Questa mattina il Sindaco ha incontrato i parroci, insieme ai loro tecnici e commercialisti, per affrontare in modo chiaro e trasparente il tema delle contestazioni IMU che coinvolgono alcune parrocchie e realtà associative del territorio. L’incontro si è svolto su iniziativa del Sindaco e nei prossimi giorni proseguirà il confronto anche con gli altri enti non commerciali interessati.
“Mi preme fare chiarezza fin da subito – dichiara il Sindaco – il Comune non intende fare cassa su parrocchie ed enti non commerciali; così come è doveroso chiarire che i tributi dovuti risalgono al 2020 e non sono mai stati “creati” o previsti oggi a bilancio, come qualche ricostruzione fantasiosa – dovuta ad una scarsa conoscenza dei fatti – ha voluto insinuare. La situazione è resa più complessa dal fatto che, in alcuni casi, sono emerse scoperte anche su annualità successive”.
L’incontro è stato definito positivo e il Sindaco ha dato mandato agli uffici tecnici di verificare tutte le possibili soluzioni consentite dalla legge per garantire le esenzioni IMU sulle attività non commerciali, nei casi in cui non sia stata presentata la relativa dichiarazione di esenzione.
L’IMU è un tributo disciplinato esclusivamente da norme statali. Il Comune non decide se farla pagare o meno ad un privato: è tenuto ad applicare la legge. Non esiste alcuna possibilità per un Sindaco o per una Giunta di “disapplicare” una norma nazionale o di cancellare un’imposta dovuta. I margini di intervento dell’ente locale riguardano esclusivamente aspetti regolamentari consentiti dalla legge, come le aliquote per categoria di fabbricati, le modalità di pagamento o le rateizzazioni, ma non l’obbligo tributario.
Oggi l’elemento centrale riguarda gli obblighi dichiarativi. La normativa prevede che siano presentate apposite dichiarazioni IMU per attestare le condizioni di esenzione. Negli anni successivi al 2020 molte parrocchie hanno correttamente presentato tali dichiarazioni; altre, invece, non lo hanno mai fatto, venendo così meno ai requisiti necessari per il riconoscimento dell’esenzione prevista dalla legge.
La questione poi riguarda l’uso effettivo degli immobili. La legge nazionale prevede l’esenzione IMU solo per gli immobili utilizzati esclusivamente per attività non commerciali: culto, catechesi, attività caritative gratuite, oratori gestiti senza finalità economiche. Al contrario, sono soggetti a IMU – totalmente o per singole porzioni – gli immobili o gli spazi utilizzati per attività a carattere commerciale o produttivo di reddito, come affitti, bar aperti al pubblico, foresterie gestite come attività economica, negozi o appartamenti locati.
Il Comune, in questi casi, non fa altro che applicare le Leggi dello Stato su ciò che è soggetto o meno a IMU. Qualora venga richiesta una verifica, è normale – ed è buona prassi amministrativa – estendere i controlli anche ad altre realtà con disciplina analoga, come associazioni ed enti non commerciali, per garantire equità di trattamento ed evitare disparità o rilievi da parte degli organi di controllo.
“L’Amministrazione comunale – conclude il Sindaco – è consapevole della complessità della materia e dell’importanza del dialogo. Per questo il confronto avviato oggi rappresenta un primo passo per affrontare la questione con serietà, correttezza e spirito collaborativo, nel rispetto della legge e delle diverse realtà coinvolte”.




