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Prosegue a Formigine il progetto del “Dopo di Noi”

Prosegue a Formigine il progetto del “Dopo di Noi”Le ex scuole Carducci non presentano “requisiti di interesse culturale”. A comunicarlo ufficialmente e definitivamente al Comune di Formigine è stata la Commissione regionale per il Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, visto il parere di competenza espresso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Può quindi proseguire un importante progetto di riqualificazione che riguarda una vasta area adiacente il centro storico. Infatti, è già stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la nuova convenzione con l’associazione Rock No War! che amplia l’intervento sociale riguardante la struttura del “Dopo di Noi”, con interventi  anche sul Parco delle Tre Fontane e sulla Torre dell’Acquedotto.

“Come abbiamo sempre sostenuto – afferma il Sindaco Maria Costi – il fabbricato delle ex scuole Carducci non presenta requisiti di interesse culturale. Siamo felici si possa proseguire con l’iter progettuale e il fundraising, in cui saranno coinvolte le forze istituzionali, sociali ed economiche del territorio. Si tratta di un percorso a forte valenza solidale, in grado di conciliare il recupero di una parte di centro storico, con la riapertura ai cittadini di un’area oggi del tutto inaccessibile, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030. A Rock No War! e al suo presidente Giorgio Amadessi dobbiamo grande riconoscenza per averci dato un obiettivo ambizioso ed entusiasmante capace di saldare la comunità”.

Il progetto prevede la realizzazione di un fabbricato destinato alle unità abitative per disabili con 12 posti letto, ovvero prevalentemente per persone fragili che potranno quindi trovare nuovi spazi di vita e comunità anche quando le loro reti familiari cesseranno di proteggerli.

Prevista anche la realizzazione di un fabbricato destinato ad autorimessa e ambulatorio medico, con punto ristoro e dispensa, veranda all’aperto, ma soprattutto la realizzazione sul lato ovest di spazi destinati a funzioni residenziali collettive di tipo sociale (co-housing) per una utenza prevista di circa 38 persone.