Promuovere presso la Regione Emilia-Romagna e gli altri enti competenti quali Fer, l’Agenzia per la Mobilità e i Comuni interessati, l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica allo scopo di ammodernare la linea ferroviaria Modena-Sassuolo mantenendo il tracciato storico ed evolvendo verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza.
È quanto richiesto dal Consiglio comunale di Modena attraverso l’approvazione, nella seduta di lunedì 30 marzo, di due mozioni sulla revisione del servizio della linea ferroviaria Modena-Sassuolo: una presentata da Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e l’altra presentata da Katia Parisi di Modena civica, entrambe approvate con il voto a favore di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl, Modena civica e con il voto contrario di FdI, Lega Modena e Modena in Ascolto. Le mozioni approvate sono state discusse insieme a un’interrogazione di Elisa Rossini (FdI) e a una terza mozione, presentata da FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, che è stata respinta con il voto a favore di FdI, Lega Modena e Modena in ascolto, e contrario di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e Modena civica.
La mozione della maggioranza, in particolare, chiede di “confermare politicamente che la linea ferroviaria Modena–Sassuolo non debba essere chiusa né dismessa, ma orientata a una sua evoluzione verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza (tram, tram-treno o metropolitana di superficie) individuando – sulla base di studi e analisi comparative – la soluzione trasportistica più idonea a rafforzarne il ruolo di dorsale della mobilità urbana e di area vasta”. Il documento invita a valorizzare e aggiornare gli studi e le analisi già elaborati sulla tratta Modena–Sassuolo da Amo, utilizzandoli come base per definire uno scenario di evoluzione del servizio. Propone, inoltre, di sostenere la progressiva riduzione e superamento dei passaggi a livello, attraverso soluzioni tecnologiche e infrastrutturali compatibili con il contesto urbano; di “inserire esplicitamente nel Pums e nei futuri strumenti di pianificazione della mobilità e del territorio l’obiettivo di evoluzione della linea Modena–Sassuolo, prevedendo nuove fermate urbane e una piena integrazione con il trasporto pubblico su gomma, la mobilità ciclabile e pedonale, in un’ottica di complementarità e intermodalità”; di valorizzare il trasporto ferroviario come elemento strategico evitando ipotesi di riduzione o sostituzione del servizio su ferro con soluzioni di trasporto su gomma lungo il medesimo asse. Il ricorso al potenziamento dei servizi su gomma, “pur rappresentando un utile complemento al sistema di mobilità, non risolve in modo strutturale i problemi di congestione del traffico e di qualità dell’aria, rischiando anzi di aumentare la pressione veicolare sulle principali direttrici di spostamento. Il trasporto su ferro rappresenta, al contrario, una scelta infrastrutturale di lungo periodo: un investimento pubblico strategico, sostenibile e difficilmente sostituibile, la cui riduzione o dismissione comporterebbe la perdita di un patrimonio infrastrutturale costruito in decenni e difficilmente ricostruibile”. Il documento invita, inoltre, “a valutare, in una prospettiva di medio-lungo periodo, le possibili estensioni della linea verso Carpi, Maranello e Reggio Emilia, fino al collegamento con la stazione AV Mediopadana, nell’ottica di una rete ferroviaria di trasporto pubblico di area vasta” e “a coinvolgere FER, TPER, SETA (o l’eventuale soggetto gestore del TPL), la Regione e le amministrazioni del distretto nella definizione di un progetto condiviso, garantendo una governance territoriale unitaria e riferendo periodicamente alle commissioni consiliari competenti in merito allo stato di avanzamento del percorso”.
