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Chiusura alle 21 dei minimarket sassolesi: pubblicata l’ordinanza

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Chiusura alle 21 dei minimarket sassolesi: pubblicata l’ordinanza“Un misura concreta per contrastare episodi di degrado urbano, per questo dopo la positiva sperimentazione dello scorso anno abbiamo deciso di confermare anche quest’anno l’ordinanza volta a prevenire episodi di abuso di alcol nelle aree del centro adiacenti ai minimarket, per tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, nonchè il decoro urbano e il patrimonio culturale delle aree del centro storico”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini illustra l’ordinanza n° 165 pubblicata questa mattina all’Albo Pretorio che impone la chiusura anticipata alle ore 21 per i minimarket e i piccoli negozi alimentari di vicinato che operano nel cuore cittadino.

“Si tratta di una serie di azioni volte a tutelare la quiete dei residenti e arginare i fenomeni di degrado – prosegue il Sindaco – non si tratta di un provvedimento contro i negozi, ma di una misura a tutela di chi vive, lavora e frequenta il centro storico. Accanto a questo, puntiamo su più pulizia e decoro urbano: già da sabato partiranno interventi straordinari di pulizia del centro storico con l’utilizzo della lancia idrogetto. Da settembre, poi il servizio di pulizia verrà inoltre potenziato con l’aggiunta di un nuovo spazzino di quartiere dedicato esclusivamente al centro storico. Inoltre, i bidoni carrellabili utilizzati dalle attività del centro non saranno più lasciati a vista, ma verranno collocati all’interno di apposite strutture integrate nell’arredo urbano, migliorando il decoro e l’immagine della città. Sul fronte della sicurezza, è già operativo un nucleo dedicato al controllo del centro storico, in vista del periodo estivo l’attenzione sarà ulteriormente rafforzata. Sono già stati incontrati i residenti di via San Giorgio e sono stati attivati presìdi specifici, così come nella zona di Sassuolo 2. Particolare attenzione sarà riservata anche a via Aravecchia e alle piazze cittadine, attraverso una presenza più costante della polizia locale e un coordinamento continuo con le forze dell’ordine. Infine, stiamo lavorando a un importante progetto di potenziamento della videosorveglianza cittadina che presenteremo nelle prossime settimane. L’obiettivo è rafforzare il controllo e la sicurezza sia nel centro storico sia nelle aree di accesso e nelle zone perimetrali, come l’area della stazione e i parcheggi attorno al centro. Un investimento che punta a garantire maggiore sicurezza a chi vive il centro storico, a chi lo frequenta ogni giorno e a chi vi arriva per lavoro, turismo o svago”.

L’ordinanza entrerà in vigore da venerdì 19 giugno e resterà attivo fino al 18 luglio, ricalca nello spirito analoghe misure già sperimentate con successo in passato. Per un mese intero, le attività commerciali del settore alimentare con superficie inferiore ai 250 metri quadrati dovranno abbassare le serrande alle 21, potendo riaprire solo alle 6 del mattino successivo.

Dietro il provvedimento non c’è una volontà punitiva, bensì la necessità di rispondere alle numerose segnalazioni dei residenti e ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Le analisi del territorio hanno evidenziato una correlazione diretta tra la possibilità di acquistare alcolici a basso costo a tarda ora in questi esercizi e il moltiplicarsi di comportamenti incivili: schiamazzi notturni, vandalismi, abbandono di bottiglie di vetro per strada e assembramenti molesti che minano il decoro urbano.

La mappa della restrizione si concentra su tre zone calde della città: oltre alla centralissima via Aravecchia, via Del Pretorio (nello specifico nel tratto tra viale XX Settembre e viale Della Pace) e in via Della Pace (nel tratto compreso tra via Del Pretorio e viale San Prospero).

Nessuna penalizzazione, invece, per la “sana” movida e la ristorazione. Dal provvedimento sono infatti espressamente escluse le attività di somministrazione autorizzate: i bar, i ristoranti e i locali del centro potranno continuare a lavorare regolarmente, ospitando i clienti sia all’interno che nei dehors e nelle distese esterne di loro pertinenza.

Le sanzioni andranno da un minimo di 25 fino a 500 euro in base al Testo Unico degli Enti Locali, a cui si sommeranno le sanzioni del regolamento di Polizia Urbana (da 77 a 462 euro). Il vero deterrente resta però la chiusura forzata: in caso di recidiva, ovvero qualora la violazione venga accertata per due volte nell’arco dell’anno, l’attività rischia una sospensione della licenza disposta dal Questore fino a un massimo di 15 giorni.