Istituzioni, amministratori, gestori delle infrastrutture, società tecniche, ordini professionali e comunità scientifica si sono confrontati oggi a Bologna su ricostruzione, prevenzione e sicurezza dei territori. La sede della Regione Emilia-Romagna ha ospitato l’iniziativa “Ricostruzione, mitigazione del rischio, sostenibilità dei territori e delle infrastrutture di trasporto”, promossa da Ansfisa e Remtech, come spazio di dialogo operativo tra competenze diverse chiamate a lavorare su una sfida comune.
L’appuntamento ha riunito istituzioni nazionali e regionali, amministratori, gestori delle infrastrutture, società tecniche, ordini professionali e comunità scientifica, restituendo con chiarezza il valore di un metodo fondato sulla collaborazione. Una convergenza di professionalità e competenze che ha rappresentato il tratto distintivo della giornata, trasformando il confronto in uno spazio operativo tra chi programma, chi governa i territori, chi gestisce le reti, chi interviene nei processi di ricostruzione e chi porta il contributo tecnico necessario a leggere fragilità, vulnerabilità e priorità di intervento.
I lavori sono stati introdotti da Gianluca Loffredo, Vicecommissario alla Ricostruzione Emilia-Romagna, e da Silvia Paparella, General Manager RemTech Hub Tecnologico. Dopo il benvenuto del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, la mattinata è proseguita con gli interventi istituzionali di Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Luigi Ferrara, Capo Dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il tema della ricostruzione in Emilia-Romagna è stato affrontato non soltanto come ripristino delle condizioni precedenti, ma come occasione per rafforzare la capacità pubblica di pianificare, prevenire e accompagnare le comunità verso modelli più sicuri e resilienti. In questa prospettiva si sono inseriti i contributi di Manuela Rontini, Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Fabrizio Curcio, Commissario alla Ricostruzione Emilia-Romagna, Errico Stravato, Amministratore Delegato SOGESID, Vincenzo Sanasi d’Arpe, Amministratore Delegato CONSAP, Marco Panieri, Presidente ANCI Emilia-Romagna, Massimo Rosetti, Consigliere e Responsabile Area Tecnica del Comitato Unitario delle Professioni Intellettuali dell’Emilia-Romagna, e Andrea Gnudi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna.
Il confronto si è poi concentrato sulle infrastrutture di trasporto e sulla prevenzione dei rischi, un ambito in cui la qualità delle decisioni dipende sempre più dalla capacità di integrare dati, monitoraggio, manutenzione, programmazione e conoscenza dei territori. In questa prospettiva si è inserito l’intervento di Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA, che ha portato il contributo istituzionale e tecnico dell’Agenzia, promotrice dell’evento insieme a RemTech e protagonista del tavolo tecnico pomeridiano dedicato al Libro Bianco “Dissesto idrogeologico e infrastrutture di trasporto”. ANSFISA ha così confermato il proprio ruolo nella promozione di una cultura della sicurezza fondata su analisi del rischio, vigilanza, prevenzione e dialogo con i territori, promuovendo un confronto arricchito anche dalla partecipazione dei principali gestori e operatori delle infrastrutture di trasporto, insieme alle competenze tecniche e professionali che, ciascuna nel proprio ambito, contribuiscono a presidiare la resilienza delle reti e la sicurezza dei territori.
Dal dialogo tra istituzioni, gestori, tecnici e professioni è emerso uno dei messaggi centrali dell’iniziativa. La prevenzione del rischio non può essere affidata a un solo livello di intervento, ma richiede una filiera coordinata di responsabilità, nella quale conoscenza scientifica, esperienza amministrativa, competenza ingegneristica, gestione operativa e visione politica contribuiscono insieme alla costruzione di strumenti capaci di anticipare le criticità e orientare gli investimenti.
Le conclusioni del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto da remoto, hanno completato il quadro istituzionale di una mattinata orientata a rafforzare il rapporto tra politiche pubbliche, gestione tecnica e bisogni concreti dei territori.
La giornata di Bologna ha mostrato come il tema della ricostruzione non possa essere separato da quello della prevenzione. Dalla gestione delle emergenze alla manutenzione delle reti, dalla conoscenza dei territori alla programmazione degli interventi, il confronto ha messo in evidenza la necessità di un lavoro coordinato tra istituzioni, gestori, tecnici e professioni. Una direzione che riguarda da vicino anche l’Emilia-Romagna, territorio che negli ultimi anni ha vissuto con particolare intensità gli effetti degli eventi estremi e che oggi può rappresentare un laboratorio importante per rafforzare modelli di intervento più stabili, consapevoli e orientati alla sicurezza.
Alessandro Morelli, Sottosegretario Presidenza del Consiglio dei Ministri
“Il Governo ha avviato un piano decennale 2025-2034 da 115,5 miliardi di euro per colmare i divari infrastrutturali e rafforzare la sicurezza del Paese. È una scelta politica chiara, che guarda alla protezione dei cittadini, alla continuità delle reti e alla competitività del sistema produttivo. La mitigazione del rischio non può più essere considerata solo un tema tecnico: è una priorità nazionale. Per questo stiamo lavorando per superare la logica dell’emergenza, migliorare il coordinamento tra istituzioni, gestori e operatori, programmare meglio gli interventi e ridurre la frammentazione decisionale. La sicurezza non è un costo, ma un investimento sul futuro dell’Italia. La strada è quella della responsabilità, della concretezza e del coraggio decisionale”.
Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
“Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle sfide più urgenti e complesse per la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture di trasporto. L’Italia è un territorio fragile, con circa il 94% dei Comuni classificato a rischio idrogeologico, e in questo contesto non conta soltanto la disponibilità delle risorse, ma anche la capacità di trasformarle rapidamente in interventi concreti. Le infrastrutture lineari sono particolarmente vulnerabili e proprio su di esse il Ministero sta concentrando un’azione strategica di potenziamento, manutenzione e innovazione. Il confronto di Bologna offre quindi un contributo prezioso per rafforzare sicurezza, sostenibilità e resilienza delle reti di trasporto di fronte ai rischi idrogeologici”.
Michele de Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna
“L’esperienza dell’Emilia-Romagna dopo le alluvioni del 2023 e del 2024 può offrire al Paese elementi utili per ripensare modalità di risposta al rischio e alle emergenze. Ci siamo confrontati con un evento molto diverso dalle grandi emergenze sismiche su cui si era costruita gran parte della normativa precedente: diversa è la dinamica ricostruttiva, diversa la gestione del rischio, diversi i meccanismi di intervento e indennizzo. Oggi sono in corso circa 3 miliardi di opere di ricostruzione, ma il passaggio decisivo riguarda il miliardo destinato alla prevenzione. L’obiettivo è dimostrare che queste risorse possono tradursi in opere concrete e contribuire a un cambio di approccio nazionale, fondato su più prevenzione e su un supporto amministrativo più forte ai Comuni”.
Fabrizio Curcio, Commissario Ricostruzione Emilia-Romagna
“Quando la popolazione non si sente sicura, non restituiamo una buona immagine del lavoro che il Paese sta facendo. In questi mesi siamo riusciti a costruire un quadro più unitario, che tiene insieme le diverse competenze e le diverse ricostruzioni, dagli eventi del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche fino a quelli del 2024. Il ragionamento che dobbiamo fare oggi deve essere alto, non possiamo continuare a riversare sull’emergenza tutto ciò che non riusciamo a fare nell’ordinario. L’esperienza del 2023 ha segnato un prima e un dopo, non solo per l’Emilia-Romagna, perché ha risvegliato una consapevolezza nazionale sul tema della riduzione del rischio. Questa consapevolezza va però guidata, altrimenti si parla solo di risorse senza capire come e dove metterle davvero a terra. Le strutture commissariali devono inserirsi dentro un sistema che già esiste, fatto di regole, apparati e competenze, contribuendo a rafforzarlo senza scompaginarlo”.
Errico Stravato, Amministratore delegato SOGESID
“Dalla nostra esperienza quotidiano sul territorio, emerge con chiarezza che alla capacità di ricostruire deve affiancarsi un investimento strutturale sulla prevenzione. Non possiamo limitaci a rispondere alle emergenze: è necessario intervenire sulle cause della vulnerabilità, integrando pianificazione, manutenzione e conoscenza dei territori. Il confronto di oggi conferma che la gestione del rischio è un processo continuo, che richiede coordinamento tra istituzioni, gestori e competenze tecniche. In questa direzione, ogni intervento di ricostruzione deve contribuire a rafforzare in modo stabile la sicurezza e la resilienza dei territori”.
Silvia Paparella, General Manager RemTech Hub Tecnologico
“L’Italia è un Paese strutturalmente fragile, per conformazione geologica, morfologica e territoriale. Come emerge anche dal Libro Bianco, circa il 94% dei Comuni è esposto a rischio idrogeologico, una condizione aggravata dall’intensificarsi degli eventi estremi, dall’urbanizzazione e dall’impermeabilizzazione delle città. L’Emilia-Romagna ha vissuto direttamente questa fragilità con le alluvioni tra il 2023 e il 2024, che hanno aperto una fase complessa di ricostruzione. È nel solco della prevenzione che si colloca il Libro Bianco sulle infrastrutture di trasporto, come strumento per rafforzare conoscenza, programmazione e capacità di intervento. Ricostruzione e prevenzione sono una grande opera collettiva: è questo il senso della giornata di Bologna, costruire una rotta comune per la sicurezza dei territori e il futuro delle comunità”.
Domenico Capomolla, Direttore ANSFISA
“L’incontro di oggi rappresenta una tappa importante del percorso che ANSFISA sta portando avanti sui territori, con l’obiettivo di promuovere una visione sempre più integrata tra prevenzione, sicurezza delle reti infrastrutturali e capacità di risposta ai cambiamenti climatici. La scelta dell’Emilia-Romagna non è casuale: questa Regione ha sperimentato con particolare intensità quanto la ricostruzione non possa più essere affrontata come una semplice sequenza di interventi emergenziali, ma richieda una lettura sistemica della vulnerabilità dei territori. Non può esserci una ricostruzione realmente efficace senza prevenzione, senza supervisione e senza la capacità di fare sistema tra istituzioni, gestori e mondo tecnico-professionale. Il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto vuole essere uno strumento a supporto di questo dialogo, per rafforzare politiche e modelli di intervento orientati a sicurezza, prevenzione dei rischi e sostenibilità dei territori”.