La mozione approvata di Katia Parisi (Modena Civica), in particolare, propone di analizzare ulteriori interventi infrastrutturali e tecnologici per migliorare efficienza, sicurezza, affidabilità e comfort del servizio, ma anche soluzioni volte alla riduzione dei tempi di attesa nelle intersezioni e alla mitigazione dell’impatto sulla viabilità urbana, senza modificare il tracciato esistente, oltre all’integrazione del servizio all’interno di una visione complessiva del trasporto pubblico regionale e cittadino, favorendo l’intermodalità, il coordinamento con il trasporto pubblico locale su gomma e l’incremento delle frequenze. Parisi, inoltre, chiede che, “nell’ambito della predisposizione del nuovo Piano Regionale Integrato dei Trasporti, la linea Modena–Sassuolo e gli esiti dello studio di fattibilità siano oggetto di specifica valutazione, in coerenza con gli indirizzi strategici regionali in materia di potenziamento delle linee ferroviarie esistenti, integrazione modale, sostenibilità ambientale e miglioramento dell’accessibilità territoriale”. La consigliera, inoltre, invita a promuovere un percorso di partecipazione, coinvolgendo i territori interessati, le categorie economiche e le associazioni dei cittadini nei processi decisionali relativi al futuro della linea e a garantire un monitoraggio continuo sull’evoluzione dello studio di fattibilità, con aggiornamenti periodici alle Commissioni consiliari competenti.
La mozione respinta di FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, illustrata dalla consigliera Elisa Rossini (FdI), in particolare, chiedeva di recuperare lo studio di fattibilità dell’Agenzia per la Mobilità volto a valutare alternative al treno lungo il corridoio della linea ferroviaria al fine di verificare le soluzioni approntate anche in termini di oneri economici, oltre che di avviare le procedure finalizzate all’eliminazione dei passaggi a livello della linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Il documento impegnava, inoltre il presidente della commissione competente a convocare periodicamente una commissione dedicata al fine di informare i consiglieri commissari sull’andamento delle valutazioni tecniche e sullo stato delle stesse.
“IL SUO FUTURO SI GIOCA SU INFRASTRUTTURA, TECNOLOGIE E GESTIONE”
“Il futuro di Gigetto si gioca sul confronto su infrastruttura, tecnologie e gestione. L’unico modo possibile per innovare e proporre nuove soluzioni utili al trasporto pubblico è una discussione su area vasta tra territori, Regione e Governo nazionale lontana dalle demagogie e dai singoli interessi dei territori”.
Lo ha detto, l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni rispondendo all’interrogazione della consigliera Elisa Rossini (FdI), che è stata trattata insieme a tre mozioni sulla revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo. L’assessore ha portato ad esempio l’incontro tra Regione, Comuni, FER, Trenitalia/Tper svoltosi il 22 gennaio a Sassuolo sulle difficoltà riscontrate dopo l’entrata in funzione del Sistema di controllo marcia-treno: “È stato un momento molto significativo d’indirizzo – ha detto – in cui ci si è ritrovati per assumere un indirizzo politico su un problema e da cui si è usciti con un avanzamento positivo”.
La consigliera Rossini, nell’interrogazione, in riferimento ai lavori effettuati da Fer nel periodo 21 maggio-31 dicembre 2025 ha chiesto il costo complessivo e la finalità degli interventi, se il Comune si è confrontato con i soggetti competenti prima dell’avvio del cantiere e quale è stato il contenuto del confronto, e infine “come l’avvio del cantiere si concilia con la volontà espressa negli Indirizzi di Governo di revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo e con i rilievi contenuti nel Pums”, laddove “ipotizza la sostituzione della tecnologia ferroviaria con mezzi di-versi, eventualmente conservando parte o tutto dell’infrastruttura esistente”. L’assessore, riportando le informazioni e i dati ricevuti da FER, ha spiegato che il principale intervento effettuato sulla ferrovia Modena-Sassuolo è stata la predisposizione della linea con il Sistema di Controllo Marcia Treno, dispositivo obbligatorio secondo la legislazione europea, che assicura al traffico ferroviario uno standard più elevato in termini di sicurezza, per un costo pari a 5,7 milioni di euro. Visto l’inserimento del nuovo sistema FER ha provveduto al rifacimento del piano dei binari alla stazione di piazza Manzoni per velocizzare l’ingresso e l’uscita dei convogli e al rinnovo degli impianti di segnalamento, ma anche all’eliminazione dell’interferenza, in via Fratelli Rosselli, tra le linee di contatto della ferrovia e quella del filobus cittadino, oltre al successivo rifacimento del manto stradale, per complessivi 5,8 milioni di euro. Cifra a cui vanno aggiunti 500 mila euro di corrispettivo per l’attività di regolazione termica dei binari di piazza Manzoni.
