Satelliti di nuova generazione, radar intelligenti per il monitoraggio delle infrastrutture, irrigazione meccanizzata di precisione e sensori per la protezione dei veicoli spaziali. Sono solo alcuni dei progetti d’eccellenza finanziabili nell’ambito del Bando Startup Innovative 2025 della Regione Emilia-Romagna, dal quale esce confermato il ruolo dell’ecosistema dell’innovazione regionale, uno dei principali a livello nazionale per trasferimento tecnologico e la valorizzazione della ricerca.
Sono 30 i progetti selezionati, da finanziare con 5 milioni di euro a conclusione del processo di valutazione.
“La misura rafforza il sostegno della Regione alle startup innovative, favorendo competitività, trasferimento tecnologico e nuovi investimenti- sottolinea il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla-. I progetti contribuiranno alla crescita dell’ecosistema regionale dell’innovazione e alla trasformazione digitale, ecologica e sostenibile dell’economia. Attraverso il sostegno a progetti come questi- aggiunge- la Regione Emilia-Romagna conferma la propria strategia di investimento nelle tecnologie emergenti e nell’imprenditorialità innovativa, favorendo il trasferimento dei risultati della ricerca verso il mercato e creando nuove opportunità di sviluppo economico, occupazionale e tecnologico per il territorio. Le iniziative sostenute mostrano la capacità delle startup regionali di trasformare ricerca e competenze tecnologiche in soluzioni innovative con potenziale di mercato”.
I progetti selezionati
Riguardano ambiti strategici come intelligenza artificiale, tecnologie digitali, space economy, salute, sicurezza, sostenibilità ambientale, cybersecurity e transizione energetica.
Tra questi, un progetto riguarda un nuovo sistema di protezione per caschi, pensato per ridurre i traumi cerebrali da impatti rotazionali. La tecnologia, brevettata e sviluppata da una giovane startup bolognese, permette di assorbire meglio l’energia dell’impatto rispetto ai caschi tradizionali.
Un altro sviluppa applicazioni avanzate per la fusione nucleare, con possibili ricadute anche nei settori aerospaziale e biomedicale. È realizzato da una startup deep-tech dell’Emilia-Romagna.
Nel settore della New space economy, un progetto punta a sviluppare una piattaforma satellitare per SmallSat di nuova generazione. L’intervento rafforzerà le capacità tecnologiche e produttive di un’impresa regionale specializzata in nanosatelliti e componenti spaziali.
Un ulteriore idea d’impresa riguarda un sistema radar non distruttivo e senza contatto per monitorare ponti, viadotti e edifici storici. L’obiettivo è migliorare la manutenzione predittiva e la sicurezza delle infrastrutture, grazie al lavoro di uno spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Sempre in ambito spaziale, un progetto sviluppa un sensore per rilevare gli impatti dei micro-detriti sui satelliti. La soluzione aiuterà a monitorare i danni in orbita e a rendere le missioni spaziali più sicure e sostenibili.





