L’operazione della Guardia di Finanza di Modena in una Sala Slot di Sassuolo fotografa una realtà che, come Federconsumatori Modena, denunciamo da anni: il gioco d’azzardo nel nostro territorio non è solo un fenomeno diffuso, ma una vera e propria emergenza sociale ed economica, che frequentemente si intreccia con fenomeni di illegalità, a volte presenti all’interno dello stesso azzardo legale. Il sistema del “card to cash” scoperto a Sassuolo – dove i POS venivano usati come sportelli bancomat abusivi per fornire contante immediato ai giocatori – dimostra fino a che punto ci si possa spingere per aggirare i limiti di legge e alimentare il circuito delle scommesse. Questo meccanismo perverso, assai simile all’usura, risponde a una precisa e drammatica esigenza: consentire a chi è già caduto nella rete della dipendenza di continuare a giocare a oltranza, azzerando i freni inibitori legati alla disponibilità materiale di denaro contante.
Nonostante gli sforzi delle Amministrazioni locali il distretto ceramico soffre da tempo di una presenza ipertrofica di punti gioco, slot machine e sale dedicate. Non solo, questo è anche il Distretto dove il denaro speso per azzardo supera la spesa alimentare ed è il primo in provincia nella raccolta di azzardo pro capite. Questa offerta massiccia e pervasiva normalizza l’azzardo, trasformandolo in una trappola quotidiana per le fasce più vulnerabili della popolazione. Dietro ai numeri dell’evasione fiscale e ai sequestri milionari, ci sono i drammi di persone e famiglie, che in questo Distretto possono trovare un valido aiuto anche grazie agli sportelli sovraindebitamento, voluti dall’Unione.
L’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine è fondamentale, ma non basta. È necessario che tutti mantengano alta la guardia, perché cessino questi fenomeni di illegalità. In un Paese dove nessuno propone di vietare l’azzardo, noi ci associamo a chi chiede la costruzione di un bilancio sociale che metta sul piatto della bilancia, assieme alle entrate per tasse sull’azzardo, anche le uscite. Uscite fatte di fallimenti personali, familiari e persino aziendali; uscite fatte di depressione, di lavoro perso, del peso dell’usura sulla propria vita, di precoci ritiri dalla vita di ragazzi, di gesti estremi. Ma anche del peso che, nei bilanci dei Comuni e della Sanità pubblica, e quindi su tutti i cittadini, ha l’assistenza che si rende necessaria per la cura del disturbo da gioco d’azzardo, nei confronti di famiglie frantumate e di chi ha perso tutto nelle mille forme dell’azzardo.




