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Contrasto alle emissioni odorigene: i Comuni di Formigine e Sassuolo siglano un accordo con le aziende ceramiche

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Contrasto alle emissioni odorigene: i Comuni di Formigine e Sassuolo siglano un accordo con le aziende ceramicheÈ stato firmato per la prima volta un Accordo volontario a contrasto delle emissioni odorigene promosso dalle Amministrazioni comunali di Formigine e Sassuolo con le aziende ceramiche del comparto Casiglie: Granitifiandre, Fincibec, Marazzi Group e Sichenia.

La firma, da parte dei Sindaci Elisa Parenti, Matteo Mesini e dei rappresentanti delle aziende ceramiche aderenti, deriva da un percorso di collaborazione con l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell´Emilia-Romagna (Arpae) e l’Azienda Usl. In questi anni, le rilevazioni svolte ai camini delle ceramiche sia da Arpae che dalle aziende nel corso rispettivamente delle verifiche a campione e degli autocontrolli previsti dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali hanno evidenziato la conformità ai limiti normativi; inoltre, i dati ad oggi disponibili, relativi a situazioni analoghe, non consentono di documentare correlazioni, scientificamente supportate, tra le emissioni odorigene e possibili effetti sanitari per la popolazione residente. Ciononostante l’intesa nasce per dare una risposta concreta ai cittadini delle frazioni di Corlo, di Magreta e della zona Casiglie che segnalano la presenza di odori sgradevoli.

Le emissioni odorigene sono presumibilmente riconducibili ai camini di aspirazione dei forni ceramici, da quando è stata introdotta la tecnologia di stampa digitale; gli odori sgradevoli potrebbero infatti essere legati all’applicazione di inchiostri, colle, glossy che, in fase di cottura, danno origine a sostanze organiche con una bassa soglia olfattiva, non abbattute dai normali sistemi di filtrazione.

L’obiettivo generale dell’accordo è quello di incentivare le imprese del territorio a perseguire un continuo miglioramento delle prestazioni ambientali e ad intervenire sui propri impatti, diretti e indiretti, in modo da contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e in generale della qualità ambientale e di vita dell’area in cui sono insediate e nelle zone di ricaduta delle rispettive emissioni.

Nello specifico, le aziende ceramiche si impegnano ad applicare al proprio ciclo produttivo “best practices”, tra cui quelle di verificare la possibilità di utilizzo di inchiostri e colle a minor impatto odorigeno e di ricorrere a possibili interventi di resettaggio dei cicli di cottura e della gestione delle temperature dei fumi per ottimizzare la combustione delle sostanze organiche. Durante il  primo anno, verranno inoltre eseguiti approfondimenti analitici sulle emissioni dei camini, a frequenza trimestrale, relativamente alle  sostanze organiche volatili e alle aldeidi; verranno inoltre rilevate le concentrazioni di acido cloridrico (HCl) e di odore, con trasmissione dei dati ai Comuni e agli enti di controllo. Viene istituito un Tavolo permanente composto dai Comuni, le aziende ceramiche, Arpae, AUSL e Confindustria Ceramica per valutare periodicamente i dati analitici e l’efficacia delle soluzioni adottate.

“La presenza di odori, seppur non costante, impatta sul benessere dei nostri cittadini” dichiarano i Sindaci Parenti e Mesini. “Con questo accordo non ci limitiamo a verificare il rispetto dei limiti, ma stimoliamo il comparto produttivo verso un miglioramento continuo e l’adozione di tecnologie all’avanguardia per minimizzare il disagio”.

“Le imprese ceramiche – continua Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica – hanno sempre accompagnato la loro innovazione tecnologica alla massima attenzione verso la sostenibilità e il territorio. L’introduzione della stampa digitale ha ridotto la produzione di rifiuti, l’uso di acqua e migliorato l’ambiente di lavoro. Con lo stesso approccio responsabile e condiviso, che vuole coniugare tutela dell’ambiente, benessere dei cittadini e libertà di iniziativa delle imprese, si vogliono ora gestire i circoscritti episodi di disagio olfattivo assumendosi impegni gestionali e sperimentali ulteriori rispetto alla conformità normativa, in un costante dialogo con le istituzioni territoriali che per il distretto rappresenta un sicuro valore”.

L’accordo avrà una durata di tre anni e rappresenta un modello di coordinamento tra istituzioni e attività produttive per la risoluzione di criticità ambientali complesse.