Se non fosse tragico sarebbe quasi divertente. L’assessore Marino sta subendo un’interessante trasformazione “dirigista”. Prima parlava di integrazione, e di modello modena, poi ha cominciato a prendere lentamente ma inesorabilmente coscienza che forse qualche problema di ordine pubblico c’è. Poi forse invidioso delle mirabolanti avventure del vicesindaco sceriffo di Sassuolo, ha messo in piedi un’idea altisonante, la task force. E fin qui la cronaca. Ed è proprio dalla cronaca che i poveri agenti della municipale hanno preso conoscenza di questa iniziativa dell’assessore alla sicurezza. I nostri amministratori, portavoce della partecipazione, della trasparenza, della collaborazione, si dimenticano di avvisare i vigili che stanno per organizzare turni e compiti diversi sulla loro pelle. Diciamo che per ora viste le premesse, non ci aspettiamo grandi risultati da quella che potrebbe rivelarsi “un’armata brancaleone”.
E infine il dubbio coglie: se non ci fosse stata l’elezione di Luca Caselli a Sassuolo, che comunque la si voglia leggere, sta condizionando l’agenda politica e amministrativa della provincia, avremmo avuto l’attenzione che cominciamo a scorgere sulla sicurezza anche nel capoluogo? Merito dell’alternanza, un argomento su cui riflettere tutti, politici, amministratori, elettori.
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)
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“Come previsto, la task-force annunciata dall’Assessore Marino non aveva nulla di straordinario. Pura propaganda. Dietro l’iniziativa niente più che doverosi controlli terminati con l’elenco di alcune persone fermate e controllate. Ora capiamo perché la strategia dell’Amministrazione non era stata portata all’attenzione dei sindacati degli agenti di Polizia municipale che avrebbero dovuto attuarla: semplicemente perché non c’era nessuna strategia. Senza nulla togliere alla grande professionalità dimostrata, ancora una volta, dagli agenti al lavoro ai quali va il nostro sincero ringraziamento, che cosa c’è di eccezionale nella decisione ‘politica’ di controllare una zona come quella di via Attiraglio e del parco XXII aprile, da anni simbolo di degrado, di spaccio e della delinquenza extracomunitaria?
I controlli non dovevano già essere di prassi in quelle aree a rischio? Fra tre settimane, quando Pighi ha annunciato il termine dell’iniziativa, che cosa succederà? Anche questi normali controlli termineranno? La maxi propagandata task force dell’Assessore Marino è questa?
Certo è che se dopo 5 anni di completo letargo, il risveglio di Pighi sulla sicurezza si traduce in questo, c’è poco da stare tranquilli. Una cosa è certa: i dati presentati oggi confermano che in certe aree l’emergenza sicurezza e tutt’altro che rientrata e che basta fare un giro per imbattersi in delinquenti, spacciatori e clandestini.
Per questo c’è bisogno di ben altro delle finte strategie dell’Assessore Marino. Servono controlli costanti, capillari, diffusi nel tempo, anche con l’utilizzo di mezzi e stazioni mobili che Pighi stesso solo poco tempo fa riconsegnò dicendo che non servivano. Di certo servono i 20 agenti che ancora mancano all’organico di Polizia Municipale e che Pighi non ha mai assunto. Oggi il Pighi, a chi vuole darla a bere?”
(il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà di Modena, Leoni)





