l’amore per il proprio Paese in un momento di così grande difficoltà, votando i luoghi a loro più cari, quelli di cui avevano sentito fortemente la mancanza nei giorni passati giocoforza chiusi in casa e a cui avrebbero voluto assicurare, grazie a questo censimento, tutela e valorizzazione.

E la risposta a questa esortazione è stata davvero eccezionale: i voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia (l’82,3% del totale).

Tra i primi 100 classificati, quattro luoghi sono in Emilia Romagna: Villa Levi, Reggio Emilia – 36° posto in classifica nazionale; il Giardino degli Angeli, Castel San Pietro Terme (BO) – 47° posto in classifica nazionale;  Rocca Pallavicino Casali, Monticelli d’Ongina (PC) – 98° posto in classifica nazionale e la Chiesa del Carmine, Medicina (BO) – 100° posto in classifica nazionale. Appena sotto quota 100 (al 139° posto) troviamo Portovecchio – Zona Militare, Mirandola (MO) seguito da altri quattro luoghi in provincia di Bologna.

Villa Levi, Reggio Emilia
Nata attorno alla prima metà del 1600 ma significativamente rimaneggiata tra il 1790 e il 1810 su commissione dei Besenzi, i primi proprietari. Fu l’architetto Domenico Marchelli (1785-1839) a occuparsi della ristrutturazione, introducendo il timpano che sopravanza leggermente l’edificio; è riferibile allo stesso anche la sistemazione del vasto giardino all’italiana e la realizzazione dei due edifici di servizio. Negli anni ’30 del 1800 è l’architetto Luigi Poletti (1792-1869) ad aggiungere la cupola sorretta da un colonnato circolare gigante e a lavorare al “nuovo” prospetto sud, con la creazione di un pronao colonnato e di scalinata monumentale. La villa oggi ha un’impronta che rimanda alle influenze palladiane. Passò alla famiglia Levi nel 1874; all’inizio del ‘900 sono riferibili le decorazioni interne in stile liberty. Nel 1971 divenne proprietà dell’Università di Bologna, che la destinò a sede del corso di Scienze della Produzione Animale. Dal 2011 l’Università ha chiuso i corsi della sede di villa Levi, mettendo in vendita la proprietà. L’associazione Coviolo ha promosso la raccolta voti per fermare la condizione di degrado in cui si trova la villa. Un primo spiraglio di luce sembra già essere apparso: il Comune ha infatti iniziato a trattarne l’acquisto anche a seguito della mobilitazione registrata per il censimento “I Luoghi del Cuore”.

Giardino degli Angeli, Castel San Pietro Terme (BO)
Il Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme è un parco urbano ricco di fiori e piante, realizzato in memoria di Sara, scomparsa nel 2006 all’età di 14 anni. È nato per essere un luogo di pace e tranquillità, un’oasi di bellezza e serenità per distaccarsi dallo scorrere quotidiano del tempo. Le varie ambientazioni, con aiuole, specchi d’acqua, alberi e composizioni di sassi, rappresentano una sintesi della vita di Sara. Nel giardino, dal nome emblematico, si trovano tulipani, ibiscus, iris, ma anche salici, platani, frassini e un laghetto di ninfee. Curato da un’associazione di volontari e sede di eventi grazie al sostegno del Comune e di numerosi sponsor, il giardino è accessibile liberamente e gratuitamente. Il comitato “Gli Amici del Giardino degli Angeli” ha partecipato al censimento del FAI per farlo scoprire da sempre più persone.

Rocca Pallavicino Casali, Monticelli d’Ongina (PC)

La Rocca Pallavicino Casali, imponente edificio di difesa edificato su una preesistente struttura del XIII secolo, venne fatta realizzare per volontà di Rolando Magnifico Pallavicino, signore di Monticelli, agli inizi del XV secolo. È stata definita “una delle più imponenti opere difensive di pianura esistenti nel piacentino” ed è da sempre riconosciuta come simbolo della comunità monticellese. Attualmente versa in uno stato di degrado e presenta importanti problemi di staticità che non ne rendono possibile la piena fruibilità. Il comitato “Salviamo la Rocca Pallavicino Casali”, composto da volontari del FAI locale, attraverso la partecipazione al censimento “I Luoghi del Cuore”, ha avviato una campagna di valorizzazione del proprio territorio partendo dalla promozione del grande valore identitario della Rocca.

Chiesa del Carmine, Medicina (BO)
I padri Carmelitani iniziarono la costruzione della nuova chiesa nel 1696 su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Torri (1655-1713). L’edificio, con pianta a croce latina, si impone per la maestosa elevazione. All’interno si trovano stucchi, statue e pregevoli quadri del Settecento bolognese. La sagrestia è un gioiello per la ricchezza dei quadri e degli arredi. Adibita al culto fino agli anni Venti, una volta sconsacrata fu prima deposito militare dell’esercito italiano poi occupata dai tedeschi. Dal dopoguerra ai primi anni Cinquanta la Curia l’affittò alla Cooperativa falegnami di Medicina. Oggi il bene è di proprietà della Parrocchia, ma utilizzato da Comune e Pro loco per organizzare mostre, concerti ed eventi. Danneggiata dagli eventi sismici del 2012, è ora in corso una prima fase di recupero della sagrestia. Molti sono gli interventi ancora necessari e il comitato “Per il Carmine di Medicina” che ne ha promosso la raccolta voti al censimento auspica che si possa proseguire questo percorso di recupero del bene.

Portovecchio – Zona Militare, Mirandola (MO)
Il palazzo ha ospitato il fulcro del Comando Militare del V Centro Allevamento Quadrupedi dal 1883 al 1954, in continuità con la secolare tradizione locale dell’allevamento di cavalli di razza allo stato semibrado. È situato all’interno di una vasta area di 1.500 ettari che nei secoli precedenti appartenne alla famiglia Pico della Mirandola, poi al Ducato estense e infine allo Stato italiano. La foresteria, il magazzino dei cereali, le tettoie e gli edifici di servizio sono straordinari manufatti edilizi unici nel loro genere e rappresentano la memoria storica del luogo che merita di essere conosciuta e preservata. Il sisma del 2012 e la seguente tromba d’aria del 2013 hanno creato ingenti danni alle strutture già in stato precario. Attualmente il sito è inaccessibile al pubblico. Il Comitato “Salviamo Portovecchio” è formato da numerose associazioni locali e dai cittadini che desiderano evitare che il Palazzo di Portovecchio e gli edifici di maggiore pregio presenti nell’area vadano persi per sempre.