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Organici 2026/2027, FLC-Cgil: l’ennesima occasione mancata. Imposto il tetto alle classi che saranno più affollate

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Organici 2026/2027, FLC-Cgil: l’ennesima occasione mancata. Imposto il tetto alle classi che saranno più affollate“Le informazioni giunte dall’Ufficio Scolastico Regionale sugli organici docenti per l’anno scolastico 2026/2027 confermano le nostre preoccupazioni: siamo di fronte all’ennesima occasione mancata e a una nuova riduzione del perimetro pubblico dell’istruzione”, dichiara Monica Ottaviani, segretaria generale della FLC CGIL Emilia Romagna.

“In Emilia Romagna si registra un calo complessivo dei posti, solo apparentemente attenuato da interventi in deroga validi per il prossimo anno scolastico. Restano irrisolti i problemi cronici sul sostegno in quanto i posti necessari continuano a non essere attribuiti stabilmente già in organico di diritto”.
“Particolarmente grave è l’imposizione di un tetto complessivo alle classi, fissato a 9042, sostanzialmente pari al numero di quelle oggi funzionanti. Questo significa che, anche in presenza di aumenti di iscrizioni, bisogni educativi complessi o presenza significativa di alunni con disabilità, le scuole non avranno margini per costituire nuove classi. Il risultato sarà: classi più numerose, maggiore affollamento, riduzione dei percorsi di apprendimento per studenti e studentesse e peggiori condizioni di lavoro per il personale”.
“La riforma degli Istituti tecnici, dopo quella dei Professionali e il Liceo del Made in Italy, presentata come innovazione, è in realtà un imbroglio nel quale non siamo caduti: uno degli obiettivi è spingere verso la riduzione a quattro anni dell’intera istruzione secondaria e piegare la scuola agli interessi delle aziende. L’artificio della riduzione dell’orario cattedra a 15 ore a saldo zero (solo per il prossimo anno) avrà effetti che si scaricheranno sugli altri ordini di scuola: infanzia, primaria e secondaria di primo grado”.
“Non si investe sulla qualità dell’offerta formativa, non si rafforza il diritto allo studio, non si risponde alla crescita dei bisogni educativi e delle fragilità. Al contrario, si riducono i posti di potenziamento, fondamentali per il recupero degli apprendimenti e per il rafforzamento della didattica, e si comprimono progressivamente organici, inclusione e stabilità del lavoro”.

“Gli organici devono essere definiti a partire dai bisogni reali delle scuole, degli studenti e dei territori, non da tetti numerici imposti dall’alto. Servono classi meno affollate quindi più sicure, più personale, più stabilità, più risorse per l’inclusione e per la qualità dell’istruzione pubblica”.
“Gli organici non possono diventare il terreno di compensazione di una riforma sbagliata, costruita senza investimenti, senza confronto e destinata a produrre effetti negativi sull’intero sistema scolastico regionale”.
“Per queste ragioni la FLC CGIL ha proclamato, in solitudine, lo sciopero degli Istituti tecnici per il 7 maggio, a cui seguiranno ulteriori iniziative di mobilitazione. Il perimetro dell’istruzione pubblica non deve essere ridotto e la scuola della Costituzione non può essere piegata a logiche contabili né trasformata nel laboratorio di tagli mascherati da riforme come già avvenuto con il dimensionamento della rete scolastica”, conclude la Segretaria Generale FLC CGIL Emilia Romagna.