Secondo i più recenti dati Inail, nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro in Emilia-Romagna sono state 76.818, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2024, pari a 950 casi in più.
Sul piano territoriale, le province in cui si è registrato un aumento sono quelle di Forlì-Cesena (+6,1% e 7.236 denunce), Bologna (+2,00% e 16.877 denunce), Ravenna (+2% e 7.155 denunce,) Ferrara (+1,7% e 4.242 casi), Modena (+1,4% e 14.823 casi), mentre risultano in controtendenza Parma (-1,6% e 7.605 denunce) e Piacenza (-1,2% e 4.413 denunce); stabili Reggio nell’Emilia (9.277) e Rimini (5.190).
Pur trattandosi di aumenti percentuali in prevalenza contenuti e inferiori alle cifre regionali e provinciali di infortuni del 2019 (84.941 denunce a livello regionale) e con un numero di occupati attuali superiore, continuano a persistere settori a rischio elevato (pur se si nota un miglioramento nel settore dell’agricoltura), rimangono pressoché stabili gli infortuni gravi, aumentano gli infortuni in itinere (+10%, da 11.127 nel 2024 a 12.245 nel 2025).
Ma soprattutto, drammaticamente, si continua a morire sul lavoro: 92 le vittime nel 2025, 96 nel 2024.
Le denunce di malattie professionali, infine, sono aumentate del 7,5%, da 7.543 nel 2024 a 8.106 nel 2025: al primo posto con oltre il 70% del totale troviamo le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguono le malattie del sistema nervoso e l’ipoacusia da rumore. Questo aumento ci ricorda la necessità di rafforzare l’impegno di prevenzione in tema di malattie professionali, ma anche lavorare sulle difficoltà di individuazione e accertamento del nesso causale e le “sotto denunce”. Un numero più elevato può quindi riflettere anche l’emersione di casi prima invisibili, attraverso una maggiore consapevolezza di lavoratrici e lavoratori.
“La salute e la sicurezza sul lavoro devono essere la nostra priorità” – sottolinea Filippo Pieri, segretario generale CISL ER. “Parlare di sicurezza non significa solo affrontare emergenze, ma indicare una prospettiva: il lavoro non può che essere un lavoro sicuro. Investire sulla sicurezza non deve essere considerato un costo. È il punto di partenza di una produttività sana e di una crescita sostenibile. Dove si lavora sicuri si lavora meglio, si innova di più, si costruisce benessere.”
“Gli interventi più efficaci sono quelli che puntano sulla prevenzione e che vedono il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, valorizzando il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali.
Assieme ai rischi fisici, è necessario, inoltre, promuovere una corretta valutazione e prevenzione dei rischi psicosociali, come ad esempio le molestie e la violenza, così presenti nel settore sociosanitario e dei trasporti. Così come è fondamentale la promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro, a partire dalle scuole”.
“Nella nostra regione – continua – ci sono già alcune esperienze incoraggianti, tra cui la nostra iniziativa “Spazio Lavoro Scuole”. Un progetto che abbiamo fortemente voluto e che coinvolge le classi di istituti di scuola secondaria di secondo grado con l’obiettivo di dialogare con le ragazze e i ragazzi (circa 600 in totale) non solo su lavoro e orientamento, ma anche su salute e sicurezza.” Ma non sono sufficienti singole buone pratiche.
Ed è anche questo uno dei motivi per cui da via Milazzo, oltre a ribadire la necessità di stringere i tempi per arrivare subito a siglare un nuovo Patto regionale, arriva la richiesta di una verifica e una piena attuazione degli impegni presi nel Protocollo per la salute e sicurezza sul lavoro, che tutti i firmatari del Patto per il lavoro e per il clima hanno siglato nel settembre del 2022, assumendosi una responsabilità collettiva.
“E’ tempo di imprimere una svolta vera – conclude Pieri -, solo dopo anni siamo riusciti a istituire una “patente a punti” nel settore edile, ma un sistema di qualificazione delle imprese andrebbe esteso a tutti i settori, specie a quelli più a rischio. Così come servono altri meccanismi premianti per le aziende che investono sulla formazione e sulla sicurezza, e in particolare nelle nuove tecnologie legate alla sicurezza”.





