Nel 2025 le vendite del commercio al dettaglio hanno subito un lieve arretramento (-0,3%). Non hanno quindi tenuto il passo con l’andamento dell’inflazione.
Se le vendite della distribuzione specializzata alimentare hanno avuto una flessione del -0,5%, quelle dello specializzato non alimentare sono diminuite del -1,4%. Fra queste il dettaglio di abbigliamento e accessori è però diminuito più del doppio: -2,9%.
In diminuzione anche le vendite delle strutture specializzate in prodotti per la casa ed elettrodomestici -1,8%.
Iper, super e grandi magazzini, con un aumento delle vendite del +3%, hanno fornito l’unico contributo positivo sostanziale all’andamento delle vendite degli esercizi al dettaglio dell’Emilia-Romagna.
L’andamento per dimensione dell’attività
La piccola distribuzione (da 1 a 5 addetti) ha registrato una diminuzione del -1,4%, non distante da quella delle attività di media dimensione (da 6 a 19 addetti) che è stata del -1,5%.
Sono state solo le imprese distributive di maggiore dimensione a crescere: +1,2%, incremento che è analogo a quello del 2024.
Il Registro delle imprese: iscrizioni e cessazioni
In Emilia-Romagna nel 2025 le iscrizioni di imprese del commercio al dettaglio sono state 1.527: è il livello minimo dell’ultimo decennio, se si esclude il dato “pandemico” riferito al 2020.
Le cessazioni dichiarate sono diminuite decisamente, scendendo a quota 2.731.
Considerando anche le variazioni fra un settore e l’altro al 31 dicembre 2025 la base imprenditoriale del commercio al dettaglio si è ridotta a 40.438 imprese registrate, 1.513 in meno rispetto alla fine del 2024.
Lo studio completo su: www.ucer.camcom.it





