Le riflessioni dei sindaci Mezzetti e Mesini a proposito della ferrovia Modena-Sassuolo rappresentano una risposta positiva a uno dei quesiti sollevati da Legambiente nel corso del 2025, in particolare in merito all’evoluzione del sistema del Trasporto Pubblico Locale per la provincia di Modena.
“A fronte di diverse ipotesi avanzate, l’attenzione delle Amministrazioni comunali è essenziale per favorire un più ampio dibattito sulle trasformazioni più opportune al sistema del TPL modenese e non solo”, commentano positivamente i circoli di Legambiente Modena, Legambiente Formigine e Legambiente Comuni Pedemontani Modenesi. “L’obiettivo degli enti locali deve essere quello di trovare le soluzioni migliori per ridurre il trasporto privato attraverso una maggiore attrattività di quello pubblico: questo processo deve essere favorito sia attraverso politiche tariffarie convenienti, sia con scelte attrattive in termini di infrastrutture e modalità del servizio”.
Storicamente, la ferrovia Modena-Sassuolo è stata oggetto di numerosi attacchi e critiche. Si tratta però di una tratta ferroviaria locale ancora in attività e strategica per il collegamento di Modena con il distretto ceramico. “A fronte di un sistema di ferrovie locali che si è andato rarefacendo, si tratta di un’infrastruttura di indubbio valore in un’epoca in cui le principali città stanno investendo sempre di più sul trasporto pubblico su ferro, capace di coniugare l’assenza di emissioni inquinanti con una maggiore rapidità del servizio”, fa notare l’associazione.
Proprio per ottimizzarne il funzionamento, negli ultimi anni sono state diverse le ipotesi di trasformazione (sviluppate in particolare dall’Agenzia per la Mobilità per conto del Comune di Modena e dalla Regione) portate all’attenzione dei decisori pubblici finalizzate a minimizzare l’impatto delle criticità riscontrate sulla linea, senza per questo perderne le caratteristiche fondamentali.
“Se da un lato è assurdo pensare che l’eliminazione delle rotaie possa produrre benefici, in un momento storico in cui le Amministrazioni locali lamentano la carenza di infrastrutture ferroviarie extraurbane e al contempo investono su linee urbane tranviarie, dall’altro è evidente che siano necessari investimenti per ottenere una maggiore capillarità del servizio e una frequenza più elevata”, sottolinea Legambiente.
“A questo punto sollecitiamo le Amministrazioni comunali ad individuare una soluzione di sviluppo che garantisca un potenziamento del servizio ferroviario tra Modena e il Distretto Ceramico”, conclude l’associazione. “Oltre a questo, occorre recuperare le proposte sul collegamento delle stazioni ferroviarie di Sassuolo e contestualmente potenziare il collegamento con Reggio Emilia, anche attraverso la realizzazione della ferrovia merci Dinazzano-Marzaglia. Occorre infine un confronto pubblico sulla revisione dell’attuale sistema del TPL sia a scala urbana che provinciale, come previsto dai PUMS dei comuni di Modena, Carpi e del Distretto Ceramico e sollecitato dall’ordine del giorno approvato in primavera dal Consiglio provinciale per la definizione dei contenuti della nuova gara per l’affidamento del servizio: su questi aspetti ribadiamo la nostra disponibilità a portare proposte e al confronto con i decisori per trovare le soluzioni migliori per il territorio”.