Guerzoni ha, quindi, precisato che “il Sistema di Controllo Marcia Treno è un elemento di sicurezza obbligatorio, a tutela innanzitutto dei viaggiatori e del personale ferroviario in servizio” e che “la sua installazione non è in contrasto né con il Pums né con i futuri, auspicabili, sviluppi della linea Modena-Sassuolo che la Regione, sia in merito alle infrastrutture sia in merito alle tecnologie, vorrà attuare di concerto con i Comuni interessati”.
L’assessore ha poi spiegato che le attività di cantiere condotte da FER sul territorio si sono svolte regolarmente e con il corretto coinvolgimento di tutti gli Enti preposti; che durante il periodo di lavori invia Fratelli Rosselli, si sono inevitabilmente registrate criticità di sosta e traffico, ma che i tempi di esecuzione sono stati compressi al massimo e che, su richiesta del Comune, è stata sempre garantita la possibilità di passaggio ciclabile o pedonale.
“A seguito della entrata in funzione del Sistema di controllo marcia treno si sono verificati alcuni episodi critici sull’esercizio della linea che hanno inciso sia sulla funzionalità del trasporto ferroviario sia sui tempi di attesa ai semafori. Come Amministrazione – ha affermato – così come i colleghi del Distretto Ceramico, ci siamo subito attivati nei confronti di Fer e Trenitalia/Tper per porre dei correttivi o delle migliorie. Sul nostro territorio – ha aggiunto – c’è stata anche la sospensione e poi il ripristino della fermata Fornaci che da sempre era utilizzata dall’utenza fragile e dai lavoratori di Villa Igea e del Centro Il Nespolo (Servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza): abbiamo ascoltato subito l’istanza proveniente dai cittadini e dalle strutture socio-sanitarie, portandola al tavolo con la Regione e gli altri Comuni e cercando di trovare una soluzione”.
Guerzoni ha quindi spiegato che, dallo scorso novembre 2025, FER e gli altri enti responsabili del servizio, hanno preso provvedimenti tecnici per limitare i tempi di chiusura dei passaggi a livello nella tratta tra Baggiovara Ospedale e Formigine: “Tali provvedimenti, pur dando benefici oggettivi ai tempi di attesa delle auto ai passaggi a livello, hanno provocato perturbazioni alla circolazione dei treni la cui puntualità lungo tutta l’asse è scesa a percentuali molto basse, tra il 75-80 per cento. Per ovviare anche a questi inconvenienti da febbraio 2026 sono stati ritoccati di qualche minuto i tempi di percorrenza di alcune tratte della linea e i dati di puntualità della linea da febbraio e marzo 2026 sono molto migliorati posizionandosi intono al 95 per cento. Su questo fronte – ha concluso l’assessore – è fondamentale continuare a monitorare il lavoro degli enti gestori del servizio e della linea, a tutela dei cittadini che la utilizzano quotidianamente”.
In replica, l’interrogante Elisa Rossini non si è detta soddisfatta, anzi “sconcertata” per i costi sostenuti e per gli interventi effettuati da Fer. “Stiamo sperperando denaro pubblico per sistemare la linea Modena-Sassuolo che però vogliamo cambiare, lasciando tutto in sospeso”. Ha citato, parlando di “sprechi di denaro”, esempi come il sottopasso di via Panni e il Gigetto portato a regime “ma destinato a essere superato”. La consigliera ha concluso definendosi confusa dalla risposta ricevuta, “non comprendo l’indirizzo che si vuole prendere”.




