“Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna hanno inviato ieri un sollecito urgente a tutti gli enti soci e proprietari di Seta spa per chiedere risposte urgenti e l’apertura di un confronto sulle risorse per l’ipotesi di accordo unico per i lavoratori e le lavoratrici di Seta spa.
Il 7 novembre scorso infatti le Organizzazioni sindacali avevano raggiunto un accordo sulla parte economica del Contratto Integrativo Unico per i lavoratori di Seta. Un accordo assolutamente in linea con i dettami del piano di rilancio presentato dalla stessa SETA agli enti soci il 7 febbraio 2025.
Come risulta ogni giorno sempre più evidente dal forte dibattito mediatico e dalle numerose problematiche, sia economiche, che di qualità del servizio nonché di sicurezza che i lavoratori e le lavoratrici del trasporto pubblico locale stanno vivendo da troppo tempo e che quotidianamente popolano le pagine della stampa, tale accordo rappresenta una fondamentale risposta per restituire dignità agli operatori del settore e dare loro certezze di diritto.
Il 25 novembre scorso, dopo la presentazione nelle assemblee sindacali, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna scrivevano pertanto agli Enti soci, per aprire la discussione sulle risorse, certi di avere un immediato riscontro dalle proprietà, anche in virtù dell’intenso dibattito svolto su tutti i giornali a vario livello.
Da allora invece solo un assordante silenzio.
Certo non si è fermato il tam tam mediatico sulle vicende della Seta futura, anche in seno alle discussioni sulla futura azienda unica, ma assolutamente non è pervenuta ai sindacati alcuna risposta degna di questo nome rispetto alle proposte per il Contratto Unico per i lavoratori.
Dunque la domanda nasce spontanea: cosa interessa davvero alla proprietà di Seta? Gli interessa il futuro dell’azienda, il benessere dei lavoratori e la qualità del servizio? O è solo questione di un posto in più o in meno nel futuro assetto dell’azienda unica?
A Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna interessano il bene dei lavoratori e delle lavoratrici, i loro diritti ad un salario dignitoso e ad un lavoro di qualità e in sicurezza; interessa la garanzia di un servizio pubblico essenziale per i cittadini (oggi fortemente a rischio per l’assenza di personale dovuta anche alle carenti condizioni economiche e dal taglio al fondo nazionale del settore). Il Contratto Unico è la risposta.
Oltre tre mesi sono ormai trascorsi dall’intesa economica trovata con la direzione aziendale (è in discussione in questa fase l’aggiornamento della parte normativa). Non si può attendere oltre. La proprietà deve parlare e aprire un tavolo di confronto al fine di definire le risorse per la salvaguardia del servizio di trasporto pubblico locale che Seta svolge su Modena, Reggio Emilia e Piacenza.
Se veramente la proprietà vuole attribuirsi il controllo pubblico ed esercitarlo correttamente, come anche indicato recentemente dalla Corte dei Conti, non può poi fare finta di non doversi assumere di conseguenza gli oneri che ciò comporta, ovvero retribuire correttamente le persone che quel servizio svolgono e permettere loro di operare con la massima sicurezza e la migliore qualità del lavoro possibile.
Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna sono certe che il grido di dolore del settore non rimarrà inascoltato, ma in caso di ulteriori silenzi non potranno che prendere atto dei fatti e mettere in atto ogni azione utile a dare le risposte dovute ai lavoratori e alle lavoratrici”.
(Segreterie Regionali Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti Uil Faisa Cisal Ugl Autoferro)





