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Tariffe rifiuti nel modenese, per U.Di.Con. Emilia-Romagna serve più trasparenza sui costi e tutela dei cittadini

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Tariffe rifiuti nel modenese, per U.Di.Con. Emilia-Romagna serve più trasparenza sui costi e tutela dei cittadini
Antonio Rachele – U.Di.Con.

Il dibattito che si è sviluppato in questi giorni sul significativo aumento della tariffa rifiuti nel territorio modenese sta alimentando una crescente preoccupazione tra cittadini, famiglie e imprese. Al di là delle contrapposizioni politiche, è necessario riportare l’attenzione sugli aspetti che interessano maggiormente gli utenti: trasparenza, equità tariffaria e qualità del servizio.

«Come U.Di.Con. Emilia-Romagna riteniamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere con chiarezza come viene determinata la tariffa e i relativi aumenti, quali costi sono riconosciuti al gestore e quali strumenti garantiscono efficienza, controlli e tutela dell’utenza. La tariffa rifiuti non è una tassa generica, ma il corrispettivo di un servizio essenziale – dichiara il Commissario Regionale di U.Di.Con. Emilia-Romagna, Antonio Rachele – Per questo ogni aumento deve essere spiegato in modo puntuale e comprensibile. Non è sufficiente comunicare un rincaro: occorre illustrare quali voci di costo lo determinano e quali miglioramenti concreti del servizio ne giustificano l’incremento».

Il sistema tariffario è disciplinato da Arera attraverso il Metodo Tariffario Rifiuti, che stabilisce i criteri per il riconoscimento dei costi del servizio. Le tariffe, quindi, non vengono fissate discrezionalmente dai singoli Comuni, ma sono il risultato di un percorso regolatorio che coinvolge il gestore del servizio, l’ente territorialmente competente e le amministrazioni comunali chiamate all’approvazione finale.  In Emilia-Romagna un ruolo centrale è svolto da Atersir, cui spetta validare i Piani Economico-Finanziari del servizio e verificare la corretta applicazione della regolazione definita da Arera. Un passaggio fondamentale, che deve garantire ai cittadini che i costi posti a carico delle utenze siano coerenti con le norme nazionali e con gli obiettivi di efficienza previsti.

«Proprio per questo, insieme alle altre associazioni componenti il Crcu, vorremmo chiedere ad Atersir un incontro di approfondimento e chiarimento. E proprio perché il sistema è regolato – prosegue Rachele – riteniamo che debba essere anche pienamente trasparente. I cittadini devono poter comprendere il percorso che porta alla definizione della tariffa, conoscere i costi riconosciuti, gli investimenti programmati e gli obiettivi di miglioramento in termini di qualità del servizio, raccolta differenziata, decoro urbano ed economia circolare».

Negli ultimi giorni il confronto pubblico si è concentrato anche sulla qualità del servizio, sulla gestione della raccolta, sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e sulla percezione di un peggioramento del decoro urbano in alcune aree della città.

«Come associazione dei consumatori non entriamo nel merito delle polemiche politiche – precisa Rachele – Tuttavia, non possiamo ignorare le numerose segnalazioni che riceviamo dai cittadini. Se il costo del servizio aumenta, è legittimo aspettarsi standard qualitativi sempre più elevati, interventi più tempestivi e una città più pulita. In caso contrario si rischia di alimentare sfiducia nei confronti delle istituzioni e dell’intero sistema tariffario».

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul ruolo del gestore del servizio. Hera è una delle principali multiutility italiane, partecipata da numerosi enti pubblici locali, e negli anni ha registrato risultati economici positivi distribuendo dividendi ai propri azionisti pubblici e privati. È corretto ricordare che tali utili derivano dall’insieme delle attività del Gruppo e non esclusivamente dalla gestione dei rifiuti. Allo stesso tempo è legittimo che i cittadini chiedano la massima trasparenza sul rapporto tra qualità del servizio, costi riconosciuti dal sistema regolatorio e risultati economici della società.

«Non sosteniamo che gli aumenti tariffari finanzino direttamente gli utili societari – sottolinea Rachele – Chiediamo però che ogni dubbio venga chiarito attraverso dati facilmente accessibili, bilanci comprensibili e un’informazione trasparente. La fiducia dei cittadini si costruisce anche spiegando come funziona il sistema e quali controlli vengono effettuati».

Per U.Di.Con. Emilia-Romagna, infine, è inoltre necessario rafforzare i meccanismi premiali per chi differenzia correttamente i rifiuti, incentivare la tariffazione puntuale laddove sia tecnicamente sostenibile e introdurre strumenti di tutela più efficaci per le famiglie economicamente vulnerabili, affinché il principio “chi inquina paga” si traduca anche in un sistema più equo per chi adotta comportamenti virtuosi.