«Cersaie si avvia alla conclusione e, ancora una volta, Bologna ha mostrato al mondo la qualità della ceramica italiana. Lunedì ho visitato la fiera e incontrato le imprese e le persone che ogni giorno danno vita a questo prodotto. Per noi, tra Reggio Emilia e Modena, quella qualità ha un volto preciso: imprenditori lungimiranti, lavoratrici e lavoratori, competenze tecniche, ricerca, investimenti e una filiera radicata nel territorio. È un motivo di orgoglio, ma anche una responsabilità politica».
Lo dichiara Andrea Rossi, deputato del Partito Democratico, alla vigilia dell’ultima giornata di Cersaie.
«Negli stand e già dal convegno inaugurale è arrivato un messaggio chiaro: il costo dell’energia e le regole dell’ETS pesano sulla competitività di imprese che si confrontano ogni giorno con produttori extraeuropei. Il distretto ha investito molto per ammodernare gli impianti e ridurne l’impatto ambientale. Oggi, però, la produzione ceramica ha ancora bisogno di alte temperature e non dispone, su scala industriale, di alternative al gas per tutte le fasi del processo. Chiedere ulteriori progressi è giusto; stabilire parametri irraggiungibili con le tecnologie disponibili rischia di penalizzare proprio chi ha investito di più».
«Per questo sostengo il lavoro che Annalisa Corrado e Stefano Bonaccini stanno portando avanti in Europa: la revisione dell’ETS deve prevedere un intervento specifico per la ceramica, con parametri fondati sulle prestazioni realmente raggiungibili dagli impianti più efficienti. L’esperienza del nostro distretto, e gli investimenti già compiuti, devono contribuire a definire quel riferimento. Allo stesso tempo, una quota adeguata dei proventi dell’ETS deve tornare alle imprese per finanziare gli interventi che riducono le emissioni: efficienza dei forni, nuovi combustibili e tecnologie oggi ancora da sviluppare o portare a scala industriale. La transizione si realizza accompagnando questi investimenti».
«C’è poi l’urgenza del gas. Le imprese hanno bisogno di poter programmare i costi. E qui c’è un tema che riguarda anche il Governo a partire dal gas release, e lavori a soluzioni che assicurino una quota di energia a prezzi più stabili per i settori gasivori».
«L’emergenza energetica non deve infine far sparire dall’agenda le infrastrutture. Il distretto Reggio–Modena è anche una grande piattaforma logistica: materie prime in ingresso, prodotti esportati in tutto il mondo, migliaia di persone che si spostano ogni giorno. Collegamenti stradali e ferroviari più efficienti sono parte della sua competitività. Su questo servono tempi, finanziamenti e cantieri».
«Cersaie chiude domani. L’impegno politico deve continuare il giorno dopo: in Parlamento, con il Governo e a Bruxelles. Difendere questa eccellenza significa darle le condizioni per continuare a produrre qui, innovare, ridurre le emissioni e garantire lavoro».
On. Andrea Rossi




