Fita CNA e Lapam Confartigianato Trasporti, assieme alle altre sigle aderenti ad Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, hanno deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.
“Si tratta – secondo le due associazioni – dell’unica ed inevitabile decisione possibile, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane”. I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono, infatti, rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, paradossalmente, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in un’ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.
Le organizzazioni di rappresentanza hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni ed il Paese: anche in questo caso, a differenza di altre sigle, il fermo, che non ha nulla a che vedere con quello proclamato da oggi, nel rispetto delle regole del codice sugli scioperi, non potrà avvenire prima che siano trascorsi 25 giorni dalla comunicazione all’apposita commissione, quindi indicativamente intorno alla metà del mese di maggio. “Nonostante questa assunzione di responsabilità, nonostante le ripetute grida d’allarme, non siamo nemmeno stati convocati dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore”, commentano Enrico Tangerini e Dario Passaniti, rispettivamente presidenti di Fita CNA e Lapam Confartigianato Trasporti.
Le richieste delle Associazioni sono precise e circostanziate: l’emanazione del decreto attuativo del già previsto credito d’imposta e ristori compensativi del mancato rimborso accise (200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato); interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.
UNATRAS, infine, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge.




