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Ets, Vaccari (Pd): “Sospendere il meccanismo attuale e rivedere le regole. A rischio la competitività del distretto ceramico e migliaia di posti di lavoro”

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Ets, Vaccari (Pd): “Sospendere il meccanismo attuale e rivedere le regole. A rischio la competitività del distretto ceramico e migliaia di posti di lavoro”“L’allarme lanciato dal mondo sindacale e imprenditoriale al convegno della Cisl di Modena conferma una preoccupazione che da tempo attraversa il distretto ceramico: l’attuale sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Ets, rischia di compromettere la competitività di uno dei settori più importanti della nostra economia, con conseguenze pesanti sull’occupazione e sull’intera filiera produttiva. È necessario sospendere l’applicazione degli attuali meccanismi penalizzanti e aprire immediatamente un confronto per rivedere i criteri di prelievo e redistribuzione delle risorse”:lo afferma il deputato modenese del Partito Democratico Stefano Vaccari, intervenendo nel dibattito sul sistema Ets dopo le preoccupazioni espresse nel corso dell’iniziativa promossa ieri dalla Cisl, alla quale hanno partecipato rappresentanti del mondo produttivo e sindacale.

“Il nostro distretto ceramico è un patrimonio industriale, economico e occupazionale che non possiamo permetterci di indebolire – prosegue Vaccari –. Parliamo di imprese che negli anni hanno investito risorse importanti nell’innovazione tecnologica, nell’efficienza energetica e nella riduzione delle emissioni. Non è accettabile che proprio queste aziende si trovino penalizzate da parametri che non tengono adeguatamente conto delle caratteristiche dei processi produttivi e delle tecnologie concretamente disponibili.”

La questione riguarda in particolare la revisione dei benchmark europei per il periodo 2026-2030, che rischia di aggravare gli oneri a carico delle imprese ceramiche, già sottoposte alla pressione degli elevati costi energetici e della concorrenza internazionale.

Preoccupazione espressa anche dal sindaco di Sassuolo e dagli amministratori del distretto, che nelle scorse settimane hanno sollecitato una correzione dei criteri europei: “Condivido i timori del sindaco Mesini e delle parti sociali. Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione, che restano fondamentali, ma di individuare strumenti capaci di accompagnare concretamente la trasformazione industriale. La transizione ecologica deve essere sostenibile anche sul piano economico e sociale. Se il risultato è rendere meno competitive le nostre produzioni rispetto a quelle provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard ambientali, rischiamo di perdere imprese e posti di lavoro senza ottenere benefici reali per il clima.”

“Per questo occorre una sospensione degli attuali meccanismi Ets che producono effetti distorsivi, accompagnata da una revisione dei parametri di riferimento e da un diverso sistema di prelievo e redistribuzione delle risorse. Le entrate generate dal sistema devono contribuire in misura più efficace a sostenere gli investimenti delle imprese nella decarbonizzazione, nell’innovazione e nell’efficienza energetica, anziché tradursi prevalentemente in un ulteriore aggravio dei costi produttivi.”

“Sappiamo dell’impegno del Governo su questo fronte assieme anche ai nostri parlamentari europei, a partire da Stefano Bonaccini, ma ora serve assumere un’iniziativa più forte e immediata in sede UE, lavorando insieme alle istituzioni territoriali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali. Il distretto ceramico modenese non può essere lasciato solo ad affrontare una sfida di questa portata. Sostenere la sua competitività significa difendere lavoro qualificato, competenze, investimenti e una filiera che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy. La transizione ecologica deve accompagnare l’industria verso il futuro, non spingerla fuori dal mercato o peggio ancora costringerla a spegnere i forni il 1° gennaio 2027”.